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Il consigliere regionale Pisano motiva l'addio definitivo al Psi "Ecco perché vado con il Pri" Ma non cambia nulla nella maggioranza di centro-destra REGGIO CALABRIA – Il consigliere regionale Enzo Pisano lascia dopo 40 anni il partito socialista e aderisce al Pri. Il suo è un addio pronunciato con determinazione ma anche con qualche punta di tristezza. Cosa cambia? Il Nuovo Psi adesso ha in Consiglio regionale un solo rappresentante (Francesco Galati) mentre è ufficialmente presente il Pri. Ma c'è di più: il partito socialista scompare dall'Amministrazione provinciale di Reggio: i tre rappresentanti socialisti (l'assessore alla pubblica istruzione Michele Pochiero e i due consiglieri Giuseppe Barillà e Luca Maio) seguono Enzo Pisano nel Pri e sono presenti alla conferenza stampa che lo stesso consigliere regionale tiene nell'Astronave. Non cambia nulla nella maggioranza di centrodestra: Enzo Pisano conferma la sua fedeltà alla coalizione della Casa delle libertà e annuncia "un patto federativo con i consiglieri Paolo Naccarato (Upr-Cossiga) e Giuseppe Pezzimenti (Liberal Sgarbi)" con l'obiettivo di portare avanti una serie di iniziative, tra le quali un disegno di legge che prevede l'istituzione di una commissione d'inchiesta sulla sanità calabrese. Con questo passaggio il Pri si rafforza nella Piana, che costituisce la base elettorale di Pisano, Pochiero e Barillà. Maio è di Locri. Perché la scelta di lasciare il Psi? E perché l'adesione al Pri? Su questi due quesiti si è sviluppata la conferenza di Pisano che da un lato ha dato ampi riconoscimenti personali all'on. Zavettieri ("ho avuto da lui tanti insegnamenti") e dall'altro lo ha aspramente criticato, definendolo "padre padrone del nuovo Psi". Non ha usato mezzi termini Pisano: "Sono andato via perché non c'erano più i presupposti per poter lavorare. Mi sentivo l'ultimo dei moikani del grande partito socialista. La prima tessera l'avevo avuta nel 1962, all'età di 16 anni. Sono stato sempre un coerente socialista. Il mio punto di riferimento era Riccardo Lombardi". Pisano ringrazia il capogruppo Francesco Galati, che si era pure offerto più volte per fare da mediatore. "Ma ormai nel Psi – dice –, soprattutto a Reggio, veniva soffocata la democrazia interna, criminalizzato il dissenso e trasformato lo stesso partito in un tribunale d'inquisizione. Andiamo via in tanti, dove ci sarà consentito fare politica e dare il nostro contributo nell'interesse della Calabria e della provincia di Reggio". Il "moikano" Pisano lancia strali anche al gruppo dirigente regionale socialista: "Ormai si operava – dice – solo in funzione dell'assessorato". Adesso Pisano e il suo gruppo vanno verso la terra promessa del Pri. "Abbiamo scelto – dice – di aderire all'Edera perché ha tradizione storica italiana molto vicina all'idea socialista: Salvemini, Mazzini, La Malfa sono figure che hanno nobilitato la cultura politica del nostro Paese. Attualmente poi è segretario nazionale un reggino, Francesco Nucara, che merita tutto il nostro sostegno. Siano giunti a questo risultato grazie anche all'opera di mediazione del segretario regionale Gianni Rizzica. Nel Pri, insomma, abbiamo l'opportunità di rendere operativo il nostro progetto politico". Il Pri diventerà il diciottesimo gruppo (anzi mono) in Consiglio regionale? Pisano evita la trappola della provocazione. Dice: "Io intanto non formerò gruppo. E poi non sono d'accordo con chi definisce uno scandalo questi monogruppi. Ci sono solo delle anomalie che bisogna correggere. Mi risulta che il presidente Fedele sta già provvedendo a varare una proposta organica". La crisi nel Nuovo Psi si acuisce con la formazione della giunta provinciale di Reggio: "La dirigenza locale voleva imporre assessore un presidente provinciale che non si era cimentato nella campagna elettorale. Ci siamo opposti". Il presidente provinciale cui fa riferimento Pisano è Luciano Racco che replica subito a stretto giro di nota: "Enzo Pisano – dice – è consigliere regionale perché ha preso il posto di Franco Crinò eletto senatore. Per quanto mi riguarda, sono stato eletto dal congresso e continuamente sostenuto nel mio lavoro da una schiacciante maggioranza di militanti e dirigenti socialisti. Penso piuttosto che la scelta di Pisano si debba ascrivere a quella politica dei calcoli di convenienza suggerita da qualche cattivo consigliere che ultimamente influenza negativamente le sue decisioni". Tonio Licordari "Gazzetta del Sud" 11 gennaio 2003 Il benvenuto di Rizzica a Pisano Nel dare il benvenuto, nella mia qualità di segretario regionale del PRI, al consigliere regionale Vincenzo dell'amico Pisano s'inserisce, peraltro, in un quadro più vasto di adesioni che il PRI, sotto la guida di Pisano per la sua autonoma decisione di aderire al PRI, voglio sottolineare che il carattere laico, democratico e aperto del nostro partito gli consentirà di continuare a svolgere con piena coerenza il suo impegno politico di militante democratico a favore del Mezzogiorno e della Calabria. La scelta Nucara e La Malfa sta registrando in molte regioni del Paese. Sono militanti di altri partiti che chiedono di continuare con il PRI il loro impegno politico e civile e il PRI che ha mantenuto con una dura battaglia la sua identità, la sua autonomia e il suo simbolo non chiede ad alcuno di rinunciare o sconfessare il proprio passato politico ma soltanto di rispettare i principi di libertà e gli ideali di democrazia laica che sono alla base della storia dei repubblicani. L'amico Pisano troverà, pertanto, su questa linea la più ampia disponibilità dei repubblicani calabresi che nel prossimo Congresso regionale - già convocato per il 2 febbraio – avranno modo di approfondire e definire, anche con il contributo del consigliere Pisano, la loro partecipazione all'alleanza di centro-destra. "Gazzetta del Sud" 13 gennaio 2003 |