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Il giudizio della Fgr sui risultati dell'Eurobarometro/Ambiguità nella formulazione dei quesiti e stupore per la lista dei paesi "incriminati" Israele garanzia per l'Occidente democratico Grande indignazione e grandi dibattiti ha suscitato il recente sondaggio effettuato da un ente europeo, l'Eurobarometro, sui paesi che rappresenterebbero secondo gli europei le più gravi minacce alla pace mondiale. Stupisce innanzitutto la stessa formulazione del quesito che imponeva all'interrogato di scegliere tra un certo numero di opzioni fisse, una scelta senz'altro troppo sbrigativa per riflettere fedelmente un'opinione su di un argomento tanto complesso. Stupisce la stessa lista dei paesi "incriminati", una lista comprendente tre compagini democratiche (Israele, Stati Uniti e Unione Europea), un certo numero di cosiddetti "Stati canaglia" (Corea del Nord, Siria, Iran) ma priva di quelli che sono oggi gli imputati principali di fronte al tribunale della sicurezza globale: Al Qaeda e le forze terroristiche palestinesi. Stupisce infine che la Commissione europea abbia potuto autorizzare una delle sue agenzie ad effettuare un sondaggio del genere, senza poi prenderne le distanze con misure concrete ma limitandosi ad una poco edificante lavata di mani. Quello che non può stupire, però, è il risultato. Francamente anche concedendo il beneficio del dubbio agli autori dell'euro-sondaggio, difficilmente si poteva avere un esito differente dopo il bombardamento mediatico al quale tutta l'Europa è stata sottoposta con l'inizio della Seconda Intifada, lo scoppio della guerra in Iraq e il difficile processo di ricostruzione democratica di quel Paese. Non possiamo infatti dimenticare i servizi giornalistici che mancano di mettere in evidenza la strumentalizzazione da parte degli estremisti palestinesi delle loro stesse vittime innocenti, o le acritiche condanne di tutte le iniziative prese dagli Israeliani per garantire un minimo di sicurezza al proprio Paese. Qui non ci si limita più a mettere sullo stesso piano le azioni militari mirate contro i capi di formazioni terroristiche e gli attentati deliberatamente concepiti per fare strage di vittime inermi; qui si mette in dubbio la stessa legittimità dell'esistenza di Israele in quanto "minaccia per la pace", una specie di pax islamica che sinceramente non ci piace. Dunque si può, e si deve, riaffermare la propria solidarietà ad Israele, baluardo democratico assediato dalle forze integraliste e assolutiste degli Stati arabi più estremisti. Ma questo non basta. Bisogna diffondere tra i giovani la consapevolezza che Israele rappresenta una garanzia per l'Occidente democratico, un esempio tra le altre cose di come possano convivere forti tradizioni religiose all'interno di uno Stato laico. Noi giovani europei per primi siamo chiamati a rimediare alle colpe dei nostri antenati, di chi partendo dalla folle idea che tutti i mali del mondo dipendessero dalla razza ebraica ha commesso atti atroci di cui ancora oggi, a decenni di distanza, non possiamo che vergognarci. Proprio come ci vergogniamo di questo Eurobarometro. Riccardo Masini |