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Il consigliere Luisa Babini al Seminario sulle Pari Opportunità di Piacenza Donne in politica: un'uguaglianza solo a parole? Il Consigliere Regionale Luisa Babini parteciperà il 24 gennaio a Piacenza ad un seminario organizzato dall'Università Cattolica del sacro Cuore dal titolo Donne in politica: un'uguaglianza solo a parole?. Fra i partecipanti vi saranno il Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Cattolica di Piacenza Giovanni Negri, il Presidente della Commissione Nazionale Pari Opportunità Marina Piazza, Miriam Mafai, il professor Alessandro Mangia dell'Università Cattolica di Piacenza, la Senatrice Emanuela Baio Dossi, il Senatore Domenico Nania, l'Onorevole Elena Montecchi. Il seminario avrà come obbiettivo la definizione di proposte, idee e percorsi mirati atti a promuovere la presenza delle donne nei luoghi decisionali della politica quale elemento indispensabile al completamento del sistema democratico. Anche ad una superficiale scorsa ai dati riguardanti la partecipazione delle donne alla vita politica in Italia ed in Europa, infatti, appare subito chiaro come la presenza femminile nelle istituzioni sia oltremodo esigua. Ciò che preoccupa maggiormente è il fatto che il numero delle donne che occupano i posti "dove si decide" sono in costante decremento. In un'epoca di modernizzazione e avanzamento della civiltà occidentale, con l'introduzione dei concetti di uguaglianza dei sessi e di pari opportunità, questo è un fenomeno che stupisce e preoccupa. Alcuni dati: nel Parlamento Europeo la presenza femminile si attesta al 11,50%, nel Parlamento Italiano supera di poco il 10%; nella classifica mondiale, poi, l'Italia si colloca al 77° posto per numero di donne Parlamentari dopo Uganda, Mongolia e Zimbabwe con un 9,8% di deputati e un 7.8% di senatrici (dati che si riferiscono al 2002). Per quanto riguarda l'attuale percentuale nelle Regioni italiane, il dato scende ad un 11% di donne Assessori e un 8% di donne Consigliere, mentre nella tornata elettorale precedente erano il 13,7%. Nei Comuni la presenza femminile è la più bassa e le donne sindaco sono solo un 6% e il 72,3% di esse è eletto in Comuni con popolazione inferiore ai 5 mila abitanti. Il Governo Italiano poi, ha oggi solo 2 donne Ministro su 22 contro le 4 del governo precedente e le 6 di quello ancora prima. Confrontando queste cifre con quelle degli anni precedenti si rileva che dal 1994 la percentuale delle donne in Parlamento è calata del 6,4% e nei Consigli Regionali del 4,85. A contribuire a questo progressivo decremento c'è soprattutto l'abolizione delle quote obbligatorie riguardanti la presenza delle donne nei luoghi cardine delle istituzioni, che fissavano dei tetti minimi di partecipazione. Questa tendenza al ribasso sia allarmante e qualcosa va fatto per favorire l'accesso delle donne al mondo della politica: le donne infatti hanno molto da dire, sono una risorsa intellettuale e sociale fondamentale in un paese moderno. La loro assenza dai luoghi decisionali viceversa, è un elemento che danneggia la stessa democrazia, in quanto l'eguaglianza delle possibilità di carriera e delle opportunità e l'equità delle regole sono una delle assi portanti su cui si fonda la nostra civiltà; non contribuire al rilancio del ruolo delle donne in politica significa tradire quegli stessi principi democratici. Per questo motivo si è voluta organizzare una discussione con l'obbiettivo di trovare delle risposte concrete al fenomeno della scarsa presenza femminile nel mondo istituzionale e garantire in questo modo al massimo grado le pari opportunità e la democrazia. |