Fgr/Fecondazione assistita: NO ad una legge illiberale, ingiusta, incostituzionale

Mentre è in corso di svolgimento (in Commissione al Senato) la discussione sul DDL riguardante la Fecondazione medicalmente assistita, l’Associazione Luca Coscioni, Radicali Italiani, le Associazioni "Madre Provetta", "Mammeonline", "Cerco un bimbo" e la Federazione Giovanile Repubblicana stanno organizzando per il 9 luglio una "staffetta oratoria" davanti al Senato, dalle 15 alle 20.

Quello che si svolge presso la Commissione Sanità del Senato è un dibattito – affermano i promotori – che si sviluppa nel più completo disinteresse dei mass media che avallano così la scelta del Presidente della Commissione Sanità di negare la registrazione delle sedute richiesta da Radio Radicale. Una sorte diversa è toccata, invece, alle parole che il Papa ha pronunciato il 22 maggio, quando ha sollecitato la rapida approvazione di questa pessima legge: l’opinione del Pontefice è stata trasmessa a reti unificate da tutti i TG e pubblicate su tutti i giornali che hanno dato altrettanto spazio all’immediato accodarsi della classe politica che si è affrettata a garantire un "iter blindato" del provvedimento affinché sia approvato così com’è – cioè come vuole il Vaticano - senza tornare per una seconda lettura a Montecitorio.

Intanto, oltre 1.600 scienziati, ricercatori e accademici hanno sottoscritto l’appello di Luca Coscioni ai Parlamentari affinché le leggi italiane non siano subordinate a diktat ideologici come quelli che, sulla fecondazione assistita, vorrebbe imporre il Vaticano negando i diritti delle coppie sterili, e la libertà di ricerca scientifica, mortificata dall’impossibilità di utilizzo a fini di ricerca e di cura delle cellule staminali ricavate dagli embrioni soprannumerari.

Il 9 luglio, per cinque ore ininterrottamente saranno i malati gravissimi e i loro familiari, gli scienziati, le donne e gli uomini sterili, i medici e i cittadini che credono nella laicità dello Stato a prendere la parola per dire la loro nella speranza di trovare finalmente l’ascolto che fino ad oggi è stato loro negato.

Roma, 23 giugno 2003