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Infibulazione: inaccettabile con qualsiasi modalità Il Pri contesta e respinge in modo netto e deciso ogni tentativo di rendere accettabile e addirittura "assistito" il feroce rito della infibulazione, in qualsiasi forma e "misura". Non permetteremo alla Regione Toscana di calpestare i diritti alla salute ed alla dignità delle donne, di qualunque nazionalità e provenienza, e di attentare, in via istituzionale, alla salute mentale e fisica di bambine indifese. Se l'Assessore alla Sanità (?!) della Regione Toscana avesse chiesto il parere della Commissione Regio-nale per le Pari Opportunità, delle donne delle associazioni e delle donne impegnate in politica e nel volontariato, e soprattutto delle donne vittime delle mutilazioni genitali, tutte ignorate, non avrebbe potuto immaginare tale possibilità come lecita. Se si vuole perseguire l'abbandono delle pratiche di mutilazione genitale nel nostro Paese, oltre che la repressione del reato, occorre porre in essere "buone pratiche" e azioni positive nelle quali coinvolgere le comunità di immigrati e immigrate, dando forti strumenti alle donne delle comunità, per realizzare con loro un percorso di consapevolezza e trasformazione del rito cruento in una forma cerimoniale che preveda, in modo ineludibile, l'abbandono delle pratiche violente; solo queste modalità risolveranno il problema e avranno il nostro consenso. Ogni altra soluzione ci vedrebbe complici e carnefici. Lilia Alberghina |