|
Emilia Romagna/Luisa Babini (Pri) contesta la decisione dell'Ulivo di aderire alla giornata di digiuno per la pace Il Consigliere Regionale Luisa Babini contraria alla scelta fatta in Emilia-Romagna di non svolgere i normali lavori del Consiglio Regionale il 5 Marzo 2003, ritenendo che questi non debbano essere condizionati dalla proposta del Papa. "La scelta di molti componenti del Consiglio Regionale dell'Emilia-Romagna di aderire alla proposta dal Papa di dedicare una giornata alla preghiera e al digiuno, non mi trova d'accordo. In questo modo, a mio parere, si sottomettono le istituzioni al volere della Chiesa, quando invece queste non dovrebbero essere in alcun modo condizionate da atti che attengono strettamente alla sfera personale e alla coscienza dei singoli. In passato tutte le forze laiche e liberali, come il Partito Repubblicano, hanno lottato duramente per separare il potere temporale da quello spirituale e proteggere la sfera politica del nostro paese dalle ingerenze ideologiche della chiesa cattolica. In virtù del posto che ricopriamo in seno ad un Consiglio Regionale, perciò, noi tutti dovremmo sentire forte il senso dello Stato, che la scelta dimostrativa di quest'oggi invece intacca e fa vacillare. "La chiesa dilaga e lo stato si scioglie" sarei tentata ad affermare. E ricordando la recente visita del Papa in Parlamento a cui hanno partecipato tutte le forze politiche ad eccezione del Partito Repubblicano, mi viene in mente quello che in quell'occasione scrisse Giorgio La Malfa per segnalare quanto ancora oggi in Italia l'influenza della chiesa condizioni le decisioni politiche, e che è sintetizzabile in una frase: zitti tutti, parla il Papa! In virtù di ciò, disobbedisco alla scelta di sospendere i lavori consiliari per dedicarsi al digiuno e alla preghiera e a partire dalle 14.00 di oggi per protesta resterò in aula". Bologna, 05/03/03 |