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Cesena: un accordo che escluda le forze massimaliste/Le alleanze locali sono parte integrante della politica complessiva del Pri Un'intesa per le scelte da compiere Pubblichiamo, con un nostro commento, il documento politico della Consociazione del Pri di Cesena che accompagna il Programma approvato, che per motivi di spazio pubblicheremo appena possibile. "L'Assemblea dei rappresentanti della Consociazione Repubblicana Cesena riunitasi giovedì 24 Ottobre 2003 udita la relazione del Segretario l'approva. Nello specifico valuta positivamente l'operato delle Amministrazioni Comunali nelle quali il Pri è parte integrante, in particolare per Cesena, considera necessario che la continuità amministrativa sia un caposaldo politico da cui non si può prescindere. Considera altresì positivamente il documento politico approvato dalla Direzione della Consociazione Pri di Cesena. Obbligo della dirigenza è quello di mantenere fermi i principi politici del documento succitato anche e soprattutto nell'ambito degli incontri che si svolgeranno tra le forze politiche. Ribadendo che base di ogni alleanza è il confronto programmatico non possiamo sottacere che eventuali forzature che snaturino la logica amministrativa sulla quale hanno convenuto tutte le forze dell'attuale maggioranza (Margherita-Ds-Sdi-Pri-Pdci) vedrebbe il Pri su posizioni negative. Considera dunque auspicabile il rinnovo dell'attuale maggioranza che è autosufficiente sotto il profilo politico e numerico". * L'Assemblea dei rappresentanti della Consociazione di Cesena ha approvato le proposte programmatiche del Pri, sulle quali aprirà il confronto con le altre forze politiche per costruire le prossime alleanze elettorali per il Comune. Il Programma, che contiene l'agenda delle priorità per lo sviluppo di Cesena, è preceduto da una breve premessa politica nella quale è ribadita la continuità della maggioranza, (costituita da Margherita, Ds, Pri, Sdi, Pcdi) che ha amministrato, bene dicono i repubblicani, il Comune di Cesena. La premessa contiene, inoltre, l'avvertenza agli alleati ad evitare possibili forzature che porterebbero allo snaturamento della coalizione uscente. In sostanza i repubblicani cesenati ( avevamo già pubblicato sullo stesso tema la decisione favorevole di tre sezioni) chiudono la porta della coalizione uscente ad eventuali aperture a Rifondazione e Verdi, ai repubblicani europei, ai dipietrini e girotondini e a quanti altri costituiscono il variegato e variopinto arcipelago della sinistra e dei movimenti. Non vogliamo entrare nel merito specifico della proposta repubblicana, vogliamo soltanto dire che in Emilia Romagna con l'incontro organizzato dalla segreteria regionale con la responsabile di F.I, con l'elaborazione di proposte, come questa della Consociazione di Cesena, per la costruzione di alleanze senza quelle forze che si richiamano alle posizioni più radicali e massimaliste della sinistra, qualcosa si è mosso. C'è stato, inoltre, un cambiamento anche nel linguaggio, che in politica è importante e il tono con cui si è discusso nella riunione della Direzione regionale con il segretario nazionale Nucara a Forlì ne è la prova. Ma c'è un altro punto, meno formale e più di sostanza politica: la caduta della pregiudiziale , ripetutamente avanzata dalla minoranza, per cui sulle alleanze locali la segreteria nazionale non avrebbe dovuto interferire, anche per non violare quella, che a nostro avviso era soltanto un distorto criterio di autonomia. Ormai è acquisito che le scelte delle alleanze locali fanno parte integrante della politica complessiva del partito e che in un sistema maggioritario come l'attuale ogni fattore, anche il più periferico, influisce sull'immagine nazionale rappresentata dall'Edera. La linea di Cesena non ci sembra né statica né di corto respiro: porre il problema di non allargare l'alleanza uscente a forze che potrebbero alterarne la fisionomia originaria, vuol dire porre un problema che ha una sicura valenza politica e che supera i limiti locali. Va anche detto che quella linea, con la chiusura netta a Rifondazione e ai Verdi e agli altri movimenti, fissa alla coalizione dei confini politici chiari e definiti e nel caso che gli attuali alleati non ne dovessero tenere conto, il Pri non potrà che trarne le dovute conseguenze. Il cammino è lungo e i problemi sono ancora aperti, compreso quello per le elezioni di Cesena. Nel frattempo si è affermato il principio che la scelta delle alleanze locali deve essere fatta d'intesa con la direzione nazionale e su questa base si è cominciato a discutere, guardando principalmente all'interesse generale del Pri. p. v |