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Il documento della Dn del Pri Documento della Direzione Nazionale votato all'unanimità, 26 febbraio 2008: "La Direzione nazionale del Partito Repubblicano Italiano ha ascoltato la relazione del Segretario nazionale, onorevole Francesco Nucara, sull'andamento degli incontri politici di questi giorni approvandone il contenuto. La Direzione nazionale ha dato mandato al Segretario nazionale di illustrare il programma del Pri nell'incontro fissato per domani con il Popolo delle libertà". Roma, 26 febbario 2008
Il documento
della Direzione Nazionale Pri La Direzione nazionale del Pri, al termine dei suoi lavori di sabato 26 gennaio 2008, ha diramato il documento conclusivo approvato all'unanimità: "Con la crisi del governo Prodi sono giunte a maturazione le contraddizioni interne ad una maggioranza fragile, caratterizzata da visioni politiche inconciliabili. La fase finale della conduzione della crisi da parte del Presidente del Consiglio rischia di rendere inevitabile il ricorso alle elezioni anticipate. I Repubblicani peraltro confidano nel prudente apprezzamento del Capo dello Stato e si riservano di valutare gli ulteriori sviluppi. La Direzione Nazionale ha delegato il Segretario
nazionale ad esperire tutte le iniziative necessarie per verificare le
possibili alleanze elettorali sulla scia delle esperienze maturate".
Documento
della Dn Pri La Direzione nazionale del Pri, riunitasi il 7 gennaio 2008, esprime grande preoccupazione per le prospettive più immediate della situazione economica e sociale dell'Italia. Le vicende di Napoli non sono un incidente occasionale, ma rappresentano il frutto di una serie di errori che riguardano sia gli amministratori regionali e locali, sia esponenti di governo quale il ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio. Problemi da troppo tempo non risolti che precipitano in una situazione di emergenza alla quale risulta quasi impossibile dare una risposta adeguata. La crisi, ieri circoscritta ai soli problemi della finanza pubblica, rischia ora di incidere sugli equilibri economici più complessivi. Cresce il tasso di inflazione sulla spinta di fenomeni internazionali (petrolio e generi alimentari) che sfuggono al controllo dei singoli stati nazionali. Ne soffrono i ceti meno abbienti, mentre aumenta il senso di precarietà e pessimismo dei cittadini e degli operatori economici. L'Italia deve riprendere il cammino dello sviluppo, grazie ad un impegno collettivo in grado di conseguirlo. In questo contesto, la direzione del Pri valuta positivamente l'iniziativa politica di Lamberto Dini. Si tratta di un primo passo, un inizio per sviluppare una discussione più approfondita sulla base della quale tentare di prefigurare un assetto politico dell'Italia finalmente capace di rovesciare le attuali tendenze esorcizzando lo spettro di un suo incombente declino. Roma, 7 gennaio 2008
Il documento
della Direzione nazionale del Pri La Direzione nazionale del Pri, riunita il 4 dicembre 2007, udita la relazione del segretario On. Nucara, l'approva ed esprime il suo consenso sul Manifesto dei valori per Italia degli anni 2000, varato al Convegno di Milano. La strada di un'alleanza liberaldemocratica rappresenta un contributo importante per la semplificazione del quadro politico italiano nel momento in cui il Pd e Forza Italia, archiviata la fase dello scontro pregiudiziale, aprono una nuova prospettiva nell'ambito della quale sarà possibile confrontarsi sui problemi reali del Paese. La Direzione rileva altresì come la situazione politica presenti tuttora elementi di confusione. Sulle proposte di modifica alla legge elettorale il Pri si riserva di esprimere un compiuto giudizio rispetto alle soluzioni prospettate e di avanzare proprie autonome proposte in sede parlamentare. La Direzione, infine, sottolinea la rilevanza dei dibattiti in corso al Senato sul decreto sulla sicurezza e nota come anche su questa materia siano emersi contrasti interni alla maggioranza che allontanano la prospettiva di una soluzione utile e condivisa. Roma, 4 dicembre 2007
Documento
della Dn Pri La Direzione Nazionale del PRI, riunita il 20 novembre 2007, udita la relazione del Segretario nazionale, on. Francesco Nucara, l'approva. La Direzione rileva come, malgrado l'approvazione da parte del Senato della legge Finanziaria, la condizione del governo resti sempre più precaria, con una maggioranza divisa sulle principali questioni che interessano il paese, dalla politica della sicurezza a quella relativa alle scelte economico-sociali. In questo contesto, particolari problemi al governo e alla maggioranza porrà la scadenza dell'approvazione dell'accordo sul welfare attualmente all'esame della Camera, tant'è che è tutt'altro che da escludere la possibilità che la crisi, evitata sul voto sulla Finanziaria, non si verifichi nelle altre imminenti scadenze. La Direzione giudica che la recente iniziativa dell'on. Berlusconi rappresenta un fatto di grande positività, che concorre a modificare una condizione politica ingessata e consente alle forze politiche di potere dispiegare tutte le loro potenzialità. In tale prospettive la Direzione nazionale del PRI riafferma il peculiare ruolo che spetta ai repubblicani come punto di riferimento e motore per la realizzazione di una grande forza liberaldemocratica che possa esercitare, sul modello europeo, un ruolo di equilibrio e di garanzia nella vita politica italiana. Roma, 20 novembre 2007
Documento
della Dn Pri del 5 ottobre 2007 La Direzione Nazionale del Pri, riunitasi il 5 ottobre 2007, ha ascoltato la relazione del Segretario Nazionale, onorevole Francesco Nucara, sulla situazione politica, approvandola. Durante la riunione è stata espressa viva preoccupazione per una condizione che vede il Governo sempre più incapace di organiche iniziative per affrontare i problemi di fondo della società italiana. Problemi rappresentati dalla spesa complessiva, che è la più alta d'Europa e che impedisce misure adeguate per il contenimento del deficit e del debito pubblico. In particolare la Direzione Nazionale esprime forti timori per la consistenza della spesa degli enti locali in costante crescita rispetto agli equilibri complessivi del bilancio, crescita nei confronti della quale appaiono del tutto inadeguati gli interventi del Governo. Del tutto insufficienti risultano, del resto, i provvedimenti presentati dal ministro Lanzillotta, sia per quanto riguarda i servizi degli enti locali - mentre cresce il dirigismo municipale in settori rilevanti dell'attività economica - sia per la riforma del sistema delle autonomie, che non determina alcuna semplificazione dei poteri locali. Il tutto in un quadro in cui la pressione fiscale cresce a dismisura e crescerà ulteriormente, senza peraltro dar luogo a restituzioni a favore dei contribuenti, nonostante gli impegni presi nella passata legge finanziaria. La Direzione plaude all'iniziativa della segreteria del partito per la realizzazione di un Convegno che si terrà a Milano dal 26 al 28 ottobre, con lo scopo di giungere ad una costituente liberaldemocratica europea. La D. N., nel ribadire l'adesione del Pri all'Eldr ritiene, infatti che, nella prospettiva della prossime elezioni europee, il partito debba farsi promotore di iniziative di raccordo con le altre forze liberaldemocratiche che nella stessa Eldr si riconoscono. E ancora, la Direzione Nazionale ha convocato una Conferenza Orga-nizzativa Nazionale per rilanciare la presenza del partito sul territorio, anche attraverso l'acquisizione di nuovi quadri, quale premessa di una rinnovata capacità di intervento necessaria per contribuire a risolvere i problemi del Paese. **** Nominati i vicesegretari del Pri La Direzione nazionale del Pri, riunitasi
il 5 ottobre 2007, ha proceduto alla nomina dei vicesegretari: Giancarlo
Camerucci, Corrado De Rinaldis Saponaro, Gianfranco Polillo.
Cn del Pri del 15 settembre/Seduta
incentrata sulle modifiche allo Statuto. Su 19 articoli, nove approvati
all'unanimità I repubblicani e la loro nuova Carta Sabato 15 settembre presso l'Hotel Palatino di Roma, si è riunito il Consiglio Nazionale del Partito Repubblicano Italiano. La seduta era per lo più incentrata sulla approvazione definitiva delle modifiche statutarie (seconda lettura) in ossequio al mandato ricevuto dal Congresso Nazionale celebrato a Roma la scorsa primavera, e sui conseguenti adempimenti. Tutto il quadro delle riforme allo Statuto del Partito è stato ampiamente trattato e riportato dalla "Voce Repubblicana"; l'ultima pubblicazione si riferisce al numero 164 di sabato 8 settembre scorso. Diciannove articoli Prima dell'inizio delle operazioni di votazione sugli articoli, sono stati nominati gli scrutatori: Patrizia Congiu, Pietro Currò e Luca Ferrini e successivamente il segretario nazionale Francesco Nucara, che presiedeva la seduta, ha chiamato alla presidenza Antonio Del Pennino e Aldo Pagano, coordinatori del progetto di riforme. Diciannove gli articoli dello Statuto in vigore sottoposti a modifica (uno aggiunto 29 bis, uno soppresso 55), nove sono stati approvati alla unanimità, mentre sugli altri si sono registrate sporadiche astensioni e/o voti contrari. Nel corso del dibattito è stata conferita alla Direzione Nazionale la delega al coordinamento dei vari articoli nella stesura del nuovo Statuto. Mentre è stato recepito come semplice raccomandazione, dal Consiglio Nazionale, un ordine del giorno presentato da Corrado Saponaro, tendente a tutelare gli interessi delle Federazioni Regionali, quando sarà redatto il nuovo regolamento per l'Amministrazione, in merito alle quote di ripartizione di contributi elettorali regionali di eventuale aggiudicazione. Alla unanimità è stata approvata la manovra di modifica statutaria nel suo complesso. Successivamente come anticipato nell'ordine del giorno sono stati temporaneamente sospesi dal segretario Nucara i lavori del Consiglio per tenere una breve seduta della Direzione Nazionale, propedeutica ai successivi adempimenti. Infatti una volta approvate le modifiche all'articolo 37, è compito della Direzione in primis, deliberare l'allargamento del Consiglio Nazionale fino a un massimo di 10 membri che avranno pieno titolo elettivo. La Direzione ha accolto unanimemente la proposta del Segretario di deliberare l'allargamento a 10 membri; successivamente per competenza prevista dall'articolo 5 dello Statuto, ha accolto la richiesta di reiscrizione al Partito del Dott. Francesco Serao di Napoli. Alla ripresa dei lavori è stato formalizzato con voto unanime dal Consiglio Nazionale l'allargamento di 10 membri previsto dal precedente voto della Direzione; e sempre alla unanimità l'assemblea ha accolto i primi (per ora quattro) nominativi indicati dal segretario nazionale nelle persone di: Luisa Babini, Fabio Bocchini e Paolo Gambi, tutti e tre di Ravenna, oltre a Sergio Savoldi di Brescia. Grazie all'approvazione delle modifiche all'articolo 40 il Consiglio Nazionale ha potuto subito dopo deliberare l'ingresso di Sergio Savoldi tra i componenti a pieno titolo della Direzione Nazionale Personalità cooptate Proseguendo con l'ordine del giorno il Consiglio ha adempiuto ad uno degli assetti post congressuali con la nomina dei così detti "membri cooptati". Il terzo comma dell'articolo 37 dello Statuto prevede che il Consiglio possa chiamare a far parte dell'assemblea con voto consultivo sino a trenta personalità della cultura e studiosi di alta competenza e qualificazione anche non iscritti al Partito. Ne sono stati nominati per ora diciassette : William Bonamici, Professore Universitario; Giorgio Brunelli, AGCI Ravenna; Nevio Coral, Imprenditore; Nicola Di Federico, Attivista Pri; Michele Eramo, Notaio; Enrico Filonzi, Attivista Amministratore Pri; Emiddio Frascione, Pres. Sez. Consiglio di Stato; Natale Graziani, Avvocato; Silvio Grazioli, Avvocato Sindaco di Trevi nel Lazio; Giacinto Grisolia, Dir. Gen. ANCE Campania; Sergio Masini, Dirigente Presidenza del Consiglio; Aldo Sartoretti, Docente Discipline Giuridiche; Francesco Serao, Professore Universitario; Michele Spera, Docente Grafica Università di Roma; Fabrizio Tomada, Dirigente Aziendale; Renato Traquandi, Storico del Pri; Fulvio Giulio Visigalli, Economista Politico. Si è poi preso atto dei nominativi che per la Federazione Giovanile entrano a far parte a titolo consultivo del Consiglio Nazionale: Francesco De Nisi, Alberto Giunchi, Franco Marongiu, Barbara Maurano, Pietro Orsini. Ha condiviso poi il Consiglio la soddisfazione per il ritorno all'interno degli organismi nazionali del Pri di una importante organizzazione come l'AGCI, a maggior ragione perché sarà rappresentata dal Presidente Maurizio Zaffi. Milano Il segretario ha successivamente informato il Consiglio della sua intenzione di voler rinviare ad un successivo incontro la nomina della Commissione Statuto e della Commissione di controllo sul Tesseramento e chiamato al podio l'amico Riccardo Gallo, che in qualità di coordinatore del progetto, ha parlato sullo stato di preparazione, delle adesioni e dell'articolazione dei lavori di un importante convegno che si terrà a Milano dal 26 al 28 ottobre 2007 sui cardini e sulle tematiche della cultura liberaldemocratica. L'organizzazione è a cura della "Voce Repubblicana" con il patrocinio della ELDR. Meno particolari operativi si sono potuti apprendere da un successivo intervento di Stelio De Carolis, incaricato dalla Direzione Nazionale di preparare la conferenza organizzativa e programmatica del Pri nella città di Rimini, in quanto i tempi sono più dilatati e manca ancora una indicazione precisa della data, che cadrà comunque non prima del mese di dicembre. L'ultimo intervento, a chiusura di una intensa ma proficua giornata, è del segretario nazionale Francesco Nucara, che dopo aver ringraziato quanti hanno preso parte ai lavori si è soffermato brevemente sui principali avvenimenti e fatti di cronaca politica che stanno animando il dibattito di queste ultime settimane di fine estate. s. f.
La Direzione Nazionale Dibattito approfondito sulle incertezze della situazione politica La Direzione nazionale del Pri ha affrontato, con un dibattito molto ampio, partecipato ed approfondito, le questioni principali di una situazione politica che appare in movimento e soggetta ad una trasformazione profonda. Vi è convinzione unanime, fra i membri della Direzione nazionale, che la maggioranza di centrosinistra non sia più nelle condizioni, se mai lo è stata, di dare un punto di riferimento politico al Paese. Lo ha dimostrato il voto in senato sulla Giustizia, dove la divisione della coalizione di governo è stata tale da mettere in minoranza l'esecutivo e portare il ministro Guardasigilli ad un passo dalle dimissioni. Ma ancora di più lo dimostra - e si ritiene che presto se ne renderà conto il Paese - il continuo rinvio di una soluzione per la riforma della previdenza. Dopo un'estenuante concertazioni con le parti sociali, il presidente del Consiglio per due giorni ha detto che presto avrebbe presentato una sua proposta. Il terzo giorno è stato zitto ed il quarto ha dovuto ammettere, suo malgrado, che gli serve più tempo. Viste queste condizioni, la Direzione nazionale del Pri ha riconosciuto al ministro dell'Economia, Tommaso Padoa - Schioppa, di farsi carico del contenzioso aperto nello stesso governo su Dpef e previdenza, tanto da esporre il suo prestigio personale ad un giudizio severo dell'Unione Europea, fino ad una forzatura di quelle che sono le sue stesse personali convinzioni. Questo suo sacrificio non è però valso a dare un risultato proficuo, né all'estero, dove rimane la diffidenza nei riguardi dell'Italia - nonostante la simpatia manifestata dal Commissario per gli Affari Economici della Ue, Almunia, proprio per il ministro Padoa Schioppa - né, tanto meno, all'interno, dove un esponente della maggioranza ha formalizzato per la prima volta l'ipotesi di un'alleanza politica diversa per poter avviare un'azione di governo incisiva. La Direzione nazionale del Pri attende dunque di comprendere che cosa comporterà politicamente la nascita del Partito democratico e la candidatura del sindaco di Roma, Veltroni, alla guida dello stesso. Intanto, per ciò che tutto questo significherà per la vita del governo: ovvero se si prepara una riedizione del '99, quando avvenne un cambio in corsa a Palazzo Chigi. Poi, per i rapporti stessi di coalizione, visto che la portata strategica e programmatica del Partito democratico sembra necessariamente divergere da quella della sinistra radicale. Non solo: si è notato come le posizioni di Prodi, Veltroni e Rutelli tendano a contrapporsi più che a cementarsi. Queste evidenti difficoltà che serpeggiano nel campo del centrosinistra sembrano consegnare un ampio consenso all'opposizione, tale che, in caso di campagna elettorale anticipata, tutti i sondaggi sono inclini ad attestare che non vi sarà partita. Da qui la possibilità che il centrosinistra compia un ennesimo sforzo per restare unito, o, più probabilmente, parti di esso cerchino un accordo sulla legge elettorale con l'opposizione per allentare o liberarsi dagli attuali vincoli di maggioranza. Le incognite potrebbero aumentare ulteriormente ed è fin troppo ovvio che il Paese risente di tanta incertezza in maniera grave. Il Pri deve intraprendere un'iniziativa sui temi che maggiormente appaiono oggetto di contenzioso, quali la politica economica e la politica estera, ed in maniera tale da costruire un autentico discrimine per stabilire le future alleanza del partito. La Segreteria ha infatti ricordato che, indipendentemente dagli scenari che si possono aprire e che potrebbero anche prevedere un voto anticipato, il primo obiettivo restano le elezioni europee, dove i repubblicani hanno l'esigenza di rafforzare l'area democratica, liberale e riformatrice in Italia. Da qui le iniziative organizzative e politico - culturali previste per il prossimo autunno e la necessità di svolgere i congressi regionali per attrezzare il partito in prospettiva di una imminente campagna elettorale. La Direzione ha infine affrontato il tema referendario. Anche se non vi sono ragioni di utilità, dal punto di vista di una forza di minoranza come la nostra, nel difendere un sistema elettorale che ha un soglia di sbarramento comunque molto alta, la Direzione non ritiene il caso di appoggiare un'iniziativa, quale il referendum, che non garantisce maggiore stabilità politica di quanto sappia offrire il quadro parlamentare attuale, e che soprattutto appare volta ad irrigidire la vita del Paese in una camicia di forza ancora più stretta di quella presente. Roma, 13 luglio 2007
I comunicati
della Segreteria del Pri La Direzione del Partito repubblicano italiano, riunitasi venerdì 13 luglio, ha dovuto prendere atto con rammarico di come il DPEF non corrisponda agli impegni presi in sede europea. In particolare, la manovra finanziaria risulta meno rigorosa di quanto preventivamente comunicato con il Programma di stabilità dello scorso dicembre. La sua dimensione, nel quadriennio, è nettamente inferiore (43,3 miliardi di euro complessivi, contro i circa 75 preannunciati). E' inoltre posticipata, rispetto alle ipotesi precedenti, concentrando il risanamento solo negli ultimi 3 anni del periodo considerato: con un massimo - pari a 24,2 miliardi - rinviato al 2011. Disattesi anche gli impegni relativi al 2007. Si era preso l'impegno per una manovra correttiva pari a 2 punti di PIL: sarà invece solo di 1,6. A ciò si aggiungano una serie di incongruenza dovute all'andamento asimmetrico tra deficit e debito. Mentre il primo aumenta, rispetto agli impegni presi, il secondo tende a diminuire, con un ritmo più sostenuto. Questa incongruenza dimostra l'inaffidabilità delle stime ed alimenta il sospetto di valutazioni di comodo che incidono sulla credibilità complessiva del Paese. Il Ministro dell'economia, nel licenziare il documento, ha dimostrato di farsi carico delle esigenze di governabilità della sua maggioranza, anche a costo di sacrificare la sua personale credibilità. Di più non è possibile fare. Nel tendenziale di finanza pubblica l'andamento della spesa pensionistica sconta sia i risparmi relativi al cosiddetto scalone che la rettifica dei coefficienti di trasformazione. Se questi impegni non dovessero essere rispettati, i maggiori costi sarebbero dell'ordine di 2 - 2,5 punti di PIL: divenendo insostenibili. Nello stesso tempo sono previste maggiori spese per oltre 21 miliardi di euro, che al momento non hanno copertura. Esse potranno essere previste in legge finanziaria, solo riducendo la spesa di parte corrente al netto degli interessi, con tagli orizzontali che dovranno riguardare tutti i soggetti pubblici (amministrazioni centrali e periferiche) con una percentuale pari all'entità della spesa di ciascuno. Solo in questo modo sarà possibile limitare il danno e recuperare una credibilità internazionale, che le richieste irragionevoli della sinistra massimalista rischiano di far venir meno. ***** La Segreteria nazionale del Pri, di fronte alle incertezze e agli sbandamenti della nostra politica estera, ribadisce che al centro dell'iniziativa italiana va ricollocata la progressiva ricucitura di un rapporto di collaborazione costruttiva tra l'Europa e gli Stati Uniti. Ravvisa in questo rapporto la condizione stessa per una crescita della costruzione comunitaria oltre che uno strumento indispensabile per affrontare le grandi sfide del mondo contemporaneo, dal terrorismo allo sviluppo delle nuove economie asiatiche. La Segreteria nazionale del PRI ritiene che vada sostenuto ed approfondito, in questo contesto, il tentativo avviato dal cancelliere Merkel di creare le condizioni per dare vita ad un mercato nordatlantico inteso come strumento economico e politico, ripercorrendo per questa via la stessa strada che favorì a suo tempo la nascita e lo sviluppo della Comunità Europea. Roma, 13 luglio 2007
Direzione
nazionale Pri: nomine Nel corso della Dn del 25 giungo 2007 è stato riconfermato all'unanimità Giancarlo Camerucci nel ruolo di amministratore del Pri. Successivamente la Dn ha ratificato la nomina di capo della segreteria politica a Franco Torchia. Italico Santoro è stato nominato condirettore della "Voce Repubblicana". Nel merito dei programmi operativi a breve, sono stati affidati: a Riccardo Gallo la predisposizione della piattaforma per un convegno politico culturale a Milano; a Stelio De Carolis l'organizzazione di una conferenza organizzativa in Emilia Romagna. A Gianfranco Polillo l'attuazione del programma repubblicano, a cominciare dall'immediata verifica del Dpef.
Il Documento
della Direzione repubblicana La Direzione Nazionale del Pri riunitasi nella sede romana di Corso Vittorio Emanuele II ha espresso piena solidarietà al capo dell'opposizione Berlusconi, oggetto di un attacco inqualificabile, anche sul piano personale, da parte del segretario del Pdci, onorevole Diliberto. La direzione nazionale biasima le frasi in questione, per senso di civiltà politica e perché pronunciate contemporaneamente ad una minaccia terroristica in atto. La Dn del Pri esprime il suo compiacimento per l'azione svolta dalle forze di Polizia contro le nuove Brigate Rosse. Ritiene che sia necessaria la massima solidarietà politica per contrastare un fenomeno che si sta riorganizzando e giudica con forte preoccupazione l'atteggiamento lassista della Fiom nei confronti dei suoi aderenti arrestati ed indagati, tale da compromettere la vocazione e l'impegno democratico della Cgil e gli sforzi bonificatori del segretario Epifani. La Dn giudica le parole dell'onorevole Bertinotti sulla manifestazione di Vicenza conflittuali con l'alta carica istituzionale che egli riveste e tali da ritenere tale carica incompatibile con la sua professione di fede politica. La Dn del Pri ribadisce il suo sì convinto all'ampliamento della base Nato di Vicenza. La Direzione nazionale del Pri, infine conferma il giudizio già espresso, favorevole all'approvazione di una legge che garantisca i diritti dei soggetti facenti parte di una coppia di fatto. Sottolinea, per altro, come su materia che riguarda le scelte di coscienza dei singoli parlamentari non ci si può affidare a logiche contingenti di schieramento. La Dn del Pri auspica che la Commissione Giustizia del Senato definisca un nuovo articolato che tenga conto delle diverse proposte presentate per una soluzione razionale del problema. Roma, 16 febbraio 2007
Verso il
congresso, la Dn deciderà la sede e la data Il Consiglio nazionale del Pri, riunitosi a Roma il 15 gennaio 2007, delega la Direzione nazionale a definire sede e data del Congresso Nazionale. Delega altresì la Segreteria Nazionale a integrare la Direzione Nazionale con la sostituzione degli elementi che hanno, per varie ragioni, lasciato la Direzione stessa. Il Consiglio Nazionale invita inoltre il segretario nazionale ad intraprendere tutte le iniziative per le celebrazioni dei congressi locali. Inoltre il Cn ha approvato il regolamento congressuale.
Documento
della Dn del Pri All'indomani dell'incontro svoltosi a Bruxelles fra il segretario del Pri Francesco Nucara e il presidente dell'Eldr, Annemie Neyts, la Direzione nazionale del Pri ha ribadito il suo legame formale e sostanziale con il Partito liberaldemocratico riformatore europeo, di cui è socio fondatore. Le iniziative politiche che la Direzione nazionale ha sempre assunto in passato e assumerà in futuro, sono state e saranno collegate ai principi ispiratori del partito dell'Eldr. La Direzione nazionale del Pri ha dato mandato al segretario del partito di assumere le iniziative utili al rafforzamento dell'identità politica del movimento liberaldemocratico riformatore in Italia, di cui il Pri è da sempre parte costituente. In prossimità delle elezioni amministrative, il Pri farà le proprie scelte sulla base della qualità dei candidati che dovranno guidare le amministrazioni e sulla base di obiettivi condivisi. Roma, 18 dicembre 2006
Documento
della Dn del Pri La Direzione nazionale del PRI riunita a Roma, martedì 17 ottobre, ha esaminato la legge Finanziaria del governo Prodi. Per la Direzione nazionale del PRI l'impostazione stessa della legge Finanziaria è errata e incide negativamente sul miglioramento finanziario indotto della ripresa economica, invertendo il clima di fiducia dei cittadini che aveva portato a maggiori entrate fiscali spontanee per un valore di oltre 18,5 miliardi di euro, che avevano consentito di abbattere radicalmente il saldo netto da finanziare dai 34 miliardi del 2005 ai 4 del 2006. La Direzione nazione del PRI ritiene la scelta di aumentare l'imposizione fiscale e al contempo aumentare le spese dello Stato determinando un peggioramento del saldo netto da finanziare nel 2007 di oltre 26 miliardi di euro, perniciosa ai fini della ripresa economica e tale da gravare sulla crescita economica dell'Italia per molto a lungo e negativamente. La DN del PRI altresì rivolge un appello agli esponenti della sinistra italiana che si richiamano con convinzione al riformismo di rifiutarsi di avallare una politica di mera imposizione fiscale, che deprime il reddito delle famiglie e non rilancia i salari dei lavoratori. In proposito deve essere rilanciato il tavolo dei volenterosi promosso dal Partito Radicale e dal PRI, i cui obiettivi devono andare oltre l'attuale finanziaria. La DN del PRI ritiene inoltre che il malcontento esplicito dei principali soggetti economici e le riserve di importanti istituzioni, nei confronti della legge Finanziaria, consentano un ampio margine di manovra politica per correzioni ed emendamenti nel corso dell'iter parlamentare, in maniera da evitare che l'approvazione dell'attuale legge Finanziaria metta definitivamente in ginocchio le energie del paese. La Direzione Nazionale del PRI ha infine esaminato il disegno di legge di riforma del sistema radiotelevisivo approvato dal governo, ritenendolo inadeguato ai fini del pluralismo e della concorrenza e punivo nei confronti di Mediaset. Per la DN del PRI il solo modo per un reale pluralismo e per aprire il mercato a nuovi soggetti, è quello di smantellare il servizio pubblico, privatizzando integralmente la Rai, come i cittadini italiani hanno già chiesto con un referendum. Roma, 17 ottobre 2006
Riunita la Dn del Pri/Fra le
iniziative che sono state annunciate un ddl per abolire le Province E Prodi rischia di essere politicamente inesistente Con la Direzione nazionale del Pri svoltasi venerdì mattina sono ripresi i lavori degli organismi politici del partito dopo la pausa estiva. Il segretario nazionale, Francesco Nucara, ha aperto il dibattito con la sua relazione, annunciando inoltre la costituzione di un gruppo di lavoro per seguire l'iter della Finanziaria nel suo complesso, in modo da avere un giudizio tecnico sulla stessa, affidandolo agli amici economisti Bruno Trezza, Riccardo Gallo, Gianfranco Polillo e Saverio Collura per supportare il lavoro della segreteria del Pri che rimarrà comunque collegata con l'onorevole La Malfa che ci rappresenta presso la commissione Bilancio. Il fine è di limitare gli emendamenti alla manovra ai tratti che i repubblicani riterranno essenziali. Nucara ha aggiunto che, valutati i costi per lo Stato rappresentati dalle Province, il Pri presenterà presto un disegno di legge per l'abolizione delle Province stesse e per un riassetto complessivo delle autonomie locali. In vista del prossimo Congresso nazionale, come deciso dal Consiglio del luglio scorso, Nucara ha anche invitato la direzione alla ripresa del tesseramento. Venendo alle questioni politiche, il segretario si è soffermato sul caso Telecom. "Il presidente del Consiglio ha detto - è stato costretto a riferire alle Camere, al contrario di quello che aveva detto dalla Cina, perché il suo rifiuto pregiudiziale era divenuto insostenibile agli occhi della sua stessa maggioranza. Questo per ragioni istituzionali, certo, ma anche squisitamente politiche. O il presidente Prodi ha mentito sul fatto di non conoscere lo studio di Rovati inviato a Tronchetti - Provera su carta intestata di Palazzo Chigi - e per questa ragione si deve dimettere - o non ha mentito, ma quest'ultima ipotesi significherebbe che egli, dunque, non ha nemmeno il controllo sull'azione dei suoi personali collaboratori, cosa che squalifica da sola un capo di governo". Se, ciononostante, Prodi rimarrà ad occupare la sua poltrona, egli "sarà un presidente del Consiglio dimezzato, politicamente inesistente, privo della forza necessaria per rilanciare il Paese ed avviare le riforme che l'Europa ci richiede". All'ordine del giorno anche la valutazione della missione militare in Libano. Nucara ha ribadito che l'orientamento del Pri è di votare il sostegno ai nostri soldati inviati in una delle zone più calde del mondo, come si è dimostrato da più di vent'anni a questa parte, ma anche detto che la mancata chiarezza sulle regole di ingaggio, così come l'atteggiamento ondivago del governo appaiono "gravi e altamente preoccupanti", non solo rispetto alla nostra esigenza di vedere una cintura di sicurezza estesa al fine di proteggere Israele, ma anche al fine di sapere che i nostri soldati abbiano idea di cosa fare e di come comportarsi in una condizione di estremo pericolo, come quella in cui si potranno trovare nel corso del loro servizio per l'Unifil. Il dibattito in direzione ha sostanzialmente concordato con la relazione del segretario nazionale. L'amico Saverio Collura, che rappresentava la minoranza, ha invece posto l'accento sul ruolo svolto dalla "Voce Repubblicana", che egli considera insufficiente, in particolare riferendosi alla prospettiva politica. Pur riconoscendo l'impegno e lo sforzo dei giornalisti e dei collaboratori che contribuiscono al nostro giornale, egli ha detto che la "Voce" passa da un atteggiamento presuntuoso di mosca cocchiera, ad un giudizio aprioristico: elementi, a suo avviso, che non sono propedeutici ad un dialogo con le altre forze politiche, in particolare con la maggioranza, cosa che sarebbe invece auspicabile secondo il suo punto di vista. Gli ha risposto il segretario, ricordandogli che sulla "Voce" sono intervenuti Luciano Violante e Emma Bonino. L'amico Riccardo Bruno ha respinto l'accusa di pregiudizio aprioristico: "Noi valutiamo i fatti e le parole e non abbiamo nessuna difficoltà a riconoscere alla maggioranza o al governo dei meriti, se mai questi fossero in grado di contrarne. L'abbiamo fatto nei confronti del presidente della Camera Bertinotti, e con sentimenti veri e non strumentali. Purtroppo scarseggiano le occasioni". Roma, 22 settembre 2006
La Dn dell'Edera
ha esaminato il Dpef La Direzione Nazionale del Pri (17 luglio 2006) esaminato il Dpef 2007 - 2011 elaborato dal governo, constata che esso parte da analisi e diagnosi delle difficoltà di natura strutturale dell'economia italiana largamente condivisibili; ritiene che esso, d'altro canto, non contenga linee di intervento sufficienti allo scopo e trascuri l'enorme potenziale di una valorizzazione del patrimonio dello Stato. La Direzione Nazionale ritiene inoltre che il Dpef si fondi su misure ritenute urgenti di contenimento del disavanzo, ma che, in assenza di contestuali recuperi di competitività del sistema, darebbero effetti dubbi sul piano del necessario risanamento, con il rischio di aggravare le condizioni generali dell'economia del Paese. La Direzione Nazionale auspica pertanto
che la Finanziaria 2007 rappresenti la sede per colmare queste lacune
e conseguentemente rinvia il giudizio a quel momento.
Il documento
del Consiglio nazionale Pri Il Consiglio nazionale del Pri, riunitosi il 7 e l'8 luglio 2006 a Roma, udita la relazione del segretario nazionale Francesco Nucara, la approva. Il Cn ha ribadito la necessità di un'azione di autonoma proposta del partito per consentire la ripresa di un dialogo tra le forze di maggioranza e quelle d'opposizione sui temi delle riforme costituzionali. Il voto sul referendum non può considerarsi come conclusivo del problema di una revisione della Carta costituzionale, apertosi definitivamente con la sciagurata riforma del 2001 del titolo V, essendo ferma convinzione dei repubblicani che il loro ruolo non può essere quello di un'oggettiva difesa dell'esistente. Il Consiglio nazionale rileva che i processi politici in divenire sono destinati a rimettere in discussione l'attuale improvvisato bipolarismo, ma nel momento attuale conferma la collocazione del partito nel ruolo di forza di opposizione all'attuale governo. Tale scelta di collocazione è rafforzata dalle evidenti contraddizioni politiche del centrosinistra, soprattutto nelle questioni di politica estera. Impegna inoltre la segreteria e la direzione nazionale ad elaborare una serie di proposte in materia di liberalizzazioni, di riduzioni del disavanzo primario, di semplificazione del sistema degli enti locali, di rilancio economico e sociale del meridione, che possa rappresentare una piattaforma d'incontro con tutti i repubblicani, anche se non più militanti del Pri, e con le altre componenti laiche e riformatrici che trovano collocazione negli opposti schieramenti. In questa prospettiva impegna la segreteria e la direzione nazionale a rafforzare i rapporti con l'Eldr, quale punto di riferimento per tutti i democratici liberali europei. *** Il Consiglio nazionale del Partito repubblicano
italiano, riunitosi il 7 - 8 luglio 2006, dopo ampia discussione sulle
dimissioni rassegnate dall'on. Giorgio La Malfa dalla carica di Presidente
del Pri - confermate nonostante i reiterati inviti al ritiro - ne prende
atto.
Ordine
del giorno dell'8 luglio 2006 Consiglio nazionale del Pri (7 - 8 luglio): ordine del giorno presentato da Gianni Ravaglia, Mario Guidazzi, Giorgio Medri, Africo Morellini, Luca Ferrini. Il Consiglio Nazionale, riunito a Roma il 7-8 luglio 2006, ascoltata con interesse la relazione del Segretario, apprezzato il fatto che propone un rilancio del PRI fondato sulla rinnovata affermazione di un ruolo autonomo del Partito, con alla base precisi contenuti politico-programmatici da ricercare nell'apertura di ampio dibattito, libero da logiche di schieramento, da avviare tra tutte le componenti del PRI e della società civile e da concludere con un Congresso Nazionale; Convenuto che l'obiettivo di costruire una forza liberal-democratica, proposta dall'on. La Malfa, sia da perseguire; Ritiene che su tali proponimenti vada richiamato
il contributo di tutti i Repubblicani, a cominciare dai vertici del Partito
per giungere ad un necessario processo di rinnovamento che segni il nuovo
ruolo che il PRI intende assumere nella Nazione.
Consiglio
nazionale del Pri: il documento di Riscossa Pubblichiamo il documento di Riscossa per l'Autonomia repubblicana presentato al Consiglio Nazionale del Pri del 7 - 8 luglio 2006. Il consiglio nazionale del PRI, riunitosi a Roma nei giorni 7/8 luglio 2006 preso atto della relazione del segretario Nucara, ritiene essenziale per una efficace azione politica e per una positiva prospettiva del Partito l'avvio di una nuova e più incisiva fase di azione e di progettualità politica, che abbia come coordinate ispiratrici e di riferimento operativo il rilancio ed il consolidamento del ruolo attivo ed autonomo del Partito nel contesto politico nazionale. In questa ottica il Consiglio Nazionale valuta non consona la scelta politica operata dalla maggioranza nell'ultimo congresso nazionale di Fiuggi, ritiene invece essenziale un grande confronto programmatico che possa consentire la maturazione nell'elettorato nazionale di temi specifici dei grandi movimenti politici che si ispirano alla cultura repubblicana, liberaldemocratica europea ed occidentale che trova nell'ELDR la casa di riferimento, che punti anche al recupero di tutte le anime del repubblicanesimo. Il Consiglio Nazionale esprime un giudizio positivo sulla proposta del segretario di aprire al più presto un ampio confronto del PRI con l'ELDR che coinvolga ed impegni tutti i repubblicani, per riprendere così un percorso che negli anni più recenti ha forse riscontrato incomprensione e ritardi negli approfondimenti politico - programmatici. Il Consiglio Nazionale sollecita come prima ed immediata conseguenza di tali proponimenti la convocazione di una Costituente della Federazione repubblicana, liberaldemocratica che possa riunire tutte le componenti - organizzate e non - che si riconoscono in questo movimento politico e culturale. La peculiarità di tale iniziativa non può che essere riscontrata nella scelta di fondo di un programma efficace ed idoneo a dare la giusta risposta all'attuale crisi che attraversa il nostro Paese. In particolare va riaffermata con forza la collocazione occidentale ed europea dell'Italia superando la sterile dicotomia tra filoamericani e filoeuropei. Infatti solo una efficace sintesi delle due impostazioni può rappresentare un fertile terreno per una valida politica estera. Il risanamento dei conti pubblici oggi fortemente compromessi è poi la esigenza necessaria per poter realizzare una valida politica economica che consenta il rilancio industriale produttivo e sociale del Paese. Ma non ci può essere risanamento dei conti pubblici senza una efficace azione di liberalizzazione e privatizzazione, che sono oggi i vincoli più forti per un reale rinnovamento del sistema Paese. La tempestiva e incisiva rimozione di tali vincoli deve essere oggi l'impegno a cui il movimento repubblicano assegna la priorità di ogni azione politica, e su questi presupposti operare coerentemente nelle sedi istituzionali e nel Paese. Coniugando tutto questo con una politica di equità sociale che tuteli i ceti più deboli, fortemente penalizzati dalle politiche fiscali del precedente governo. Infine l'organizzazione periferica del partito va valorizzata attraverso il riconoscimento della piena autonomia delle federazioni locali nella comune ispirazione della cultura amministrativa e politica repubblicana. Widmer Valbonesi, Saverio
Collura, Sergio Savoldi e altri.
Il Comunicato
della Dn del Pri La Dn del Pri, riunita a Corso Vittorio Emanuele II a Roma, considerata la sostanziale divisione dell'elettorato e la esiguità che avrà comunque la maggioranza che verrà proclamata dall'Ufficio elettorale della Cassazione, ritiene che il varo di un governo, esile nei numeri e privo di compattezza politica e programmatica, costituisca una risposta inadeguata alle attese del paese. Si impone la ricerca di soluzioni politiche nuove e comunque tali da superare l'attuale impasse. La Dn del Pri si appella alle forze politiche moderate del centrosinistra affinché non si assumano la responsabilità di avviare il paese ad una preoccupante fase di instabilità e quindi incapace di rilanciare lo sviluppo economico e suscettibile di compiere molti passi falsi nel campo della politica internazionale. La Dn ha sottolineato inoltre la necessità di un coinvolgimento del Pri nella scelta dei vertici delle amministrazioni locali, dove si voterà il 28 maggio. Se questo non dovesse avvenire, il Pri si determinerà in piena autonomia. Roma, 19 aprile 2006
Documento
della Direzione Nazionale del Pri La Direzione Nazionale del PRI riunita il 2 marzo 2006: - esprime innanzitutto il suo apprezzamento per il discorso pronunciato dal Presidente del Consiglio al Congresso degli Stati Uniti d'America, che ha rivendicato i valori di libertà dell'Occidente, che fanno parte anche del patrimonio del PRI, e rileva come di fronte a questo avvenimento le reazioni del centrosinistra siano state scomposte e irrazionali; - rileva come le posizioni assunte al Congresso della CGIL dal Segretario generale Epifani rappresentino un elemento fortemente negativo per quanto riguarda il mercato del lavoro, riproponendo modelli di rigidità che comprometterebbero ogni possibilità di sviluppo; - approva la relazione e la replica del Segretario nella parte dedicata alle trattative in corso per garantire la presenza dei repubblicani in Parlamento nella prossima legislatura ed ha confermato l'impegno del PRI per una presenza con proprie liste sulla scheda per il rinnovo del Senato. La Direzione Nazionale ha altresì
conferito delega al Segretario Nazionale per concludere le trattative
politiche con Forza Italia.
Comunicato
della segreteria nazionale del Pri La segreteria del PRI al termine della Direzione nazionale ha rilasciato il seguente comunicato: "Il Segretario nazionale del PRI Francesco Nucara ha informato la Direzione nazionale, sulla base dell'ampia delega decisa dall'ultima Direzione e dal Consiglio nazionale, i risultati di incontri con varie forze politiche in vista delle elezioni politiche di primavera. La Direzione nazionale nel ribadire all'unanimità ampia fiducia al Segretario nazionale lo ha invitato a proseguire nelle trattative in corso, sollecitandolo a stringere i tempi per una conclusione soddisfacente per i repubblicani. Nel corso della Direzione si è parlato anche dei temi politici all'ordine del giorno con particolare riferimento all'Unipol. La Direzione ha espresso convintamene il
proprio sostegno alle azioni del Presidente Berlusconi che sono e devono
rimanere ben distinte dal lavoro dei magistrati".
Roma, 19 gennaio 2006
Documento
del Consiglio Nazionale Pri del 17 dicembre 2005 Il Consiglio Nazionale del PRI udita la relazione del Segretario nazionale Francesco Nucara la approva. Il Consiglio Nazionale, sottolineando come le contraddizioni sempre più palesi tra le diverse componenti dello schieramento di centrosinistra renderebbero contraddittoria e inadeguata una sua azione di governo, è convinto che il risultato delle ormai imminenti elezioni politiche porti alla conferma dell'attuale maggioranza. Il Consiglio Nazionale preso in esame il piano di attuazione della Strategia di Lisbona elaborato dal Ministro La Malfa, considera questo documento come espressione di una elaborazione di pensiero che appartiene integralmente alla tradizione del pensiero del Partito Repubblicano Italiano, osserva che esso delinea con grande chiarezza le linee guida di una politica economica capace di portare alla ripresa dello sviluppo dell'economia italiana nei prossimi anni, afferma che il piano offre un contributo di grande straordinario valore alla coalizione della quale il PRI fa parte e che esso debba divenire il punto centrale dell'impegno programmatico dell'attuale coalizione nella prossima legislatura. Il Consiglio Nazionale valutate le diverse ipotesi prospettate dal Segretario per garantire adeguate presenze del PRI nelle prossime elezioni politiche gli dà pieno mandato di proseguire i colloqui con i partiti alleati per definire la soluzione più idonea. Il Consiglio Nazionale, infine, sottolinea l'importanza per la crescita del partito della scadenza rappresentata dal prossimo turno elettorale amministrativo e impegna le organizzazioni locali a garantire la massima presenza dei repubblicani.
Il documento
della Direzione Nazionale Pri del 30 novembre La Direzione nazionale del Pri, riunitasi ieri a Roma, ha ascoltato la relazione del segretario Francesco Nucara che ha illustrato la posizione del partito in relazione alla prossima consultazione elettorale. Il segretario ha relazionato sui contatti che allo stato si sono verificati con le altre forze della coalizione. Dopo un ampio dibattito, dai molti interventi si evince l'interesse comune per una presenza dell'Edera nella scheda elettorale e comunque per un'operazione politica che garantisca rappresentanza nelle istituzioni parlamentari. La Direzione nazionale ha dato ampia delega al segretario per continuare le trattative con le forze politiche della coalizione di governo. La Direzione nazionale ha espresso viva
soddisfazione per i risultati elettorali di Bolzano e di Messina, ringraziando
per l'impegno profuso gli amici Boesso e Currò.
Il Documento
della Direzione Nazionale La Direzione nazionale del Pri dopo aver affrontato alcuni problemi di riorganizzazione ha esaminato la legge elettorale all'attenzione del Parlamento. La Direzione nazionale ha dato un giudizio positivo sul sistema proporzionale. Tuttavia dalla lettura degli articoli e degli emendamenti si intravede una scelta politica della attuale maggioranza che, al di là delle intenzioni, penalizza il Pri. Si può inoltre evincere facilmente una serie di errori tecnici tali da produrre molti ricorsi di costituzionalità. La Direzione nazionale dà mandato alla segreteria di porre il problema in breve tempo ai partiti alleati. Roma, 12 ottobre 2005
La Direzione
Nazionale sulla celebrazione dei congressi La Direzione Nazionale del Partito Repubblicano Italiano ha esaminato la richiesta di celebrazione di Congressi ed in particolare quello della Consociazione forlivese. Al riguardo, lo Statuto Nazionale del Partito ne impedisce la celebrazione, per mancato rispetto dei termini inderogabili di convocazione e per mancata regolarizzazione del tesseramento, a pena di nullità che potrebbe essere rilevata anche da un singolo iscritto. I Congressi non convocati formalmente trenta
giorni prima della scadenza statutaria (30 giugno) non sono celebrabili.
Dn Pri:
assicurare il rilancio economico La Direzione Nazionale del PRI ritiene fondamentale assicurare il rilancio economico del paese. Per questo invita il Governo e la maggioranza a completare la messa a punto della legge finanziaria in armonia con il documento che, nel quadro della strategia di Lisbona, stabilisce le linee strategiche di sviluppo e di crescita del paese. La Direzione Nazionale del PRi invita quindi il Presidente del Consiglio, anche nella sua qualità di leader dell'alleanza, ad assumere una iniziativa perché la coalizione, nel completare il programma di governo ritrovi le condizioni di convergenza politica indispensabili alla predisposizione degli impegni da realizzare nella prossima legislatura. Roma, 12 settembre 2005
Cn 1-2 Luglio, documenti approvati/L'elenco
delle nuove personalità cooptate Il rilancio del partito e la sua presenza nel governo Il consiglio nazionale del Pri, riunito a Roma nei giorni 1 e 2 luglio al Centro congressi di via Cavour, udite la relazione e la replica del segretario nazionale Francesco Nucara, le approva. Il Consiglio nazionale del Pri concorda pienamente con la decisione annunciata nei giorni scorsi di confermare nelle elezioni politiche del 2006 la leadership del presidente del consiglio Berlusconi. Il Consiglio nazionale del Pri ritiene che soltanto l'attuale maggioranza possa realizzare le iniziative necessarie a consentire la ripresa economica del paese, dopo il decennio nel quale la mole del debito pubblico ha costretto praticamente tutti i governi a politiche severamente ed esclusivamente restrittive. Il Consiglio nazionale del Pri considera che, allo scopo di determinare e di porre su basi solide la ripresa economica del paese, sia necessario destinare ogni energia e risorse adeguate alla realizzazione della strategia europea per la crescita e l'occupazione, cioè alla cosiddetta strategia di Lisbona. Infine il Consiglio nazionale si dichiara pienamente consapevole del rilievo politico che la partecipazione del Pri al governo ha come parte della strategia per la ripresa del Partito repubblicano italiano. Il Consiglio nazionale inoltre considera il rilancio ed il sostegno alla ricerca scientifica come una condizione indispensabile per lo sviluppo ed il progresso del sistema paese. E invita la direzione ed il partito a seguire con particolare attenzione le problematiche di questo settore, fondamentale per il futuro. Esprime la preoccupazione per un atteggiamento di chiusura verso settori innovativi che potrebbero contribuire sia al rilancio della ricerca scientifica, sia alla soluzione di pressanti problemi dell'Italia e del mondo. Il Consiglio nazionale a questo proposito dichiara inaccettabile l'ostilità preconcetta e il risultante blocco della ricerca e dello sviluppo degli ogm in agricoltura, così come invita il governo a riconsiderare il blocco della ricerca e dello sviluppo delle risorse energetiche nucleari, assolutamente indispensabili per un paese che rischia altrimenti di essere strangolato dall'aumento dei prezzi del petrolio. Aggiornamento elenco consiglieri Elenco aggiornato personalità
cooptate
Direzione
Nazionale Pri del 23 maggio 2005 "Un passo nella giusta direzione", è il giudizio della Direzione nazionale del Pri riunita ieri a Roma nella sede di Corso Vittorio Emanuele II, per esaminare l'impostazione di politica economica del nuovo governo. "Di fronte ai difficili dati della situazione economica, è giusto consultare le parti sociali e richiamarle alle loro responsabilità nei confronti del Paese ed è altresì molto importante collocare la situazione del Paese nell'ambito delle prospettive di medio termine dell'Europa definite dalle strategie di Lisbona". La Dn del Pri sottolinea l'importanza cruciale dell'incarico conferito al ministro per le Politiche Comunitarie La Malfa di coordinare gli sforzi del governo italiano nel processo di Lisbona e si impegna a contribuire alla definizione di questo programma.La Dn del Pri ritiene che i contrasti che stanno emergendo nello schieramento di centrosinistra rivelino le difficoltà di quella coalizione nell'avvicinarsi alle elezioni e rafforzino il convincimento che la solidarietà a tutti i livelli fra le forze della coalizione di governo sia la chiave di volta di un corso elettorale capace di confermare un successo all'attuale maggioranza. La Direzione nazionale ha altresì nominato - su proposta del segretario nazionale - i seguenti responsabili degli uffici: Esteri, Michele Eramo; Giustizia, Alberto Gamberini; Tesseramento, Franco Torchia; Enti Locali, Pino Vita; Capo della segreteria Politica, Mauro Aparo. Al segretario nazionale la Direzione ha dato la delega per la nomina dei vicesegretari. La Direzione ha altresì nominato
il responsabile della regione Liguria, Giuseppe Alongi; il presidente
del Pri ligure è Alfio Lamanna. Responsabile provinciale di Torino
è Pasquale Pappacoda.
Direzione
nazionale 19 aprile 2005 La Direzione Nazionale del PRI ha esaminato la fase politica determinatasi in seguito alle dimissioni dall'esecutivo dei rappresentanti dell'UDC e del Nuovo PSI. I repubblicani condividono pienamente la decisione emersa dal colloquio tra il Presidente della Repubblica ed il Presidente del Consiglio di portare la situazione all'esame del Parlamento al fine di determinare il chiarimento politico che si rende necessario. Il PRI auspica che, nei tempi brevi richiesti dalle esigenze di governabilità del Paese, possa essere confermata e riaffermata la compattezza del vincolo di maggioranza che è condizione indispensabile al proseguimento della legislatura ed al rilancio dell'azione di governo. La segreteria del PRI ha avocato tutti
gli incarichi precedenti la celebrazione del Congresso, compresi gli Enti
Locali e la segreteria organizzativa. Il dottor Camerucci è stato
riconfermato amministratore all'unanimità. Francesco Nucara è
stato riconfermato direttore de "La Voce Repubblicana" a maggioranza.
Direzione
Nazionale Pri del 15 febbraio 2005 La Direzione nazionale del Pri, riunita a Corso Vittorio Emanule II 326, a Roma, ha confermato il voto favorevole del Pri al rifinanziamento della missione militare italiana in Iraq. La Direzione nazionale ha ribadito il suo sostegno all’Italia nel contributo coraggioso e fondamentale dato alla stabilizzazione della situazione irachena ed al conseguimento delle prime libere elezioni per quel Paese, dopo il regime di Saddam. La Direzione nazionale ha confermato i sentimenti di profonda gratitudine del partito per l’azione delle nostre forze armate. La Direzione nazionale del Pri osserva inoltre che, al di là dell’apparente unità dell’opposizione nel no al rifinanziamento alla missione, emerge, nelle singole posizioni in seno alla Margherita e nello stesso vertice dei Ds, segretario e presidente, un sostanziale malessere rispetto alla linea decisa dal professor Prodi. La Direzione nazionale del Pri ha esaminato infine la situazione della preparazione delle liste per le prossime regionali, dove il partito sarà presente con il suo simbolo. Confermando l’alleanza politica del congresso
di Fiuggi anche a livello locale, la Direzione nazionale ha preso atto
dello stato di difficoltà presente in alcune situazioni regionali
nei rapporti del Pri con la Casa delle Libertà e ha dato mandato
al segretario del partito di affrontare tali problemi con il presidente
di Forza Italia.
Comunicato
della Direzione Nazionale Pri La Direzione Nazionale del Pri riunitasi in Corso Vittorio Emanuele 326 a Roma, ha indicato nella città di Fiuggi la sede dove si terrà il congresso nazionale del partito nelle date del 4, 5 e 6 febbraio, c.a. La DN del Pri ha altresì nominato l’amico Stelio De Carolis, coordinatore nazionale per le celebrazioni del bicentenario della nascita di Giuseppe Mazzini e l’amico Almo Cacciatore responsabile politico per il Pri di Massa-Carrara. Roma, 12 gennaio 2005
Comunicato
Direzione Nazionale Pri La Direzione nazionale del PRI, riunita lunedì scorso presso la sede del partito a Roma, Preso atto con soddisfazione che l’iniziativa di riduzione delle imposte pone fine ad un’inerzia troppo a lungo manifestatasi nell’esecutivo che i repubblicani avevano denunciato e seguendo un’impostazione che il PRI aveva sollecitato, Espresso l’auspicio che la soluzione dei problemi di assetto del governo possa ridare compattezza alla coalizione e rilanciarne l’iniziativa politica, Chiede che il governo affronti con coraggio e determinazione nei prossimi mesi una serie di questioni - dal Mezzogiorno alla Università, alla ricerca scientifica ed in generale la riforma dello Stato - sulle quali il PRI ha posto l’accento da molto tempo e che sono vitali per ridare competitività al "sistema-Italia", Impegna la Segreteria ad accentuare l’azione politica e programmatica del PRI. La Direzione nazionale decide infine di convocare il Consiglio nazionale del PRI per il 18 dicembre. Roma, 6 dicembre 2004
Documento
approvato dal Consiglio Nazionale del 13/11/2004 Il Consiglio Nazionale del PRI, riunito a Roma il 13 novembre 2004, udita la relazione del segretario la approva. Il C.N. conferma l'adesione del partito alla maggioranza parlamentare di centro-destra, sottolineando come le scelte di politica internazionale e di impegno nella lotta contro il terrorismo rappresentino la priorità nell'attuale congiuntura politica. Da questo punto di vista non si può non rilevare come l'impegno per rafforzare la solidarietà euro-atlantica dell'attuale governo risponda a quella che è stata storicamente la posizione dei repubblicani, mentre da parte dell'opposizione di centro-sinistra sono state assunte posizioni acriticamente antiamericane volte a contrapporre la politica europea a quella degli Stati Uniti. Per quanto riguarda le scelte di politica economica che dovranno essere compiute attraverso la legge finanziaria del 2005 il C.N. giudica positivamente la scelta di riduzione progressiva della pressione fiscale, partendo dall'IRAP che frena la competitività delle imprese, ma sottolinea la necessità di perseguire una coerente politica di sviluppo assicurando priorità agli interventi nel mezzogiorno e al potenziamento della ricerca. Il C.N. valuta positivamente gli incontri avuti dalla segreteria del partito con la dirigenza del Nuovo PSI e di altre forze liberali e laiche, e ribadisce l'impegno già assunto di individuare una piattaforma comune fra le forze dell'area laica e riformatrice anche in prospettiva delle imminenti elezioni regionali. Con riferimento a questa scadenza ed alla luce di queste considerazioni il C.N., salvo diversa decisione del prossimo Congresso Nazionale, stabilisce che le liste repubblicane - anche per la valenza politica delle elezioni regionali - dovranno essere presentate o nell'ambito della coalizione rispondente alla maggioranza parlamentare o su posizione autonoma in collegamento eventuale con le altre forze dell'area liberal-democratica e social-riformista, escludendo l'ipotesi di una collocazione nello schieramento di centro-sinistra. ********************* Il costo della tessera Pri per l'anno 2005 è di euro 25,00. Roma, 13 novembre 2004
Direzione
nazionale Pri 21 ottobre 2004 La Direzione nazionale del Pri, riunita nella sede di Corso Vittorio Emanuele 326 a Roma il 21.10.2001 ha esaminato la situazione politica, con particolare riguardo ai problemi collegati alla presentazione della legge finanziaria ed ha in proposito rilevato come il testo attualmente all'esame della Camera non dia adeguate risposte alle difficoltà delle finanza pubblica e non sembri garantire reali prospettive di sviluppo con particolare riferimento al Mezzogiorno. La Direziona nazionale si riserva la formulazione di precise proposte in occasione della stesura dell'emendamento annunciato dal governo, sollecitando in proposito un confronto collegiale con le forze della maggioranza. Per quanto riguarda il tema della riforma elettorale, oggetto attualmente di un confronto fra i partiti della Cdl, la Direzione repubblicana esprime la propria preferenza per l'ipotesi di un sistema proporzionale collegato al premio di maggioranza per garantire la stabilità dell'esecutivo e sottolinea la necessità di introdurre le elezioni primarie per quanto riguarda la scelta dei candidati al Parlamento. Roma, 21 ottobre 2004
Documento
della Direzione nazionale del 2 ottobre 2004 La Direzione nazionale del Pri riunita a Roma, in Corso Vittorio Emanuele II 326, udita la relazione del Segretario Francesco Nucara l'approva. La Direzione nazionale del Pri ritiene altresì che: La manovra finanziaria approvata dall'ultimo Consiglio dei Ministri è contraddittoria rispetto alle scelte operate con l'approvazione del DPEF del luglio scorso. A parte la preoccupazione che le previsioni di entrata possono essere in qualche modo ottimistiche, si deve osservare che mancano tutte le indicazioni su come la manovra possa sostenere l'economia. Se non ci saranno consistenti correzioni c'è il rischio che il necessario intervento correttivo sulla tendenza della finanza pubblica determini un puro e semplice effetto depressivo sull'economia. Questo è particolarmente vero per il Sud che ne esce assolutamente trascurato con una riduzione degli investimenti pari al 30% rispetto alle previsioni del DPEF. I repubblicani ricavano l'impressione di trovarsi di fronte ad un provvedimento senza bussola politica né programmatica. La Direzione nazionale del Pri ritiene
necessaria una robusta correzione di merito.
La Direzione del Pri del 15 luglio
2004 Presenza qualificata dei repubblicani ai tavoli della verifica La Direzione nazionale del Pri, riunitasi ieri, ha constatato con soddisfazione la presenza di una qualificata rappresentanza del partito ai tavoli della verifica di governo, e ritenuto positivo il contributo offerto dagli esponenti dell'Edera agli alleati della coalizione, per risolvere i problemi insoluti, rilanciare l'economia, proseguire fino al termine del suo naturale compimento la legislatura. E' convinzione della Direzione repubblicana che il governo saprà evitare la crisi e superare i dissidi interni, per l'assenza di un'alternativa credibile agli attuali equilibri, oltreché per rispettare il mandato elettorale. La Direzione del Pri considera inoltre che una piena partecipazione dei repubblicani all'attività di governo sia indispensabile per articolare maggiormente la coalizione e renderla più rappresentativa della realtà del Paese. Ribadita la soddisfazione generale per il comportamento del governo italiano a fronte dei delicati e drammatici avvenimenti internazionali, la Direzione del Pri ritiene come indispensabile puntare all'ammodernamento del sistema italiano, realizzando la riforma della previdenza, la riforma fiscale, le privatizzazioni dello Stato, lo sviluppo del Mezzogiorno: si tratta di obiettivi irrinunziabili del governo. La Direzione del Pri si è ripromessa di aumentare la sensibilità della maggioranza nel campo del rispetto dei diritti civili, della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica. In merito al dibattito svoltosi nel Consiglio nazionale della settimana scorsa, la Direzione auspica la coesione del partito su regole certe, che garantiscano la convivenza interna ed il rispetto reciproco, oltre che l'impegno per conseguire quei risultati elettorali che il Partito ritiene conseguibili e alla portata delle sue legittime ambizioni. La Direzione ha dato atto al segretario Nucara della lealtà e della devozione completa con cui egli ha rappresentato il Pri in questi anni, sottolineando lo spirito di dedizione mostrato nei confronti di tutto il partito. La Direzione si è inoltre pronunciata unanimemente sull'assoluta correttezza dello svolgimento del Congresso di Bari, confidando che un esame più attento e puntuale, rispetto a quello svolto fino a questo momento sugli atti del Congresso, certificherà l'assoluta regolarità dello stesso, confidando che una analisi più attenta ed informata dei fatti, darà piena ragione ai risultati conseguiti durante quell'assemblea. Roma, 15 luglio 2004
Il documento
conclusivo del Consiglio Nazionale Pri 9/10 luglio Documento del Consiglio Nazionale del Partito repubblicano italiano, redatto a conclusione dell'assemblea che si è tenuta a Roma nei giorni 9 e 10 luglio 2004. Il Consiglio Nazinale del Pri, riunito a Roma il 9 e 10 luglio: -respinge le dimissioni da Segretario nazionale dell'amico Francesco Nucara; -ribadisce la collocazione del partito nell'ambito dell'attuale maggioranza; -ritiene indispensabile il superamento della conflittualità interna all'attuale coalizione, come condizione per una risposta efficace ai problemi del Paese, da quello della sua modernizzazione a quello di una ripresa di un solido processo di sviluppo economico. Il Cn giudica il risultato delle elezioni europee, pur positivo rispetto alle precedenti analoghe consultazioni, non certo soddisfacente. Prende atto che l'accordo elettorale raggiunto con il movimento "i Liberal Sgarbi" deve ritenersi concluso. Il Cn approva la proposta del Segretario di proporre, in previsione delle future scadenze politiche, ai rappresentanti del Nuovo Psi e del Partito radicale ed ai movimenti ed alle personalità di area laica liberal-democratica e riformatrice, una convenzione programmatica per esaminare se vi sia una comunità di temi programmatici e politici, premessa per un successivo percorso politico comune. Tale convenzione dovrà affrontare in particolare i problemi della politica economica e della politica estera, le questioni istituzionali e della giustizia, i temi dei diritti civili e della bioetica. Il Cn, infine, approva la proposta del Segretario di convocare un Congresso nazionale nelle date del 21-24 ottobre 2004, come momento di rilancio dell'azione politica e organizzativa del Partito. Roma, 10 luglio 2004 La mozione di Riscossa per l'autonomia repubblicana al Consiglio Nazionale del 9/10 luglio Riproduciamo la mozione presentata da Riscossa per l'autonomia repubblicana al Consiglio Nazionale del 9/ luglio . I risultati delle elezioni di giugno, in particolare quelle delle elezioni europee, impongono al PRI la necessità di una profonda e completa analisi sulle cause del risultato negativo e sulle possibili difficili prospettive per il futuro: Il quadro politico in rapido mutamento dopo la sconfitta dell' centro destra, ancor maggiore dopo il ballottaggio delle amministrative, e dopo le dimissioni di Tremonti, che rappresentano la crisi reale della casa delle libertà, coalizione distrattasi incapace di governare i processi fondamentali di ripresa e di crescita del paese, necessitano altresì di un radicale mutamento da parte del PRI sulla sua collocazione e sulla sua linea politica. L'analisi da condurre deve considerare gli errori commessi nella valutazione dei rapporti con i partiti di centrodestra (emblematico l'appello di Berlusconi di non votare i piccoli partiti), la mancanza ormai cronica di tesi programmatiche organiche, la scarsa caratterizzazione ed autonomia dell'identità repubblicana nel contesto nazionale: Il fallimento della lista PRI /Sgarbi esprime la mancanza di visione strategica e di coerenza della linea nazionale del partito che con le incertezze ed ambiguità che hanno contraddistinto la conduzione della campagna elettorale, ha vanificato la necessità di mandare l'elettorato il messaggio chiaro di ipotesi di terza forza esterna alla logica dei due poli. Tale indirizzo trova poi negativa riconferma nelle dichiarazioni e nelle intenzioni dei massimi dirigenti in interviste pubbliche e sugli organi ufficiali del partito in cui si riconferma la permanenza del PRI nel governo e nella alleanza di centrodestra.Di fronte ai sintomi di logoramento dei due poli contrapposti, mentre nel contempo vengono affermandosi le ragioni delle forze minori dotate di solidi motivi di legittimità storica e di identità politica, il PRI ha mancato ancora una volta l'occasione di proporsi come nucleo fondante e costituenti una forza di tipo europeo autonoma e distinte da popolari e socialisti e saldamente collegata al raggruppamento liberaldemocratico europeo (ELDR): Altrettanto carente ed insoddisfacente è stata l'azione del PRI nei confronti del governo per quanto riguarda i temi della politica economica e di quella istituzionale. Una lettera di critica alla politica economica del governo, diffusa poco prima del 12 giugno, è apparsa all'opinione pubblica più un espediente elettorale che l'espressione di un reale disagio ed allarme, anche perché poco dopo si affermava di non avere alcuna perplessità sulla appartenenza alla coalizione di centro destra. Il fatto è che sui temi economici il partito sembra aver perduto la sua peculiarità di soggetto attento ed impegnato nella elaborazione e nella difesa di una politica di sviluppo e di rigore nella gestione della finanza pubblica. Esigenza di rigore poi clamorosamente emersa con le dimissioni di Tremonti accusato dai sui stessi alleati di truccare i conti. E' peraltro ormai chiara la incapacità, del governo nella gestione di una congiuntura economica complessa e fortemente compromessa da interventi disorganici e da propositi operativi del tutto in contrasto con una prospettiva di sviluppo e di competitività del sistema paese. Imbarazzante per inciso, è la posizione di totale appiattito sostegno del PRI a Berlusconi per un lungo interim dopo la cacciata di Tremonti. Anche sui temi delle riforme costituzionali la timida ed insufficiente azione svolta in parlamento non appare idonea a caratterizzare il PRI su una questione fondamentale per le prospettive di evoluzione del sistema politico istituzionale nazionale. Si dovrebbe ribadire invece in ogni occasione che difesa della Costituzione e unità del paese devono essere elementi fondamentali dell' azione repubblicana. E inoltre necessario il rilancio da parte del PRI di proposte di iniziative per una forte integrazione europea su basi federalistiche da estendere a tutti gli aspetti politici ed istituzionali della nuova Europa dei 25. Nel campo dei diritti civili dopo un'azione iniziale contro la legge voluta dal centro destra sulla procreazione assistita ci siamo lasciati sottrarre, dai radicali l'iniziativa di un referendum promossa dal partito. Per superare l'attuale crisi di visibilità, di consensi e di iniziativa politica, il PRI dovrebbe proporsi in tempi brevi come coagulo delle forze liberaldemocratiche, ora latenti, mortificate e schiacciate dal sistema bipolare italiano, partendo da una posizione di autonomia rispetto ai poli attuali. Partendo da tali valutazioni di necessità di radicale modifica della linea politica è necessario che doverose dimissioni della presidenza e della segreteria vengano accettate, come atto inequivocabile della volontà di trovare nuovo vigore per il rinnovamento del partito che deve passare per: 1) la dichiarazione di riconoscimento dello stato, di crisi che si è aperto nel partito 2) la costituzione di una segreteria collegiale di cui faccia parte anche la minoranza al fine di: 3) ritirare la rappresentanza repubblicana dal governo 4)) dichiarare l'uscita del PRI dalla maggioranza di centrodestra 5) avviare una riorganizzazione delle strutture periferiche del partito che riscossa l'autonomia per le decisioni di politica locale, peraltro prospettata dal segretario uscente quando parla per le regionali del 2005 di geometrie variabili. Inoltre richiamando la necessità di trasparenza e democrazia interna e di correttezza nella gestione del partito, si ritiene che debbano essere forniti alla minoranza tutti i documenti peraltro già richiesti, per valutare fatti e circostanze relativamente: A) alla sentenza di primo grado di annullamento del congresso di Bari B) alla gestione degli accordi per lista PRI/Sgarbi ed agli impegni contratti . Fatti che peraltro per quanto già di pubblica conoscenza inducano ad un atteggiamento di grave preoccupazione nei confronti degli effetti dell'operato della dirigenza del partito. Il documento del coordinamento della Fgr al Consiglio Nazionale del 9/10 luglio I membri del Coordinamento della FGR: Stigmatizzano le polemiche emerse in merito alla candidatura e al risultato della giovane repubblicana nella circoscrizione centro, considerando strumentali tutte le argomentazioni emerse; Considerano rilevante l'operato della segreteria nazionale del PRI nella riorganizzazione e nel rilancio dell'azione politica del partito alla quale va attribuito il lusinghiero dato elettorale del Meridione; Giudicano tuttavia deludente, a parte casi isolati, il risultato elettorale ottenuto nelle altre circoscrizioni e ne individuano la causa principale nella precarietà programmatica ed in particolare nelle modalità di comunicazione da ritenersi non adeguate; Considerano del tutto sterili le ormai stucchevoli diatribe sulla collocazione politica del partito, risolvibili soltanto nell'ambito del congresso nazionale, considerando buona parte delle polemiche, emerse in questo come in tanti precedenti Consigli Nazionali, frutto di vecchi rancori e di personalismi che necessariamente debbono superarsi per la sopravvivenza stessa del partito; Ritengono che il PRI debba iniziare una profonda riflessione politico-programmatica che consenta di ritornare veri protagonisti sulla scena istituzionale e politica; A tale proposito, guardano con crescente interesse al percorso, che si sta sempre più chiaramente delineando, di avvicinamento delle forze politiche liberali, radicali, riformatrici e socialiste. Questa strada può essere positivamente intrapresa se il PRI sarà in grado di elaborare a sua volta un proprio programma che funga da punto di riferimento per un proficuo confronto con le altre forze laiche; Ritengono fermamente che il rilancio dell'azione politica e dell'immagine del PRI non possa prescindere da una profonda riorganizzazione di strutture, metodi e dirigenze della Federazione Giovanile Repubblicana. Attraverso un'azione mirata di rilancio del settore giovanile, si può prospettare concretamente un progressivo rinvigorimento dei quadri dirigenti del PRI, a tutti i livelli: nazionale e locale; Decidono di convocare un Congresso Nazionale FGR, da svolgersi nel prossimo periodo autunnale. Comunicato della Direzione Nazionale del 22 giugno La Direzione Nazionale del PRI, riunita a Roma il 22 giugno 2004, annuncia di avere presentato un esposto alla Corte di Cassazione per chiedere una verifica dei voti della Lista Fiamma Tricolore cui è stata attribuita una cifra elettorale di poco più di 3.000 voti superiore al PRI. Nell'esposto il PRI fa presente che in numerosissime sezioni elettorali di tutte le circoscrizioni sarebbero state attribuite alla Lista Fiamma Tricolore schede nelle quali accanto al simbolo appariva il nome dell'onorevole. Mussolini che era candidata in un'altra lista. L'attribuzione del voto nel caso in cui accanto al simbolo votato vi sia il nome di un candidato di un'altra lista è in palese violazione della legge elettorale e delle stesse istruzioni del Ministero degli Interni che per l'assegnazione del voto richiedono che sia individuabile con chiarezza la volontà dell'elettore. Il PRI è convinto che una sollecita
verifica di questa situazione condurrà ad assegnare, come è
giusto, il seggio parlamentare europeo al PRI con ciò consolidando
il positivo risultato ottenuto dal partito rispetto alle precedenti elezioni
europee.
Europee,
la Dn Pri invita La Malfa a candidarsi La direzione nazionale del Pri, dopo aver dibattuto la linea politica in vista delle elezioni europee e alla luce dello sforzo di rilancio in atto, rivolge al presidente onorevole Giorgio La Malfa un pressante invito perché accetti di candidarsi e di guidare al successo le liste repubblicane. "La lunga militanza repubblicana dell'amico La Malfa, la sua capacità di orientamento politico, le sue doti di leadership ne fanno il naturale candidato ad un ruolo che è di grande delicatezza anche per il momento particolare che il partito attraversa". Roma, 30 aprile 2004 * Riproduciamo la lettera che la direzione regionale del Pri siciliano ha inviato a Giorgio La Malfa. Caro Giorgio, la direzione regionale del Pri riunita oggi a Palermo per esaminare la situazione politica ed indicare nomi dei candidati alle ormai prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo ha deciso, all'unanimità, di chiederti di capeggiare la lista repubblicana nella circoscrizione insulare. La tua storia personale e politica, quella della tua famiglia insieme storicamente legate ala nostra terra ed al bisogno di crescere dei siciliani in Europa, rendono la tua capolistura un segnale molto forte di volontà di riscatto e un contributo di immagine rilevantissimo. A ciò i Siciliani aggiungono la tua costante ed appassionata presenza nelle nostre città in tutte le occasioni richieste. Comprendiamo che, soprattutto in questo particolare momento che ti vede impegnato nella qualità di Presidente della Commissione Finanze su temi dedicati a difesa del Bene Comune e dei cittadini, la candidatura richiesta è un sacrificio ulteriore, ma conosciamo l'amore che ti lega al Pri, ed a quell'amore facciamo appello e riferimento nell'augurarci una risposta positiva. La tua capolistura già da sola conferirebbe a tutta la lista un tono, una qualità ed una dimensione Europea. Un caro saluto, la direzione regionale.
Consiglio
Nazionale del 3 aprile I documenti conclusivi e l'esito delle votazioni Si è tenuto sabato 3 aprile 2004 a Roma, il Consiglio nazionale del Partito repubblicano italiano. All'ordine del giorno la relazione del segretario nazionale sull'alleanza del Pri con il movimento Liberal Sgarbi per le prossime elezioni. Riportiamo di seguito i documenti conclusivi del Consiglio nazionale con l'esito delle votazioni. "Il Consiglio nazionale del Pri, riunito in Roma il 3aprile 2004, udita la relazione del segretario nazionale, on. Francesco Nucara, sull'alleanza tra il PRI e il Movimento Liberal Sgarbi, l'approva e dà mandato alla Direzione nazionale di definire una serie di punti programmatici prioritari in linea con le tradizionali posizioni del partito e sui quali basare la campagna elettorale per le elezioni del 12 e 13 giugno." Questo documento è stato approvato a maggioranza, due voti contrari e l'astensione di "Riscossa per l'autonomia". * Di seguito riportiamo il documento della minoranza di "Riscossa per l'autonomia", accolto dalla segreteria come o.d.g. a conclusione dei lavori. "La componente di Riscossa per l'autonomia ritiene sbagliata, sul piano del metodo, la decisione di presentare pubblicamente l'accordo fra il PRI e la lista Liberal Sgarbi, col solo voto della direzione nazionale, dopo che un Consiglio nazionale aveva impegnato i dirigenti del partito, sia di maggioranza che di minoranza, a presentare la lista dell'Edera nelle elezioni Europee se la legge elettorale fosse rimasta immutata. La componente di Riscossa ritiene positivo il fatto di non essersi intruppati nelle liste contrapposte di un sistema bipolare che si compone nel momento elettorale e poi si scompone a livello europeo, scegliendo gli eletti le famiglie socialiste, popolari ed ambientaliste. Il simbolo dell'ELDR, terza forza liberal-democratica a livello europeo, apparirà solamente nella lista PRI-Liberal Sgarbi e quindi consentirà a chi è laico, repubblicano, liberal-democratico di scegliere candidati che si collocheranno, anche nel Parlamento Europeo, in questo gruppo. Si invita il Consiglio nazionale ad approvare i dieci punti di contenuti repubblicani-liberal democratici, cosicché non si renda solo punto qualificante del nostro programma il contenuto della difesa del patrimonio artistico, culturale e monumentale del Paese. La componente di Riscossa ritiene che l'alleanza PRI-Liberal Sgarbi unitamente a personalità liberali, indipendenti, con il programma dei dieci punti possa rappresentare culturalmente la terza via più volte indicata da questa minoranza e auspica che essa diventi l'embrione di quella terza forza laica, liberal-democratica che a livello europeo rappresenta la normalità delle grandi democrazie. Invita perciò il Consiglio nazionale ad evidenziare meglio le peculiarità di questa alleanza elettorale affinché si inizi un percorso nuovo che attorno a questo progetto politico riesca a unire tutti i repubblicani rendendoli autonomi di confrontarsi a tutto campo per il governo del Paese. Su queste basi è disponibile ad impegnare i propri esponenti a stare in lista per perseguire il miglior risultato e, per sottolineare un nuovo clima possibile, si astiene, anche se le critiche di metodo evidenziate, i risultati di governo e le condizioni politiche sconsiglierebbero di farlo. La componente di Riscossa considera in modo negativo la volontà del governo Berlusconi di voler dar corso ad una radicale riforma della Costituzione italiana sulla base della proposta discussa di recente al Senato. Osserva altresì con viva preoccupazione il dibattito interno alla Casa delle Libertà sulle questioni della politica economica e sulla gravissima crisi del sistema dei conti pubblici del paese. Su queste ultime questioni, Riscossa sollecita
il PRI ad assumere una chiara posizione che possa rappresentare una linea
alternativa alle proposte del Ministro Tremonti".
Il comunicato
della D. N. Pri del 18 marzo La Direzione nazionale del Partito repubblicano italiano si è riunita il giorno 18 marzo 2004 presso la sede di Corso Vittorio Emanuele II, Roma. All'ordine del giorno erano i seguenti punti: esame delle alleanze elettorali per le elezioni europee del 12 - 13 giugno; varie ed eventuali. Al termine della riunione è stato approvato all'unanimità il seguente documento: La Direzione Nazionale del PRI ha esaminato e definito la piattaforma politica in vista delle prossime elezioni europee. Ha ribadito, tra le priorità della campagna elettorale, la scelta di una politica estera occidentale che collochi l'Italia e l'Europa in sintonia con gli Stati Uniti, a cominciare dalla difficile guerra contro il terrorismo internazionale; una politica della ricerca, dell'innovazione, della cultura che sia in grado di rendere il nostro Paese competitivo nei settori dell'alta tecnologia e della fruizione del patrimonio archeologico, artistico e ambientale; una concezione laica e liberale della società e delle sue istituzioni che è espressione della tradizione storica del PRI. La Direzione Nazionale del PRI, partendo da questa priorità, ha ribadito il suo sostegno al governo Berlusconi e ritiene che debbano essere accelerate le riforme di cui il Paese ha bisogno, con particolare riferimento al sistema previdenziale, alla politica di sviluppo economico, alla giustizia. In questo conteso la Direzione Nazionale del PRI approva la proposta del segretario nazionale Francesco Nucara di presentare, in vista delle prossime elezioni europee, liste comuni con il movimento "liberal" di Sgarbi. Roma, 18 marzo 2004
Il documento
della Direzione Nazionale del 20 febbraio 2004 La Direzione Nazionale del Partito Repubblicano Italiano si è riunita ieri nella sede di Corso Vittorio Emanuele 326 a Roma. Ha aperto i lavori il segretario nazionale Francesco Nucara: con la sua relazione sono stati esaminati i risultati della verifica di governo e della situazione politica e valutata la preparazione delle prossime elezioni europee. Pubblichiamo il documento conclusivo dei lavori che è stato approvato. La Direzione Nazionale del Pri, ha approvato la relazione del segretario ed espresso il suo apprezzamento per la conclusione della verifica di governo ed il rilancio della coalizione. La Direzione Nazionale del Pri valuta positivamente il ruolo ed il contributo politico della segreteria repubblicana svolto, nel rispetto dell'autonomia e dell'individualità del partito, nei vertici di maggioranza ed esprime soddisfazione per la compattezza della coalizione di governo dimostrata in occasione di scelte fondamentali per stabilire la collocazione internazionale dell'Italia. Per ciò che concerne gli aspetti della politica economica, la Dn del Pri ritiene grave e dannosa la scelta del sindacato di avere rifiutato la proposta del governo di riforma della previdenza, dimostrando in questa maniera di avere perso di vista gli interessi della vita nazionale, per una difesa strumentale dei propri interessi corporativi. La Dn del Pri è impegnata nella
formazione delle liste dell'Edera con le quali il partito repubblicano
concorrerà alla prossime elezioni europee con la propria storia,
i propri programmi, nel solco della sua tradizione europeista che va da
Mazzini a Ugo La Malfa fino ai giorni nostri.
I documenti
approvati dalla Direzione Nazionale del Pri 19 dicembre 2003 La Direzione Nazionale del PRI, ascoltata la relazione del Segretario Nazionale Francesco Nucara, l'approva. In particolare fa propria l'impostazione illustrata in vista delle elezioni europee, demandando al prossimo Consiglio Nazionale il compito di definire la strategia complessiva del partito. Nella stessa sede saranno altresì messe a punto le proposte che saranno formulate dai diversi gruppi di lavoro e che costituiranno la piattaforma del programma repubblicano. La Direzione Nazionale del PRI, ascoltata la relazione del sen. Antonio Del Pennino sul tema della fecondazione assistita, decide di sostenere in tutte le forme possibili la campagna referendaria rivolta ad ottenere una modifica della legge di recente approvata dal Parlamento. La Direzione Nazionale del PRI ha infine esaminato i problemi relativi al mondo della comunicazione. Sulla legge Gasparri, che può rappresentare uno strumento di risistemazione del settore che tenga nel debito conto gli sviluppi della tecnologia, i repubblicani ritengono che debba essere rapidamente approvata, rivedendo il meccanismo del SIC e avviando una reale privatizzazione della RAI. Quanto infine alla revisione della par condicio, proposta dal presidente Berlusconi, la Direzione Nazionale sottolinea che essa rappresenta un problema reale su cui riflettere e si ripromette di approfondire ulteriormente la materia, anche in relazione alla prossima campagna elettorale. Roma, 19 dicembre 2003 * La Direzione Nazionale del PRI, di fronte al dilagare degli scioperi selvaggi che i repubblicani fermamente condannano, si impegna ad avviare un approfondimento e un dibattito sulla attuale normativa che disciplina le relazioni sindacali, partendo dalla piena attuazione degli art. 39 e 40 della Costituzione e da una incisiva revisione della disciplina che regolamenta il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali. Roma, 19 dicembre 2003
Il documento
conclusivo della Direzione Nazionale del 25 novembre E' stato pubblicato sulla "Voce repubblicana" di ieri come documento conclusivo votato dalla Direzione nazionale, un comunicato che invece sintetizzava, anche su mandato della stessa DN, la relazione introduttiva del segretario e la linea emersa dal dibattito. Non essendoci stata una votazione formale ripubblichiamo, con la precisazione richiestaci dal coordinatore della minoranza e quindi con il parere contrario dei componenti presenti della stessa, il documento in questione.
La Direzione Nazionale del PRI, ascoltata la relazione del Segretario Nazionale Francesco Nucara, l'approva. In particolare rileva l'esigenza di assicurare pieno sostegno al governo Berlusconi sui temi della politica estera, che ripercorrono le scelte tradizionali dei repubblicani. La guerra al terrorismo, che costituisce problema prioritario per le società occidentali, deve essere condotta con il massimo impegno e in stretto raccordo con gli Stati Uniti, che rappresentano il paese guida dell'Occidente, e con Israele, che è oggi lo Stato più esposto. La Direzione Nazionale del PRI ritiene altresì che i temi della politica estera siano destinati per un lungo arco di tempo ad essere centrali nell'azione di ogni governo. E che di conseguenza la sinistra non possa rappresentare una valida alternativa, frantumata com'è al proprio interno tra le diverse componenti, alcune delle quali dichiaratamente antiamericane e filoarabe. La Direzione Nazionale del PRI ha preso in esame le prossime scadenze elettorali ed ha rinnovato l'impegno a presentare le liste dell'edera ovunque possibile. In particolare tale impegno riguarda le elezioni europee, sempre che la legge elettorale non venga modificata; elezioni che rappresentano una tappa fondamentale nel processo di ricostruzione e di rilancio del partito. La Direzione Nazionale si è infine impegnata - prima di assumere le decisioni definitive riguardanti il turno elettorale europeo - a consultare gli organi statutari, ivi compresa la possibilità - se la legge elettorale dovesse essere modificata - di ricorrere alla base del partito mediante un congresso straordinario. Roma 25 novembre 2003
Direzione Nazionale del Pri 23
ottobre Politica estera, immigrazione, ricerca: priorità dell'Edera La Direzione Nazionale del PRI, dopo un ampio dibattito sulla relazione politica del Segretario nazionale, la approva. La Direzione Nazionale conferma il sostegno al governo Berlusconi, rilevando in particolare la corretta collocazione che, soprattutto per l'impegno del premier, il governo ha assunto sui temi della politica estera, attraverso una coerente scelta occidentale che è propria della tradizione repubblicana. La Direzione Nazionale invita le forze politiche di maggioranza ad una più approfondita riflessione sul problema dell'immigrazione, che ha valenza strategica per il futuro del nostro paese e dell'intera Europa e sollecita gli altri paesi aderenti alla U.E. a mettere a punto quanto prima una posizione comune, fondata tra l'altro sul vincolo che deve esistere tra diritto di voto e cittadinanza. La Direzione Nazionale ribadisce la propria convinzione circa la priorità che i temi della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica devono avere nelle scelte complessive della politica economica. In questo quadro conferma la propria opposizione alla istituzione dell'Istituto Italiano di Tecnologia, che rischia di rappresentare una struttura burocratica e centralistica, e invita la maggioranza e il Parlamento a fare propria la proposta di istituire i distretti di alta tecnologia seguendo i migliori esempi presenti in Europa. In questa stessa ottica invita il governo a confermare la nomina di Carlo Rubbia alla presidenza dell'ENEA, malgrado il voto - improvvido e non vincolante - della Commissione per le attività produttive della Camera dei Deputati. La Direzione Nazionale sottolinea infine l'inopportunità dello sciopero generale proclamato per la giornata del 24 ottobre, nella convinzione che non sia questo il modo per contribuire allo sviluppo e all'ammodernamento del paese. Roma, 23 ottobre 2003
Nominati
il vice segretario e alcuni nuovi responsabili La Direzione nazionale del Pri, riunita a Roma, ha approvato all'unanimità la proposta del segretario nazionale Nucara di nominare l'on. Italico Santoro vice-segretario nazionale del Pri. Nella stessa riunione, e sempre all'unanimità, la Direzione ha proceduto alla nomina dell'ing. Sandro Fabiano, responsabile dell'Ufficio organizzativo, del dott. Carlo Bassi, responsabile del settore Cultura e Spettacolo e del prof. Santino Camonita, responsabile del Pri per i problemi della casa. E' stato altresì deciso che in una prossima riunione sarà completata la ristrutturazione degli incarichi. La Direzione ha inoltre deciso di avviare una seconda fase nella diffusione della "Voce Repubblicana", sia attraverso iniziative esterne sia attraverso un'attenta verifica della possibilità di assicurare la presenza del giornale nelle edicole. La Direzione ha inoltre deciso di rilanciare l'organizzazione di Feste della Voce, le cui modalità e date dovranno essere concordate con la Segreteria nazionale. La Direzione ha inoltre proceduto all'approvazione del seguente o.d.g. relativo alla celebrazione di congressi locali: "Ai fini di consentire la celebrazione dei congressi locali, prima della fine dell'anno in corso, la convocazione degli stessi dovrà essere concordata con la Segreteria nazionale e dovrà essere concessa - previo controllo della Commissione nazionale per il tesseramento - la possibilità a ciascuna delle sezioni interessate di poter versare alla Direzione nazionale l'importo delle quote degli iscritti per l'anno 2003, non oltre il sesto giorno precedente la data di celebrazione fissata. Il numero complessivo delle tessere di ciascuna sezione non potrà comunque, superare il massimo definito nei riepiloghi al 31/12/2002, ferme restando le procedure del tesseramento previste dallo Statuto nazionale". Roma, 23 ottobre 2003
I documenti
approvati dal Consiglio Nazionale del 20 settembre 2003 Documento politico approvato dal Consiglio nazionale del 20 settembre 2003 con il voto contrario della minoranza Il Consiglio Nazionale del Pri, ascoltata la relazione del Segretario nazionale Francesco Nucara, l'approva. Nel valutare i vari aspetti delle azioni del governo e della maggioranza, il Consiglio Nazionale del Pri rinnova il proprio consenso alla linea di politica estera del governo Berlusconi, con particolare riferimento all'impegno assunto in Iraq al fianco della coalizione angloamericana nell'ambito della lotta al terrorismo internazionale ed al sostegno accordato allo Stato d'Israele ed alla sua aspirazione a vivere in pace entro confini sicuri. Il Consiglio Nazionale del Pri nel sottolineare positivamente la ripresa dell'iniziativa riformatrice della maggioranza sui temi istituzionali, dà mandato al Segretario che ne segue i lavori di continuare a prospettare nelle sedi opportune le posizioni messe a punto dai repubblicani su alcuni aspetti del problema. Il Consiglio Nazionale del Pri, in attesa che la finanziaria sia definita, sollecita il governo ad avviare con decisione le riforme strutturali in primo luogo la riforma del sistema previdenziale che sono indispensabili al paese e che gli organismi internazionali ci sollecitano. Ritiene in particolare che debba essere imboccata la via del rinnovamento e della crescita del sistema produttivo, puntando sulla ricerca e sull'innovazione in settori strategici dai quali un paese moderno non può essere emarginato. Il Consiglio Nazionale del Pri delega il Segretario nazionale a seguire con particolare attenzione l'evolversi, nell'ambito della maggioranza, delle eventuali modifiche riguardanti le leggi elettorali, a cominciare da quella europea, e delle diverse altre iniziative che il governo si appresta ad assumere. * Documento sulle elezioni europee, approvato con 2 "no" e 2 astenuti Le prossime elezioni europee rappresentano una tappa fondamentale per il Pri; in questa direzione tutti gli iscritti, i dirigenti e i consiglieri nazionali dovranno essere disponibili ad eventuali candidature nelle liste del'Edera. * Ordine del giorno presentato dalla professoressa Lilia Alberghina, approvato all'unanimità dal Cn Il Pri considera prioritario, per lo sviluppo del Paese, creare condizioni finanziarie, infrastrutturali e normative per favorire la nascita di imprese ad alta tecnologia, ed a tale finalizzazione andrà destinato almeno il 50 per cento di tutte le risorse che si riterranno disponibili con la nuova legge finanziaria. A tal fine pone con forza la richiesta d'approvazione del Ddl Del Pennino Castagnetti come intervento paradigmatico per iniziare il processo di reale modernizzazione del paese per un suo più soddisfacente inserimento nella Ue. * Il Consiglio nazionale ha integrato la Dn chiamandone a far parte, in rappresentanza della minoranza, i seguenti amici: Benedetti Marco, Lelli Renato, Raffi Giorgio,
Savoldi Sergio, Valbonesi Oliviero Widmer.
Documento
conclusivo del Consiglio Nazionale di sabato 5 luglio 2003 Il Consiglio Nazionale del PRI, ascoltata la relazione e la replica del Segretario nazionale Francesco Nucara, l’approva. In merito alla verifica di governo ed al documento ricevuto dal Presidente del Consiglio, il Consiglio Nazionale del PRI apprezza il metodo della collegialità volta a recuperare lo spirito di coalizione che la maggioranza ha promosso in questa occasione. Si tratta ora di vedere se con questo metodo riusciremo ad elaborare adeguati contenuti comuni. In merito agli incidenti intercorsi nel Parlamento Europeo, il Consiglio Nazionale del PRI sottolinea come il Presidente del Consiglio italiano sia stato sottoposto ad una provocazione grave ed inaccettabile per una istituzione quale era quella convocata per discutere il programma della presidenza italiana per il semestre europeo, soprattutto dopo il profilo alto dell’intervento pronunciato in quella sede. Il Consiglio Nazionale del PRI ritiene che, accantonato l’episodio, restano i problemi di fondo ed auspica che il semestre di presidenza italiana possa contribuire a rafforzare i legami tra Stati Uniti ed Europa e a migliorare i rapporti intereuropei, a facilitare il decollo della prima Costituzione europea, a rilanciare l’economia del Vecchio Continente. Il Consiglio Nazionale del PRI sollecita le strutture nazionali a continuare nello sforzo di caratterizzazione del partito all’interno dell’attuale maggioranza e prende atto con soddisfazione del nuovo strumento rappresentato dalla Voce Repubblicana. Il documento è stato approvato a maggioranza con il solo voto contrario di Pasqualini e con l’astensione dei consiglieri di minoranza presenti. ***** Il secondo punto all’o.d.g. del Consiglio Nazionale "Integrazione componenti Direzione Nazionale" è stato rinviato su richiesta della minoranza. Roma, 7 luglio 2003
Il comunicato
della Direzione della riunione del 10 giugno La Direzione nazionale del PRI, riunita a Roma nella sede del partito, ha esaminato il risultato della recente tornata elettorale. La Direzione nazionale del PRI ha espresso la sua soddisfazione per i segnali di ripresa elettorale del partito repubblicano che sono particolarmente incoraggianti in Sicilia ed in Calabria e che si estendono anche al di fuori del Mezzogiorno. La Direzione nazionale del PRI ritiene che, anche alla luce dei ballottaggi di domenica, la Casa delle Libertà abbia subito una erosione di consensi, dovuta principalmente a scelte e politiche locali che non compromettono in nessuna maniera la tenuta del governo nazionale. La Direzione nazionale del PRI ha dato mandato al Segretario nazionale del partito, on. Francesco Nucara, di intraprendere i passi necessari presso i partiti dell'alleanza di governo per porre il problema dell'allargamento e del coinvolgimento nella Casa delle Libertà delle forze di democrazia laica, che pure hanno dato un contributo di sostegno non indifferente, anche in queste ultime elezioni, alla coalizione. La Direzione nazionale, inoltre, ha formalizzato la sua indicazione di votare NO al referendum sull'articolo 18 e no al referendum sulla servitù coattiva di elettrodotto. La Direzione nazionale del PRI ha infine espresso il suo apprezzamento per la missione del Presidente del Consiglio in medioriente di cui ha particolarmente apprezzato, nelle parole e nei gesti di Silvio Berlusconi, il chiaro e netto sostegno dell'Italia e dell'Unione Europea allo Stato d'Israele. Roma, 10 giugno 2003
Le conclusioni
e i documenti politici del Consiglio Nazionale del 12 aprile Il C. N. ha esaminato, in via preliminare, il documento presentato al Consiglio nazionale di Milano del 12 marzo dalla minoranza interna di " Riscossa repubblicana" e inserito, per decisione del segretario nazionale al I° punto dell'o.d.g. del Consiglio nazionale di sabato 12 Aprile. La minoranza, in apertura dei lavori aveva dichiarato che il documento era da considerarsi superato e di fatto "ritirato", per cui non doveva essere posto in votazione. Il presidente del C.N. on Giorgio La Malfa, dopo un breve dibattito procedurale, ha accettato il parere della maggioranza del CN che chiedeva che lo stesso documento fosse posto in votazione. Il documento è stato respinto con 50 voti contrari, un solo voto favorevole e con l'astensione dello stesso segretario Nucara. I consiglieri di "Riscossa repubblicana" hanno dichiarato di non partecipare al voto ed hanno abbandonato l'aula. * Al termine del dibattito sul II° punto all'o.d.g. " Discussione politica generale" sono stati presentati due documenti: uno della maggioranza e l'altro di "Riscossa repubblicana" che riportiamo. Il primo documento è stato posto in votazione, in contrapposizione al documento di Riscossa, e approvato a maggioranza e anche con il voto favorevole dei consiglieri nazionali della Consociazione di Cesena. Hanno altresì dichiarato voto di astensione: Raffi, Babini e Polazzi. Documento della maggioranza "Il Consiglio Nazionale del PRI, riunito in data odierna, udita la relazione del Segretario Nazionale Francesco Nucara l'approva. In particolare, in relazione alla situazione internazionale e all'intervento anglo-americano in Irak, il Consiglio Nazionale rileva come tale intervento ha avuto il merito di eliminare un regime sanguinario che rappresentava un pericolo per la sicurezza dell'area dell'intero Occidente e giudica negativamente l'atteggiamento dei governi francese e russo che hanno impedito all'ONU di assumere in questa delicata materia le responsabilità che gli competevano. Il Consiglio Nazionale apprezza la posizione assunta dal Governo Italiano che non ha fatto mancare la propria solidarietà agli alleati nella difficile azione da loro condotta e ritiene che l'Italia non possa oggi sottrarsi all'assunzione di diretta responsabilità attraverso l'invio di un contingente militare per assicurare il mantenimento dell'ordine in Irak nella difficile fase transitoria che non potrà non essere per l'immediato gestita sotto la responsabilità anglo-americana". Documento del gruppo di minoranza di "Riscossa Repubblicana" Il Consiglio nazionale del PRI riunito a Roma il giorno 12/4/2003 constata con viva preoccupazione l'inerzia in cui è stato relegato il Consiglio nazionale stesso, ("massimo organo deliberativo del Partito, tra un Congresso nazionale ed il successivo") dal Congresso di Fiuggi (ottobre 2002) ad oggi; e ciò nonostante i gravi e significativi avvenimenti internazionali e nazionali, che hanno caratterizzato questo lungo periodo della vita italiana e che hanno visto i movimenti politici ed i partiti nazionali (tranne il PRI) fortemente impegnati in dibattiti e confronti approfonditi e democratici. Né certamente, secondo lo statuto del PRI, si può ritenere di affidare all Direzione nazionale (organo meramente esecutivo), peraltro espressione della sola maggioranza, il compito di indicare le linee strategiche dell'azione repubblicana che esulano dalle opinioni politiche fissate dal recente Congresso. In questo contesto appare singolare il comportamento assunto dalla dirigenza nazionale che ha sistematicamente elusi e disatteso le aspettative e le esigenze di un efficace dibattito e confronto politico con la minoranza di Riscossa per l'Autonomia Repubblicana sulle questioni della guerra in IRAQ, sui temi della politica economica, sulla legislazione dei condoni, della devolution e delle riforme istituzionali. Il Consiglio Nazionale dell'8 marzo ha inaugurato una discussione tematica di grande interesse ma che da sola non può servire da orientamento ed indirizzo compiuto per tutte le articolazioni del Partito, soprattutto nel momento in cui la politica fiscale del governo sembra muoversi in modo opposto agli obiettivi indicati dal PRI, che vedono negli investimenti pubblici produttivi la sola strada per ridare rilancio alle prospettive di sviluppo del Paese e bloccare il processo in atto di perdita di competitività del sistema Italia. La crisi irachena, in particolare, ha determinato nuovi scenari politici internazionali, che hanno rilevanza ed influenza immediata anche sulla situazione interna, ed in particolare nei rapporti fra le forze politiche. La discussione sulla necessità o meno di un intervento sotto l'egida dell'ONU, seppur di fondamentale importanza, è subito apparsa superata al momento d'inizio del conflitto. A quel punto era importante avere chiaro che era necessaria una rapida vittoria della coalizione. Imbarazzante è stato, durante il conflitto, il silenzio del Governo nel tentativo di non perdere il consenso del mondo cattolico tutto schierato con il Vaticano; mortificante addirittura è stato l'atteggiamento di pieno appoggio a Saddam del governatore Formigoni; sciagurata è apparsa la posizione di una parte della Sinistra che ha auspicato una lunga resistenza di Saddam. Deve far riflettere attentamente, comunque, il disegno dell'Amministrazione Bush che prefigura un ruolo degli Stati Uniti scollegato dal rapporto con l'Unione Europea, che viene considerata quasi un impiccio ai disegni della nuova strategia geopolitica americana. Ecco perché per il dopo guerra appare utile il ruolo di Blair per un pieno recupero del rapporto UE-USA. Il premier inglese tenta altresì di recuperare i rapporti con l'ONU anche perché l'Organizzazione possa sopravvivere in attesa di una riforma radicale ormai indifferibile. E' indispensabile poi che l'Unione Europea avvii un chiarimento sulle strategie politiche per il futuro, che non possono prescindere da una collaborazione con gli USA, dotandosi nel contempo, finalmente, di una forza militare, unico modo per aver peso politico nel quadro internazionale. Ed è alla ricomposizione del quadro europeo che deve andare l'attenzione del nostro paese, riprendendo mirate iniziative di mediazione fin dal semestre di presidenza italiana. Va preso anche atto che la guerra ha creato fratture trasversali profonde, sia nel centro destra che nel centro sinistra, dimostrando ancora una volte l'artificiosità dell'attuale sistema pseudo bipolare. Si è sentita come non mai la mancanza di una posizione liberaldemocratica laica repubblicana che sapesse coniugare insieme le esigenze di libertà del popolo iracheno, la necessità di preservare il ruolo politico della Unione Europea, l'opportunità di garantire il ruolo dell'ONU. Il PRI ha perduto tempo prezioso, tardando la elaborazione di un progetto politico programmatico che dia prospettiva a questa azione politica e che ormai appare indispensabile per la sopravvivenza della scuola repubblicana. * Il C.N ha inoltre approvato, all'unanimità, il seguente O.d.g. sul Referendum sull'articolo 18: " Il Consiglio nazionale impegna le organizzazioni locali e gli iscritti ad esprimere, in occasione del Referendum sull'articolo 18, un voto negativo ( NO) e a promuovere e partecipare ad iniziative conseguenti". * P.S: Da domani inizieremo a pubblicare nel Sito del partito gli interventi tenuti al Consiglio Nazionale che ci perverranno per e-mail.
La Direzione
Nazionale del PRI, riunita il 25 marzo a Roma, ha approvato il seguente
documento sulla crisi irachena La Direzione Nazionale del PRI conferma la valutazione espressa in queste settimane circa la legittimità giuridica dell'intervento militare alleato contro l'Iraq in ragione delle ripetute violazioni da parte di quel paese delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU e della necessità di affrontare con determinazione i regimi che, accumulando armi di distruzione di massa, costituiscono una minaccia nei confronti della pace mondiale; esprime il proprio sostegno e la propria solidarietà ai governi americano e inglese per l'assunzione di questo oneroso impegno; manifesta il proprio cordoglio per le perdite che essi hanno subito e per le vittime civili irachene ostaggio della politica del dittatore; rileva che l'asprezza dei combattimenti di questi giorni e la sofisticazione dell'armamento dell'esercito iracheno confermano la pericolosità di quel regime; ribadisce che il Partito Repubblicano riteneva e ritiene tuttora legittima l'ipotesi di una diretta partecipazione dell'Italia allo sforzo militare alleato e la propria disponibilità a sostenerla attivamente; auspica che dopo la cessazione delle ostilità sia avviato il processo di democratizzazione dell'Iraq e che con il tempo tale processo possa investire l'intera area; ritiene che la caduta del regime di Saddam Hussein possa e debba favorire la ripresa del dialogo tra israeliani e palestinesi e - com'é negli intendimenti sia del governo britannico che dell'amministrazione americana - il raggiungimento di un'intesa che assicuri stabilità, pace e sicurezza all'area mediorientale; prende atto dell'orientamento espresso dal Governo di manifestare il pieno sostegno politico per l'azione alleata pur escludendo una partecipazione diretta e lo attribuisce all'obiettivo di svolgere nei prossimi mesi, in ragione delle responsabilità che l'Italia avrà nella presidenza dell'Unione Europea, un ruolo attivo nel necessario sforzo di riavvicinamento delle posizioni fra l'Europa e gli Stati Uniti e all'interno dell'Unione Europea. Condivide la decisione di espellere alcuni diplomatici per l'attività di spionaggio svolta nel nostro paese; La Direzione Nazionale del PRI ritiene che la crisi irachena costringerà l'Unione Europea ad uscire dalla genericità dei propositi in base ai quali è stato avviato e condotto finora il lavoro della Convenzione e le imporrà di riflettere concretamente sulla collocazione che l'Europa avrà nel mondo, sui suoi rapporti con gli Stati uniti, con la Russia, con la realtà mediorientale. La Direzione Nazionale del PRI ribadisce che nella lunga tradizione europeista del Partito Repubblicano è sempre stato posto l'accento sulla necessità della piena partecipazione allo sforzo di costruzione europea di un paese come l'Inghilterra e sulla necessità che l'Unione europea sia parte di una partnership con gli Stati Uniti e non un elemento potenzialmente contrapposto ad essa. La Direzione Nazionale del PRI esprime infine un giudizio negativo per le posizioni assunte da tutti i partiti dell'opposizione nei dibattiti parlamentari sulla crisi irachena, considerando che queste posizioni segnino un grave arretramento della sinistra verso posizioni massimaliste tali da renderla del tutto inadeguata ad assumere responsabilità di governo per il nostro paese. Approvato con l'astensione di Gerolamo Pugliese mentre Giorgio Medri ha dichiarato di non partecipare al voto. Roma, 25 marzo 2003 Documento della Direzione Nazionale del 25 marzo 2003 sulle elezioni amministrative La Direzione nazionale conferma, in vista delle elezioni del 25 maggio p.v., la validità dell'accordo politico con le Forze della Casa delle Libertà, già realizzato alle passate elezioni ed approvato nel recente Congresso di Fiuggi. La D.N rileva che su tale posizione è stato raggiunto dal partito un significativo risultato nel territorio nazionale e ribadisce, pertanto, l'esigenza che le organizzazioni locali si impegnino a presentare il maggior numero possibile di liste con il simbolo dell'Edera, collegate con la Casa delle Libertà. La Direzione sottolinea come tale linea, in un momento caratterizzato da una forte contrapposizione politica tra le forze della maggioranza di governo di cui il PRI fa parte ed il centrosinistra, sulle scelte per la lotta al terrorismo internazionale e sulla riconferma dei rapporti di amicizia con gli Usa, assuma una rilevanza politica che condizionerà lo svolgimento e l'esito della campagna elettorale ed influirà sulle prospettive del partito. La Direzione impegna, pertanto, le organizzazioni locali a definire con la massima tempestività gli aspetti programmatici e i collegamenti politici delle liste dell'Edera e a portare a conclusione i rapporti già avviati con gli alleati del centrodestra. Per quanto concerne, invece, quelle situazioni locali in cui si sono registrate difficoltà e ritardi nella definizione delle alleanze, la Direzione nazionale ritiene che tali problemi vadano ormai esaminati, caso per caso, di concerto con il Responsabile degli Enti Locali della D.N per trovare soluzioni adeguate. La Direzione autorizza la segreteria nazionale ad assumere tutte le determinazioni necessarie per attuare tale linea. Approvato all'unanimità dei presenti. Roma, 25 marzo 2003
Consiglio
Nazionale: Documento della maggioranza Il Consiglio Nazionale del PRI, convocato a Milano per il giorno 8 marzo 2003 per discutere il tema dell'università e della ricerca, riafferma l'impegno tradizionale del partito su questioni che sono cruciali per il futuro del paese. La collocazione internazionale dell'Italia tra le moderne società industriali può essere confermata e consolidata - nel mondo della globalizzazione - solo da una incisiva politica del futuro e del sapere. Il paese ha bisogno di recuperare il ritardo accumulato nell'ultimo decennio, sia attraverso interventi di natura strutturale sia con la mobilitazione di risorse aggiuntive, pubbliche e private. Il Consiglio Nazionale del PRI impegna
il partito e i suoi rappresentanti nelle istituzioni a favorire questo
processo e a sostenere le iniziative legislative e parlamentari assunte
su questa fondamentale materia. Approvato all'unanimità con solo due astensioni Milano, 8 marzo 2003 Documento della minoranza Nell'ambito del Consiglio Nazionale
che si è tenuto a Milano alcuni amici a nome della minoranza del
partito hanno presentato il documento che segue. Su questo documento,
che di comune accordo non è stato messo in votazione, si è
aperto un breve dibattito. "Il Consiglio Nazionale convocato a Milano per il giorno 08.03.2003 con un ordine del giorno tutto riservato a relazioni tematiche se da un canto può apparire come un tentativo di approfondimento di argomenti interessanti ma non certo impellenti, da un altro punto di vista appare un preoccupante segno di un prolungato disimpegno che la segreteria manifesta nei confronti dei temi più propriamente politici. Dal Congresso di Fiuggi non ci sono state più occasioni per un dibattito serio e approfondito sulla politica del governo e tanto meno sulla situazione internazionale. E si che da ottobre cose di rilievo ne abbiamo viste tante scorrere sulla scena politica. Prima la finanziaria, con quella serie vergognosa di condoni che hanno visto la segreteria nazionale totalmente assente nel formulare qualche giudizio in merito. L'approvazione della Cirami, e via via fino alla crisi della Rai, della Fiat, le discussioni sull'indulto: sempre la segreteria è apparsa appiattita sulle posizioni del governo o ha parlato d'altro nei momenti più caldi delle vicende politiche più rilevanti. Il congresso dell'UDC, ad esempio, ha mostrato le difficoltà della coalizione di centrodestra coperte solo dalle difficoltà anche maggiori dell'Ulivo, ma il PRI con il suo segretario nazionale non ha mai svolto alcuna analisi complessiva completa della situazione dell'alleanza di governo. Fino ad arrivare al consiglio di oggi con una crisi internazionale gravissima della quale il PRI avrebbe il dovere di discutere per arrivare ad un documento dell'organismo politico per eccellenza, il Consiglio Nazionale appunto, che invece si occupa d'altro. Anche la gestione interna è profondamente insoddisfacente. Si ripropongono commissariamenti come quello di Carrara che non hanno alcun significato, se non quello di mettere sotto tutela una realtà locale che interpreta con autonomia il suo ruolo sul territorio. L'autonomia delle realtà locali in vista delle elezioni amministrative di primavera non viene considerata dalla segreteria, che nelle note ufficiali impone, senza alcun margine apparente, scelte locali fotocopia delle alleanze nazionali. La segreteria appare totalmente incapace di elaborare e proporre una linea politica autonoma ed originale all'esterno. All'interno si tenta di affermare un centralismo miope che non riesce a cogliere le difficoltà drammatiche in cui vive il partito specialmente al nord. L'assenza di una proposta politica articolata originale e aggiornata mortifica i tentativi di ripresa delle zone ove il partito di opinione degli anni 70 e 80 trovava ampi consensi. E' poi la collocazione politica che vanifica ulteriormente gli sforzi di ridare voce al PRI. All'interno di questa maggioranza in misura ancor maggiore di quando eravamo collocati nel centro sinistra il nostro ruolo non ha alcuna possibilità di essere evidenziato e colto dall'opinione pubblica per la natura stessa dell'alleanza oltre che per la mancanza di iniziative politiche. E poco ci può consolare il fatto che il centro sinistra sia una crisi totale di idee e di leadership perché in realtà la nostra collocazione non è né quella attuale né con questo centrosinistra. Dovremmo avere il coraggio di lavorare per la costituzione di una forza Repubblicana liberaldemocratica alternativa agli attuali poli. L'uscita dalla alleanza di centro destra e l'assunzione di una posizione autonoma dovrebbe essere la premessa per un credibile tentativo di creazione di una nuova area politica di cui peraltro si avvertono sempre più i segni di una reale esigenza diffusa fra i ceti più attenti ed avanzati del paese. Il cammino è difficile e privo di immediate soddisfazioni prevedibili ma è l'unica strada per riaffermare la validità della nostra scuola politica". Milano, 8 marzo 2003
Il documento sulla crisi irachena e sulla situazione internazionale
approvato dalla Direzione Nazionale La Direzione Nazionale del PRI, dopo aver valutato i diversi aspetti della drammatica crisi irachena e i suoi riflessi di politica interna, esprime pieno apprezzamento per la posizione assunta dal Governo e in particolare dal Presidente del Consiglio, sottolineando l'equilibrio, la prudenza ma anche la chiarezza e il coraggio con cui ha tenuto fermi i punti di riferimento fondamentali che hanno caratterizzato la politica italiana nel secondo dopoguerra. La Direzione Nazionale del PRI ritiene che la sinistra abbia perso una buona occasione per costruire una posizione unitaria sulla politica estera, come invece sarebbe stato auspicabile e come l'intervento del Presidente del Consiglio in Parlamento aveva sollecitato e reso possibile. I repubblicani rilevano anzi la sostanziale assenza, nell'ambito dell'opposizione, di voci aperte al dialogo e alla collaborazione in questa difficile fase della politica estera, e sottolineano la sostanziale deriva antiamericana dell'intera sinistra italiana e di vasta parte del mondo cattolico, sotto la spinta delle forze più estreme che i moderati non hanno avuto la capacità e il coraggio di arginare. * * * * * La Direzione Nazionale del PRI osserva che il rifiuto del pur discutibile piano franco-tedesco da parte di Bagdad e l'appello di Osama Bin Laden rivolto ai fratelli mussulmani contro l'Occidente e i suoi "crociati" confermano la necessità che il regime dittatoriale iracheno debba essere privato di ogni possibilità offensiva ed auspica che il disarmo possa aver luogo sotto l'egida delle Nazioni Unite e con il voto favorevole del Consiglio di Sicurezza. Ritiene peraltro che questo obiettivo viene compromesso dalle divisioni interne all'Occidente e dalle ripetute "missioni di pace" che, ignorando volutamente la reale natura del regime di Saddam Hussein, ne favoriscono le manovre dilatorie e i tentativi di sottrarsi nei fatti alla risoluzione n. 1441 dell'ONU, approvata all'unanimità dal Consiglio di Sicurezza, come d'altro canto era già avvenuto per le precedenti risoluzioni. * * * * * La Direzione Nazionale del PRI esprime sconcerto per l'accoglienza che autorità politiche e religiose hanno predisposto in favore di Tareq Aziz, complice da lungo tempo di Saddam Hussein, colpevole come quest'ultimo delle atrocità e delle violazioni internazionali che hanno caratterizzato il regime e le cui responsabilità non possono essere certo attenuate o ignorate dalla sua appartenenza alla confessione cristiana. Sarebbe semmai, questa sì, una discriminazione religiosa nei confronti dei mussulmani che è estranea alla civiltà dell'Occidente liberale. * * * * * La Direzione Nazionale del PRI si è soffermata con preoccupazione sulle divisioni interne alle grandi organizzazioni internazionali e in particolare sui contrasti che sono insorti sia tra i paesi aderenti alla NATO sia tra quelli membri dell'Unione Europea. Consapevoli di trovarsi di fronte ad un difficile e delicato passaggio storico, i repubblicani riaffermano la loro convinzione che integrazione europea e alleanza atlantica siano tra loro strettamente connesse; ricordano come proprio questa convinzione unì per tutto il dopoguerra Germania ed Italia, che uscivano da una comune tragedia storica, anche nei periodi in cui la Francia gaullista usciva dalle strutture operative della NATO o si opponeva all'ingresso della Gran Bretagna nella Comunità Europea; sottolineano la necessità che l'Unione Europea nel suo insieme riaffermi, attraverso i suoi organi istituzionali, un costruttivo rapporto con gli Stati Uniti, ai quali il Vecchio Continente è legato non solo e non tanto dai debiti, innanzitutto politici, contratti nel secolo scorso - e di cui i cimiteri americani sparsi per l'Europa sono drammatica e permanente memoria -, ma soprattutto dai comuni valori di libertà e democrazia che affondano le loro radici nella tradizione greco-romana e in quella giudaico-cristiana e sono lievitati attraverso le grandi rivoluzioni del XVII e del XVIII secolo. * * * * * La Direzione Nazionale del PRI ritiene infine che esula da un corretto funzionamento delle istituzioni locali la partecipazione ufficiale a iniziative che investono la politica estera e invita i dirigenti e gli amministratori del partito a non impegnare il simbolo e il nome del PRI in manifestazioni o documenti che contrastino con gli indirizzi di politica internazionale del partito e sotto il pretesto della pace diventino occasione per attaccare gli Stati Uniti. *Il documento è stato approvato con la sola astensione di Pugliese e il voto contrario di Luisa Babini sui primi due comma. Roma, 14 febbraio 2003 |