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Verso le elezioni europee con le "quote" per le donne e le 3 preferenze/L'impegno degli organismi locali per la composizione delle liste dell'Edera Un comitato unitario per le candidature La direzione nazionale nella riunione di venerdì 20 c.m. ha approvato la relazione del segretario nazionale sulla chiusura della verifica di governo ed ha esaminato le modifiche e gli adempimenti elettorali per le prossime elezioni amministrative ed europee. Secondo il disegno di legge approvato nell'ultima riunione del Consiglio dei Ministri, si voterà, sia per le amministrative che per le europee, sabato 12 giugno, dalle ore 15 alle 22, e domenica 13, dalle ore 8 alle 22; i seggi saranno aperti di sabato e chiusi domenica, in quanto per il rinnovo del Parlamento europeo le operazioni, per tutte le nazioni che concorrono alla competizione , devono essere concluse entro la sera del 13. In Italia dovranno essere eletti con il sistema proporzionale 78 parlamentari (prima erano 87) suddivisi in 5 circoscrizioni: Italia Nord-occidentale (Valle d'Aosta-Piemonte-Lombardia- Liguria, candidati n 20), Italia Nord-orientale (Veneto–Trentino Alto Adige-Friuli Venezia Giulia-Emilia Romagna, candidati n. 15) Italia centrale (Toscana–Umbria-Marche-Lazio, candidati n 15) Italia meridionale (Abruzzo- Molise-Campania-Puglia-Basilicata-Calabria, candidati n 19) Italia insulare (Sicilia- Sardegna, candidati n 9); si potranno esprimere sino a 3 preferenze per i candidati di ciascuna lista di ogni circoscrizione (prima le preferenze variavano secondo l'ampiezza della circoscrizione). La motivata opposizione del Pri, nelle riunioni di maggioranza, ha contribuito ad impedire il possibile varo di una soglia di sbarramento che avrebbe annullato le potenzialità del sistema proporzionale utilizzato per queste elezioni, e vanificato il già difficile sforzo elettorale delle liste dell'Edera. Inoltre, per le elezioni europee, ciascuna lista non potrà avere più di 2/3 di candidati dello stesso sesso: rispetto alle precedenti esperienze, in cui le liste erano composte quasi esclusivamente da uomini, almeno un terzo dei candidati dovranno essere donne. Il Governo, ha approvato un apposito disegno di legge delle "quote rosa", in quanto la presenza delle donne è allo stato molto bassa: nello stesso governo le donne sono 8 (due ministri); a Strasburgo le europarlamentari italiane sono 10 su 87; nel parlamento italiano ci sono 26 senatrici su 321 e 71 donne su 630 deputati; nel 2001 alle elezioni politiche su 4.910 candidati le donne furono 635.I partiti che non si adegueranno rischiano di perdere fino alla metà del rimborso elettorale. Novità anche nel campo delle incompatibilità in quanto il Governo ha recepito la decisione unanime del Consiglio europeo di Strasburgo del 2002. Il mandato di parlamentare europeo, già incompatibile con la carica di Presidente del Consiglio e di Ministro, con quella di presidente, assessore e consigliere regionale da quest'anno, per la prima volta, lo sarà con quella di parlamentare nazionale, di Presidente di Provincia e di Sindaco di Comune superiore ai 15.000 abitanti. Sono oltre 36 milioni gli elettori chiamati al voto il 12 e il 13 giugno per rinnovare, oltre il Parlamento europeo, 63 Province , 4.506 Comuni e il Consiglio regionale della Sardegna. Dei comuni chiamati al voto 235 sono quelli superiori ai 15.000 abitanti, 4.271 al di sotto; 30 sono le città capoluogo di Provincia impegnate nell'elezione. Gli eventuali ballottaggi per Comuni e Province si svolgeranno sabato 26 e domenica 27 giugno. Nella riunione della Direzione il segretario Nucara ha ribadito le tappe di preparazione per le elezioni, con particolare riferimento a quelle europee: sono state predisposte quasi tutte le schede sui temi stabiliti dalla Direzione e le stesse saranno alla base di un programma che verrà discusso dalla Direzione e definito e approvato in una riunione del Consiglio nazionale, assieme alle bozze delle liste per le europee. A tale proposito il segretario ha ribadito ai responsabili delle organizzazioni regionali l'invito a identificare , entro la fine del mese di febbraio, i candidati e le candidate disponibili per le europee, in maniera da coprire tempestivamente la quota delle presenze previste per ciascuna regione nella lista dell'Edera delle 5 circoscrizioni. La scelta è affidata alle organizzazioni locali del partito che dovranno indicare le candidature più rappresentative e in grado di raccogliere il massimo di consensi, cercando di proporre, oltre ai rappresentanti impegnati nelle istituzioni locali, anche personalità della società civile vicine al partito. Alle elezioni europee il Pri sarà presente - come dice il documento approvato dalla Direzione nazionale -, con il simbolo dell'Edera e questa sarà l'occasione, al di là delle diverse valutazioni politiche, per un grande sforzo unitario. In questo quadro un Comitato di segreteria, rappresentativo anche della minoranza, con il compito di coordinare la presentazione delle liste e delle candidature e curare la campagna elettorale, sarà proposto dal segretario nei prossimi giorni. Pino Vita |