Il documento di Riscossa Repubblicana sulla crisi irachena

Il documento della Direzione Nazionale del 14 febbraio 2003 dopo aver ribadito fa l'altro la solidarietà agli Stati Uniti ed espresso preoccupazione per le divisioni interne alla Nato ed alla Unione Europea affermava: la DN auspica che il disarmo(del regime dittatoriale iracheno) possa aver luogo sotto l'egida delle Nazioni Unite e con il voto favorevole del Consiglio di Sicurezza.

Tale documento, a parte alcune valutazioni sulla chiarezza del governo ed in particolare del presidente del consiglio, poteva essere condiviso nella sostanza anche da Riscossa Repubblicana.

Tant'e' che Riscossa si è rammaricata con posizioni formali espresse nel Consiglio Nazionale dell'8 marzo a Milano di non aver potuto dibattere sulla crisi irachena, dibattito quanto mai necessario data l'imminenza della guerra.

Sulle linee del documento della DN, a nostro avviso si sarebbe potuto con alcune modifiche arrivare ad un documento unitario; per Riscossa infatti è fuori discussione la scelta tradizionale del PRI di appartenenza convinta alla Nato e la ferma volontà di armonizzare l'Alleanza Atlantica con il disegno di integrazione politica dell'Europa.

Condivisibile completamente era altresì la necessità che l'azione contro Saddam avvenisse sotto l'egida delle Nazioni Unite e con il voto favorevole del Consiglio di Sicurezza .

Grande è stata quindi la sorpresa per gli interventi dei nostri parlamentari alla Camera ed al Senato sulle dichiarazioni del presidente del consiglio il 19 marzo 2003.

Berlusconi ha affermato con forza la legalità e la liceità dell'intervento militare nella crisi irachena anche al di fuori di ogni decisione dell'ONU; i nostri rappresentanti hanno affermato in più che il governo avrebbe dovuto sostenere la partecipazione attiva allo sforzo militare.

Non possiamo che dissentire da queste affermazioni che non trovano riscontro in alcuna posizione assunta negli organismi di partito ammesso che questi organismi servano ancora a qualcosa.

La nostra presa di posizione sul mancato dibattito in Consiglio Nazionale sull'irak era evidentemente più che giustificata ,visto come si è manifestata poi a livello ufficiale la posizione del PRI.

Per Riscossa Repubblicana: Sergio Savoldi

20 Marzo 2003