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Incontro dei Leaders
e dei Ministri dell' ELDR
Bruxelles 13 Dicembre 2001. Alle porte del nuovo anno e in un clima europeo di grande fermento si sono riuniti numerosi interlocutori di spicco nello spirito liberale, democratico e repubblicano che contraddistingue l'ELDR. Dopo una breve conferenza stampa e le fotografie di rito, prima di dare inizio al tavolo del confronto il primo ministro Guy Verhofstadt e il Presidente Pat Cox si sono intrattenuti in piacevoli ed informali conversazioni con alcuni dei partecipanti tra cui il segretario nazionale del Partito Repubblicano Italiano Francesco Nucara, per raccogliere le impressioni che vengono vissute all'interno delle singole nazioni e per consolidare quei rapporti interpersonali indispensabili per una completa interazione di intenti. Con l'arrivo del Presidente della Commisione Romano Prodi, il confronto è cominciato con una breve presentazione di Pat Cox che ha ribadito il suo entusiasmo verso il gruppo parlamentare che nel tempo sta acquisendo maggiore partecipazione e sostanziale influenza nella guida dell' UE. Il primo ministro Verhofstadt ha continuato il discorso soffermando la sua attenzione sugli avvenimenti della guerra ed esprimendo la necessità di un linea comune tra UE ed Onu. Anche il Medio-Oriente, a suo avviso, deve vedere l'Europa come protagonista nella mediazione tenedo conto della visita agli inizi di Novembre in cui il Primo Ministro e Romano Prodi hanno intrapreso e prospettato delle possibili soluzioni di pace per porre fine all'atroce scenario che si erano trovati di fronte. Poi l'attenzione si è rivolta verso una maggiore cooperazione giudiziaria, l'asilo politico e l'immigrazione, tutti obiettivi non ancora completamente raggiunti e in agenda dal meeting di Tampere di due anni fa. Verhofstadt ha inoltre sollecitato delle riforme strutturali e socio-economiche, tra cui il battesimo di un brevetto comunitario che riesca in breve ad essere competitivo con quello Statunitense ed Orientale. L'autocritica deve essere il trampolino di lancio, ha sostenuto, per la strada da percorrere e quattro devono essere le soste lungo la via:migliore ripartizione delle competenze nelle istituzioni comunitarie, semplificazione degli strumenti, trasparenza, maggiore coinvolgimento delle singole nazioni nella formazione della Costituzione europea. Il Primo Ministro belga ha poi piacevolmente constatato che non c'è ad oggi in Europa un gruppo parlamentare con una visione così chiara e "schiacciante" per il futuro. Prima dell'intervento degli altri ospiti presenti ha preso la parola il portavoce Danese che ha incentrato il suo intervento sull'allargamento della UE. A suo avviso già nel 2002 se vi fossero dei Paesi ragionevolmente pronti si dovrebbe procedere con il loro ingresso e sarebbe un grave errore politico subordinare ciò al preventivo inserimento della Polonia, fortemente voluto da una parte della Germania. Sarebbe preferibile, ha continuato, avere dei periodi transitori piuttosto che sobbarcarsi la responsabilità di un ritardo nell'allargamento. Le elezioni, ormai prossime, in Francia ed in Germania potrebbero rivelarsi un ostacolo, ma il rappresentante danese ha assicurato che già a Copenaghen nel 2002 ci sarrà il primo round di ammissioni all' UE. Al termine di queste dichiarazioni ha preso la parola Romano Prodi, che ha condiviso tutti gli intenti fino a quel momento espressi ed ha auspicato una maggiore mobilità nel mercato del lavoro come sostegno agli effetti positivi che l'Euro porterà nell'economia europea. Subito dopo è iniziato il giro di consultazione dei rappresentanti di alcuni dei Paesi che chiederanno l'ingresso nel 2002 come la Slovenia, la Croazia, la Romania, la Lituania e l'Estonia. Il meeting è terminato con una elegante cena nel salone adiacente.
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