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Una voce stonata nelle giornate di lutto per le vittime di Nassiriya/Il messaggio delirante della brigatista Nadia Desdemona Lioce Terrorismo: sconfiggerne la mentalità Nelle lunghe giornate che precedevano i funerali di Stato per i 19 Italiani caduti a Nassiriyah una voce stonata è riecheggiata in un'aula di giustizia: quella di Nadia Desdemona Lioce. Il suo messaggio, una delirante mistura di retorica sovversiva e luoghi comuni ormai tragicamente banali, ha scosso le coscienze del Paese in lutto per un'affermazione di sostegno agli autori dell'attentato in Iraq. Ora, l'idea che una persona del calibro della Lioce instauri delle trattative con un emissario di Osama bin Laden è quanto meno risibile. Viene meno da sorridere, però, se si pensa alle reali prospettive di una "saldatura" tra terrorismo internazionale di matrice islamica e forze eversive interne all'Italia, come ipotizzata da alcuni inquirenti. Se tutto questo sembra solo uno scenario da fantapolitica, allora è utile ricordare che con ogni probabilità è proprio ciò che sta accadendo in Iraq; le truppe di Al Qaeda forniscono tattiche e "manodopera" per gli assalti, i resti del vecchio regime garantiscono informazioni dettagliate sulle caratteristiche del terreno e degli obiettivi. In Iraq la saldatura c'è già stata, e sempre in nome della lotta contro l'identico nemico: l'Occidente e gli ideali che esso rappresenta. In Italia certi gruppi eversivi già adesso vedono di buon occhio la lotta della cosiddetta "resistenza irachena", e in un futuro non troppo lontano potrebbero operare nel ruolo di fiancheggiatori. Ovviamente ogni situazione va analizzata in base al proprio contesto, ma è anche vero che tutti i terrorismi si ispirano a una comune matrice di violenza e che in nome di quella matrice non è impossibile trovare delle concordanze una volta individuato un comune bersaglio. Il terrorismo è insomma un'Idra dalle sette teste che non può essere sconfitta unicamente con la forza; neutralizzare tutti gli esponenti di un movimento terrorista è condizione necessaria ma non sufficiente per sconfiggerlo, poiché per sradicarlo definitivamente occorre sconfiggere la mentalità che ne è alla base. Bene hanno fatto dunque i sindacati a indire una manifestazione in questo senso, e meglio ancora ha fatto il centrodestra che accostandosi all'iniziativa l'ha trasformata in un'occasione per ribadire la necessità di ritrovare un'unità nazionale in un momento tanto difficile. Questo spirito non è gradito ad alcune frange estreme della sinistra per le quali la pregiudiziale antiberlusconiana (e, ci permettiamo dirlo, antiamericana) è ancora troppo forte. Ma tant'è, non si può avere tutto dalla vita. Ciò che importa davvero è dare un senso alla morte di tutte le vittime italiane, e purtroppo sono tante, del terrorismo di ogni ispirazione realizzando gli ideali in cui credevano. Leo Tolstoj una volta scrisse: "Poiché i malvagi stringono alleanza tra di loro per costituire una forza è necessario che gli onesti facciano altrettanto. Cosa c'è di più semplice?". Rigiriamo la domanda agli uomini onesti di questo Paese, e in attesa della risposta ci prepariamo alle dure lotte che ci attendono. Riccardo Masini-Fgr |