La nota politica

 
 
 

 

 

Verso il 43° Congresso Nazionale

Il Consiglio nazionale di sabato 6 luglio si è svolto, pur nelle diverse posizioni politiche tra maggioranza e minoranza, in un clima più disteso. Sia chiaro, ciascuno ha ribadito la propria scelta e sugli adempimenti congressuali c'è stata una votazione contrapposta. Ma qualcosa ha contribuito a dare alle diverse posizioni un carattere nuovo e più costruttivo: l'elemento che ha determinato questa diversa situazione è stata sicuramente la decisione del segretario di convocare il Congresso.

La minoranza, confermata la sua contrarietà alla celebrazione del Congresso - già espressa peraltro in direzione - ha usato nel dibattito politico, aperto da una introduzione di Nucara - toni e accenti nuovi nel valutare la situazione politica e le prospettive del Pri.

Hanno influito sicuramente nelle argomentazioni della minoranza le difficoltà in cui si trovano le forze moderate e riformiste del centro-sinistra dopo il varo del Patto per l'Italia e l'accordo con la Cisl, l'Uil, la Confindustria e le altre organizzazioni sociali e produttive.

Né ci sono stati mutamenti nella linea politica della maggioranza perché Nucara ha confermato la scelta di Bari, anzi ha sottolineato la volontà della segreteria di consolidare il raccordo con le forze della Casa delle libertà, operazione già intrapresa con la partecipazione al tavolo nazionale messo in piedi per coordinare le liste e le candidature nelle recenti elezioni amministrative.

Il nuovo clima è stato quindi determinato dalla consapevolezza, comune alla maggioranza e alla minoranza, di contribuire ciascuno dalla propria posizione alla salvaguardia e al rilancio del partito, cercando di farne, come ha detto il segretario nella sua relazione "la riserva e la risorsa democratica del paese".

Questo coinvolgimento comune ha ribaltato uno schema operativo su cui dal 1994 in poi si è svolta la vita interna dei partiti: vale a dire la scissione come momento risolutivo e di sbocco di una contrapposizione politica. Questa logica "perversa" ha condizionato anche la vita del Pri, ritenuto da coloro che si preparavano ad abbandonarlo uno strumento inutile e superato.

Sempre da questa logica è nata la contrapposizione al Congresso di Bari, in cui appariva già chiara, prima ancora delle conclusioni, la volontà di una parte della minoranza di disattendere le scelte del Congresso, mettendone in discussione la stessa legittimità. Si comprende oggi e meglio come gran parte dei rilievi e delle critiche avanzate in quella sede, piuttosto che indirizzate a trovare nuovi equilibri interni, fossero veri e propri segnali di complicità politica destinati a quelle forze che all'esterno lavoravano per decretare la fine del partito.

Oggi, e questo è il punto di svolta del C.N. del 6 luglio, maggioranza e minoranza si sono sentiti accomunati non solo dal rispetto dello Statuto, ma da un "comune sentire" sulla necessità di salvaguardare l'autonomia e la sopravvivenza del Pri. Come ha dimostrato l'esperienza di questi anni le norme e le regole, quando mancano lo spirito di appartenenza e la volontà di continuare a restare nella Casa dei repubblicani che è il Pri, non servono a niente.

Le norme ed i regolamenti sono essenziali quando questa volontà c'è e servono a tutelare i diritti non solo delle minoranze, ma di ciascun iscritto. Questa tutela dei diritti deve essere accompagnata anche da doveri e dal rispetto, da parte di tutti, delle scelte della maggioranza senza pretendere sconti e deroghe.

Il Congresso non è stato pertanto convocato per indebolire e omologare le minoranze o quanti non si riconoscono nelle posizioni politiche della maggioranza, ma per discutere della situazione del Paese e di politica e trovare norme e soluzioni più adeguate a convivere in un partito che opera in un sistema bipolare e maggioritario.

E questo lavoro, con gli impegni che comporta, deve essere fatto da quanti, al di là della preferenza per uno o l'altro schieramento, vogliono tutelare il simbolo e l'identità del Pri.

P.S:

Con questa nota politica si apre di fatto il dibattito precongressuale che ci auguriamo sia ricco di proposte, idee e interventi che - spediti per e-mail all'indirizzo: ufficiostampapri@yhaoo.it - verranno pubblicati sul Sito.

Roma, 11 luglio 2002