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Documento della Federazione Giovanile Repubblicana sulle proteste degli studenti e intellettuali in Iran In queste ore, nonostante la silenziosa indifferenza di gran parte dell' Occidente e la scarsa attenzione dedicata all'evento dai grandi mezzi di comunicazione, apprendiamo che nell'Iran ancora dominato dalla ierocrazia integralista sta accadendo qualcosa di inaspettato. Stanchi delle continue e inutili promesse di un governo andato al potere declamando politiche riformiste senza mai tradurle in realtà, studenti ed intellettuali, uomini politici e leader religiosi, hanno dato inizio ad una protesta universitaria e culturale il cui scopo è combattere contro un regime estremista purtroppo ancora forte e proporre una nuova visione del rapporto tra Stato e religione anche all'interno del mondo islamico. Naturalmente il potere degli ayatollah ha reagito, spinto dal timore che una tale legittima protesta esca dalle aule universitarie e diventi fenomeno di massa per una popolazione composta in gran parte da giovani al di sotto dei 25 anni. Si ha notizia di violente irruzioni nei dormitori universitari da parte di non meglio specificate "milizie religiose", di ferimenti e uccisioni nonché dell'immancabile ondata di arresti dei dimostranti. Naturalmente noi della Federazione Giovanile Repubblicana non possiamo che esprimere la nostra piena e assoluta solidarietà a quanti, giovani e non giovani, esponenti del mondo laico e del mondo religioso, si battono contro una concezione teocratica del potere, contro una visione integralista della religione e contro quella che giustamente definiscono l'"eresia" dell' "esercizio di un potere assoluto". Noi siamo dalla parte di chi lotta per la creazione di uno Stato laico e di una religione libera dall'intolleranza e dal veleno del potere temporale, noi siamo dalla parte di chi pur dovendo fare quotidianamente i conti con la tirannia e con la violenza di regimi autoritari non si arrende e si espone in prima persona ai rischi connessi con la libera espressione del proprio pensiero. Noi chiediamo altresì che tutte le forze politiche democratiche italiane escano dall'attuale silenzio e prendano posizione riguardo a questi gravi fatti; non si può tollerare l'indifferenza nei confronti di una battaglia di libertà di tale importanza. Rammentando i gloriosi e tragici esempi di Budapest 1956, Praga 1968, Pechino 1989, ricordiamo che chi lotta per la giustizia e per la libertà non potrà mai essere sconfitto dalla violenza e dall'oscurantismo. Noi siamo dalla loro parte. Roma, 16 Giugno 2003 |