Intervento di Luisa Babini all'indomani dell'attentato a Nassiriya/E' un giorno di lutto e di dolore: non c'è spazio per le provocazioni di Rifondazione e Pdci

Continuare con gli alleati la lotta al terrorismo

L'attentato terroristico che ha colpito i Carabinieri e i militari italiani ha colpito duramente l'Italia intera.

E' un giorno di lutto e di dolore e non voglio raccogliere alcuna delle provocazioni lanciate da Rifondazione e dal PdCI che ho sentito fare poc'anzi in aula; in un altro momento e con un altro stato d'animo mi avrebbero imposto risposte puntuali ed approfondite. Il forte senso delle istituzioni e il rispetto per le vittime mi impongono un atteggiamento pacato.

Parliamo oggi di un attentato terroristico che va condannato con fermezza come un atto ignobile e vergognoso.

Questo attentato mi riempie di dolore, è un giorno di lutto nel quale prevalgono il codoglio, la solidarietà, la sofferenza ed esprimo cordoglio e solidarietà all'Arma dei Carabinieri, all'Esercito, ai famigliari di quanti hanno perso la vita compiendo il loro dovere per riportare in Iraq la libertà, la democrazia, la pace.

Quello che è accaduto è terribile e accomuna l'Italia tutta, che, come ha detto il Presidente Ciampi, deve essere unita e forte.

I nostri militari stavano lavorando per riportare la luce, l'acqua, dunque per restituire una vita normale ad un popolo che per troppo tempo ha subito una dittatura feroce. Hanno dato la loro vita per il risorgimento dell'Iraq, per affermare gli ideali di libertà di giustizia, di democrazia, per l'affermazione delle libertà individuali per riportare un paese alla stabilità.

E lo hanno fatto con l'umanità che contraddistingue le nostre forze armate ed in particolare i Carabinieri, che sono l'Arma più vicina al cittadino.

Dopo il dolore occorre reagire e, come dice Ciampi, non dobbiamo dare tregua ai responsabili di questo orrendo attentato. Non dobbiamo venire meno al nostro ruolo nella lotta al terrorismo internazionale, un terrorismo che recentemente ha colpito anche l'ONU e la Croce Rossa.

Arrendersi vorrebbe dire cedere di fronte al terrorismo, mentre noi dobbiamo continuare a stare al fianco del popolo irakeno e lo dobbiamo fare nell'ambito dei nostri legami europei, atlantici, delle Nazioni Unite.

La Risoluzione 1511 approvata dall'ONU apre una nuova fase e suggerisce la necessità di un sempre maggiore e più consistente coinvolgimento di tutti i Pesi Europei - anche di quelli che fino ad ora si sono mostrati più critici - perché l'attacco alle forze italiane è un attacco anche contro l'Europa: finché l'Europa non troverà una linea comune di politica internazionale, finché ci saranno Paesi che non permettono una posizione unitaria, forte ed incisiva dell'Europa sul piano internazionale, si indebolisce la lotta agli estremismi e si lascia sola l'America a combatterli.

Come ha sottolineato il Presidente Ciampi il nostro ruolo è quello di continuare a svolgere, insieme ai nostri alleati, e con le Nazioni Unite, una ferma lotta al terrorismo internazionale.

Chi, come me, era d'accordo sull'invio dei militari italiani in Iraq in missione di Pace ora più che mai è convinta della necessità che i nostri soldati rimangano finché in Iraq non sarà avviata una fase di risorgimento del Paese e non trovino compiutamente affermazione i principi di libertà, democrazia, giustizia, rispetto dei diritti umani, garanzia delle libertà individuali.

Luisa Babini
Consigliere Regionale Pri Emilia Romagna