Dichiarazione dell’On. Gianni Ravaglia, capolista del PRI per le elezioni regionali per il collegio di Ravenna

I repubblicani ravennati, questa mattina, hanno consegnato 1309 firme certificate per la presentazione della lista Provinciale per le Elezioni Regionali. Di queste, oltre 900 firme sono state raccolte nel Comune di Ravenna. Se invece di sette giorni ci fosse stato tutto il tempo previsto dalle norme di legge, nonostante una legge elettorale liberticida, che impedisce la rappresentanza delle minoranze, anche senza l’aiuto di forze politiche maggiori, che nel recente passato, hanno garantito le firme per i collegi dell’Emilia Nord, l’Edera avrebbe potuto essere presente nelle Elezioni Regionali.

Un ringraziamento va a tutti coloro che si sono impegnati nella raccolta e ai cittadini che hanno firmato, a cominciare dagli amici repubblicani di Cervia e del lughese .

L’aver raggiunto tale obiettivo è esaltante in quanto ottenuto senza alcun apporto della struttura ufficiale del partito e dell’attuale gruppo dirigente del PRI di Ravenna: né il Segretario Comunale né quello Provinciale, tanto meno gli assessori e il Vice Sindaco hanno firmato la lista, così come non l’hanno firmata i membri della direzione (salvo 2 amici); anzi si sono registrati anche atti di vera e propria intimidazione verso funzionari abilitati alla certificazione delle firme da parte di un assessore del PRI.

Insomma i padroni del vapore possono essere contenti del comportamento del proprio equipaggio.

I Ds non si potranno lamentare: possiamo confermare che il gruppo dirigente del PRI di Ravenna, nei limiti della legge, tutto quello che poteva fare per boicottare la raccolta delle firme sul simbolo dell’edera l’ha fatto.

Ciò nonostante i firmatari della lista dell’Edera uguagliano il numero degli iscritti dell’Unione Comunale del PRI di Ravenna. Il ché significa che esiste un altro PRI altrettanto, e forse più forte, di quello rappresentato dall’attuale maggioranza ravennate, fatto di cittadini e di elettori che non accettano più un PRI alleato pregiudiziale e servile di un centro sinistra ove cresce sempre più il peso di coloro che sono tanto distanti dai valori del repubblicanesimo da dichiarare addirittura di voler abolire la proprietà privata, né tanto meno, sono disponibili ad accettare oltre le promesse mancate di Berlusconi.

Peraltro non sono pochi i repubblicani che si chiedono e mi chiedono:

a) un gruppo dirigente che al 97% non firma per la presentazione della lista del proprio partito per restare fedele agli impegni assunti con altre formazioni politiche che peraltro nulla hanno concesso in cambio, ha il diritto di continuare a rappresentare quel partito?

b) Il comportamento di quel gruppo dirigente, che non ha precedenti nella storia del PRI, prefigura già la volontà di una nuova scissione?

Queste domande esigono una risposta locale e nazionale, in tal senso sarà interessato il prossimo consiglio nazionale del PRI..

Ai firmatari ravennati della lista diciamo fin da ora che il loro sforzo non andrà deluso.

In Romagna si sono gettate le basi per la costruzione di un PRI autonomo dai due poli, disposto solo ad alleanze programmatiche che ne esaltino dignità e ruolo, che lavorerà per la costruzione di un’Altra Italia. Saremo presenti con specifiche iniziative nel corso delle elezioni regionali, così come ci impegneremo per la presentazione di una lista autonoma del PRI per la costruzione del Terzo Polo a Ravenna, nel corso delle prossime elezioni amministrative.