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Schema relazione del Prof. Tommaso Edoardo Frosini Presento lo schema che seguirò nella relazione sulle riforme istituzionali, che terrò al Consiglio Nazionale del Partito Repubblicano Italiano il 17 gennaio 2003. a) La questione del metodo per fare le riforme costituzionali. Il percorso parlamentare previsto dall'art.138 della Costituzione, nella sua duplice prospettiva: maggioranza di due terzi dei componenti delle Camere oppure maggioranza assoluta degli stessi? Il ruolo del referendum confermativo finale, quale strumento in mano alle minoranze e non certo della maggioranza che ha approvato la modifica costituzionale. Il "precedente" della riforma costituzionale creato dalla maggioranza della scorsa legislatura, con la modifica dell'intero Titolo Quinto della Costituzione a maggioranza assoluta e con richiesta di referendum ad effetto plebiscitario. Precedente pericoloso da abbondare oppure precedente innovatore da confermare? b) La questione della forma di governo. I modelli di forma di governo nelle democrazie occidentali: luci ed ombre. La vicenda italiana pre e post 1994. L'importanza della modifica del sistema elettorale in senso maggioritario, e gli sviluppi politico-istituzionale che ha determinato; con particolare riguardo alla nomina del Premier, che scaturisce dal voto elettorale. Perché cambiare la forma di governo? E' veramente necessario? Sì, ma il modello che meglio si presta alla situazione italiana è quello del Premierato, come "naturale" evoluzione del sistema istituzionale determinatosi negli ultimi anni (tenendo conto anche della positiva esperienza della formula di governo dei Comuni, Province ed ora anche Regioni). Che cosa è e come funziona il Premierato? L'importanza della titolarità del potere di scioglimento delle Camere, anche come deterrente ai "ribaltoni". Questioni collegate al possibile cambiamento della forma di governo in senso del Premierato: il ruolo del Capo dello Stato; il rapporto fiduciario con una sola Camera; valorizzazione del ruolo dell'Opposizione, e conseguente adeguamento dei regolamenti parlamentari. Cenni, infine, sul sistema elettorale: è oggi nuovamente modificabile? Mantenere il maggioritario, magari contestualizzarlo ad uno di colazione con premio per la coalizione risultata vincente. Problemi e rischi nell'affrontare il tema della riforma elettorale. c) La questione del federalismo. Attuare e completare la trasformazione in senso federale dello Stato. Il nuovo ruolo delle Regioni e l'importanza degli Statuti regionali. Il principio di sussidiarietà. La riforma da fare: la trasformazione del Senato nella Camera federale delle Regioni: come potrebbe essere? Profili della devolution: è questa una riforma federalistica? Accentuazione dei poteri regionali. d) La questione dei partiti politici. L'importanza di fare -oggi- una legge per regolamentare giuridicamente i partiti politici, anche al fine di restituire ai partiti la loro dignità nel sistema politico-istituzionale e di contribuire così al superamento della confusa transizione italiana. Perché il tema dei partiti politici deve essere collegato al tema più generale della riforma istituzionale, ed in particolare della forma di governo? Collegamenti fra l'art.49 Cost. e gli articoli costituzionali relativi alla formazione del Governo. Infine, verranno svolti cenni sulla vicenda costituzionale europea, con l'avvio del processo costituente avviato dalla Convenzione, e quelle che potranno essere le ricadute sulla vicenda costituzionale italiana. Ovvero, ragionare sulle riforme istituzionali pensando soltanto all'Italia può essere, oggi, un'operazione miope? Si deve, piuttosto, tenere conto del nuovo quadro istituzionale europeo? Se sì, in quale misura e con quali sviluppi? |