Le donne italiane hanno diritto di scelta

La storia italiana insegna che le donne nel nostro Paese hanno sempre espresso un grande senso di responsabilità e di attenzione ai problemi del Paese, del lavoro, della famiglia e posto la loro opera al sevizio della società, facendosi carico, in prima persona, dei gravi problemi derivanti dalla carenza di servizi sociali, di reti di protezione sociale e di politiche davvero efficaci nei confronti dell'infanzia, dei giovani e degli anziani.

Riteniamo pertanto inaccettabile l'espressione di chi attribuisce alle donne italiane caratteristiche di irresponsabilità nel caso della scelta consapevole della maternità e nell'accesso alle pratiche, legittime per l'ordinamento del nostro Paese, di interruzione della gravidanza, che non è mai e poi mai, per una donna, "una passeggiata".

Le donne italiane sceglieranno sulla base dei loro convincimenti etici, e le istituzioni devono porre in essere, così come previsto dalla legge e dalle regole della moderna democrazia, tutti gli strumenti utili affinché le cittadine che decideranno di effettuare l'interruzione di gravidanza, siano in grado di accedere alle tecniche ed ai trattamenti medici e farmacologici più sicuri e meno traumatici, che la ricerca scientifica ha reso possibili e accessibili, riducendo i rischi e i danni, fisici e psicologici.

Esprimiamo quindi il nostro pieno consenso alla iniziativa posta in essere dalla Regione Piemonte in merito all'utilizzo della RU486, già peraltro in uso in molti Paesi della Unione Europea, perché questa opzione consente alle donne di poter usufruire di un trattamento medico che rispetta la loro scelta evitando l'ulteriore dolore di un intervento cruento ed invasivo.

Lilia Alberghina
Anita Garibaldi
Loredana Pesoli