Luisa Babini amareggiata per i risultati del sondaggio dell'Ue/Più attenzione da parte della Commissione europea sui quesiti posti

Pericolo di un rigurgito antisemita

Stupore ed amarezza sono i sentimenti con cui ho accolto i risultati del sondaggio commissionato dall'Unione Europea che, con un 59% di preferenze, indica lo Stato di Israele come una delle maggiori minacce mondiali per la pace internazionale.

Additare Israele come paese, per il solo fatto di esistere, come responsabile della destabilizzazione dei rapporti di pace nel mondo mi sembra assurdo, frutto di un sondaggio che, ponendo male la questione, ha voluto mettere in bocca agli interpellati risposte a domande poco pertinenti.

Ritengo pertanto che sarebbe necessaria una maggiore attenzione da parte delle direzioni generali della Commissione europea addette alla stampa, soprattutto quando si tratta di questioni dal forte impatto politico e dai delicati risvolti internazionali.

Viviamo infatti una situazione di precario equilibrio internazionale su cui pesano le crisi irakena e palestinese: ideare e diffondere un tale sondaggio non contribuisce certamente a costruire le basi per un confronto sereno in seno al medio oriente, né a preparare l'Europa ad un ruolo importantissimo, quello di mediatrice e di pacificatrice. Questo sondaggio, anzi, acuisce il senso di risentimento del popolo israeliano, lo fa sentire sempre più solo di fronte ad un occidente europeo che troppo spesso si rivela indifferente ai pericoli e alla situazione di instabilità a cui è quotidianamente sottoposto. Una situazione di instabilità che, a causa della dilagante emergenza terroristica, sta diventando un problema non più solamente di Israele e degli Stati Uniti, ma mondiale.

Infine, dietro al risultato emerso dal sondaggio scorgo il pericolo di un rigurgito antisemita e di un riemergere di antichi pregiudizi che sono già stati condannati dalla storia, ma su cui è doveroso rimanere vigili e attenti. Dichiaro perciò la mia solidarietà al popolo israeliano che ha accolto questo inaspettato atto di ostilità con comprensibile risentimento e con sdegno e mi unisco a coloro, come il Presidente Prodi, che hanno voluto apertamente prenderne le distanze.

Luisa Babini
Consigliere Regionale Pri Emilia Romagna