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Conferenza sui Valori Liberali: Quelli veri e quelli falsi Sintesi della Relazione introduttiva Il risultato finale della Relazione di Riccardo Gallo può essere visualizzato nel seguente diagramma:
Per arrivarci, dobbiamo ripercorrere il filo logico della relazione. La premessa è che oggi in Italia i partiti che si richiamano alla tradizione liberaldemocratica sono sempre di più, quelli davvero liberali sempre di meno. Anzi, in tanta confusione viene voglia di riaffermare quei valori e prendere le misure di liberalismo a tutte le maggiori forze rappresentate in Parlamento. Per farlo, Gallo ha individuato come fondamentali 7 aree in cui si esplicano i valori liberali civili e politici (dispotismo della politica, liberalismo politico, giustizia, laicità, squilibrio demografico mondiale, Occidente e rapporti transatlantici, libertà di espressione) e 5 aree di valori economici, sociali e culturali (liberalismo economico, finanza pubblica, ambiente e bioetica, energia, ricerca). Per ciascuna di queste aree, in collaborazione con uno studioso della singola materia, Gallo ha definito quale è oggi nel nostro paese la questione fondamentale irrisolta, spartiacque tra chi vuole un'Italia e chi ne vuole un'altra, e ha estratto un quesito chiaro, breve, dirimente. Dunque, 12 questioni e 12 quesiti. A questo punto Gallo ha inserito i 12 quesiti in un questionario con una risposta da scegliere tra 5 alternative possibili: molto d'accordo (5 punti), d'accordo (4), neutrale (3), in disaccordo (2), molto in disaccordo (1). Ha poi fatto compilare il questionario a rappresentanti autorevoli delle maggiori forze politiche italiane. In alcuni casi, in uno sforzo di semplificazione, ha ipotizzato la nascita di nuove formazioni politiche attraverso l'aggregazione di forze tra esse molto omogenee. Quando per ragioni pratiche non è stato possibile ottenere la compilazione autentica, Gallo li ha compilati sotto la propria responsabilità con l'aiuto quesito per quesito degli stessi 12 intellettuali studiosi che l'avevano assistito nella formulazione delle questioni e dei quesiti. Per far ciò nel modo più scrupoloso, ha anche attinto ai più recenti documenti (programmi e/o manifesti) pubblicati dagli stessi partiti. Ha così rivolto l'attenzione a: Alleanza nazionale, Lega Nord, Forza Italia, Partito Repubblicano Italiano, Centro cattolico (Udc + Udeur), Partito democratico, Radicali + tutti i Socialisti, Liberaldemocratici, Cosa rossa (Verdi + Prc + Pdci + Sinistra democratica). Gallo ha poi costruito una mappa del posizionamento delle forze politiche in termini di liberalismo. Per far ciò, ha tracciato un diagramma avente sull'asse orizzontale il punteggio totale delle risposte ai quesiti civili e politici. E sull'asse verticale il punteggio totale delle risposte ai quesiti economici, sociali e culturali. Per rappresentare correttamente l'importanza diversificata delle varie forze politiche, Gallo ha ricostruito il numero di deputati e di senatori di ciascuna di esse. Poiché per le elezioni del 2006 le liste non consentono di dedurre l'appartenenza degli eletti ai rispettivi partiti, poiché inoltre ora sono nati il Partito democratico e i Liberaldemocratici, poiché infine gli ipotizzati Centro cattolico e Cosa rossa avrebbero parlamentari oggi appartenenti a partiti diversi, Gallo con l'ausilio di funzionari di Camera e Senato ha scorporato e riaggregato numeri e percentuali giungendo alla seguente tabella:
A questo punto, è stato possibile realizzare il diagramma, esposto all'inizio di questa nota, nel quale ciascuna forza politica è rappresentata con un cerchio di raggio proporzionale alla rispettiva percentuale di deputati e senatori. Si tratta di una mappa molto ricca e suscettibile di interessantissime analisi politiche. * * * Vediamo ora in estrema sintesi i 12 pacchetti di questioni irrisolte e quesiti Aree civili e politiche 1. Dispotismo della politica 1.1 Questione In Italia nel corso degli anni la politica ha sempre più invaso gli spazi della società, è venuto meno il principio di separazione tra amministrazione e politica, i poteri costituzionali e quello giudiziario sono stati pressati da una maggioranza sia essa di centro-sinistra o di centro-destra che si comporta come se fosse tale per sempre, le risorse collettive sono state espropriate in nome di una pletora di interessi pubblici presunti o malintesi o, peggio, traditi nella gestione politica: basti pensare che i dualismi storici della società italiana (territoriali, generazionali), il cui superamento era obiettivo delle politiche riformiste, oggi sono addirittura ampliati. È forse troppo sostenere che in Italia, nel dopoguerra, si è andata instaurando una via italiana al dispotismo della politica? 1.2 Quesito. Condividi che: Oggi in Italia il problema centrale sia il controllo politico asfissiante in ogni sfera della vita civile, economica, culturale e che il primo rimedio sia varare norme costituzionali che segnino i confini della legalità, separino rigidamente i poteri e consentano di ridurre la fiscalità generale? 2. Liberalismo politico 2.1 Questioni In Italia, soprattutto nel novecento, la penetrazione di concezioni nazionaliste o socialiste ha marginalizzato la tradizione liberal-democratica, la quale è stata conosciuta solo grazie a movimenti illuminati minoritari. Si sono avute conseguenze negative sullo stesso ordine legale e sulla progressiva restrizione dell'autonomia dei singoli. Gli individui invece vanno rispettati nei loro diritti inviolabili e non già considerati quali semplici componenti di un organismo più vasto: la collettività. Le visioni che subordinano le libertà dei singoli ad ogni (vero o presunto che sia) "interesse generale" sono in quanto tali del tutto incompatibili con un ordine di giustizia, così come è illegittimo ritenere che gli individui esistano solo quali membri di comunità e loro componenti. 2.2 Quesiti 2.2.1 Condividi che le istituzioni statali non possono invadere gli spazi di autonomia della società civile e delle sue articolazioni: famiglia, associazioni, comunità? 2.2.2 Condividi che gli apparati pubblici possono operare solo in funzione sussidiaria, intervenendo a sostegno di tali realtà soltanto quando esse non appaiano in grado di affrontare autonomamente i problemi che sono chiamate a risolvere? 3. Giustizia 3.1 Questione Tra le tante, quella a monte di tutte è che in Italia la magistratura è organizzata in correnti, in ciò riproducendo la configurazione dell'assemblea legislativa. Il potere giudiziario, pertanto, importa da quello legislativo i presupposti per un'inevitabile ideologizzazione e politicizzazione. Il principio liberale della separazione tra i poteri dello Stato è così violato. Le conseguenze inevitabili sono: rapporti conflittuali; inquinamento da contrapposizione di rappresentanza politica; carriera dei magistrati non per merito, ma per appartenenza a correnti; demotivazione dei magistrati migliori; i magistrati entrano in politica, poi tornano, inevitabilmente condizionati. Il CSM, organo disciplinare di autogoverno, ha una maggioranza di membri togati. Questo è un cascame di "correntocrazia" e impedisce una reale vigilanza. 3.2 Quesito. Ritieni giusto: Impedire che i magistrati si organizzino in correnti ed entrino in politica? 4. Laicità: Stato Religioni 4.1 Questione Stato e Chiesa sono stati protagonisti di rapporti complessi e complicati nella storia d'Italia. La stessa revisione del Concordato, voluta e realizzata dall'allora presidente del Consiglio Craxi e dal cardinal Casaroli, non fu nitidamente liberaldemocratica, nel senso della necessaria separazione tra la sfera del cittadino e quella del credente. Eppure quel mondo, quei problemi, quegli interrogativi sembrano lontani. Oggi in Occidente la questione della laicità dello Stato, della libertà di fede, dello stesso ruolo pubblico delle religioni presenta aspetti nuovi e diversi. La legislazione sulle cittadinanze, sull'immigrazione, sulle minoranze è divenuta argomento di lotta politica pressoché quotidiana, non più soltanto oggetto di riflessione storica e costituzionale. 4.2 Quesito. Ritieni che: Oggi in Italia la Costituzione, le leggi, le forze dell'ordine, la scuola debbano diffidare della retorica del multiculturalismo e operare invece perché sia credibile uno Stato laico, garante di libertà, ma attento alle esigenze di sicurezza e di integrazione delle minoranze nei propri valori occidentali? 5. Squilibrio demografico mondiale 5.1 Questione L'accrescimento della popolazione mondiale continua, insieme all'usura di risorse naturali, sia in società opulente, sia in quelle preindustriali e indigenti. Nel 1968 gli abitanti della Terra erano 3,5 miliardi, nel 2005 6,5 miliardi. Occorrono decisi passi verso un minimo sistema di equilibrio globale. Misure coercitive sulla natalità sarebbero però illiberali. Una società liberale si fa carico dei diritti fondamentali dei più deboli. 5.2 Quesito Premesso che è giusto che gli Stati assistano in misura sostenibile i cittadini più deboli sia i propri, sia quelli di nazioni in via di sviluppo nei loro diritti fondamentali (istruzione, sanità), ritieni opportuno che le organizzazioni mondiali e le chiese religiose si adoperino affinché, con adeguati programmi anche scolastici, le popolazioni della Terra vengano educate alla responsabilità individuale e familiare del controllo delle nascite? 6. Occidente e rapporti transatlantici 6.1 Questione La via per la pace e il progresso dell'umanità passa attraverso l'allargamento di aree di libertà e di affermazione del diritto dei popoli. La scorciatoia del pacifismo si è dimostrata non efficace e forse è anche controproducente. La Nato è stata strumento di difesa dell'area di libertà dei paesi occidentali. Un cambiamento di leadership in Europa (in parte già avvenuto) e negli Stati Uniti potrebbe avere conseguenze molto importanti sul futuro delle relazioni transatlantiche. Quesito. Ritieni opportuno che: Nella gestione delle questioni globali la posizione dell'Unione Europea venga definita in sintonia con gli Stati Uniti? 7. Libertà di espressione 7.1 Questione Il pluralismo dei media è diretto a consentire la libertà di espressione e costituisce un principio comune a tutti i paesi liberaldemocratici. In Italia oggi il pluralismo dell'informazione è tutelato dall'intervento pubblico, in tre direzioni: misure di sostegno economico, fissazione di limiti alle quote di mercato, vincoli all'organizzazione distributiva. Il sostegno economico pubblico però diventa inevitabilmente pressione politica e contraddice lo stesso obiettivo di libertà di espressione. La Commissione europea sta svolgendo uno studio. Quesito. Condividi che: La piena libertà di espressione si misuri non solo con l'assenza di misure repressive per i reati di opinione, ma anche con l'esistenza di un sistema dell'informazione non sovvenzionato, né monopolizzato e realmente autonomo dal potere politico? Aree economiche, sociali e culturali 8. Liberalismo economico 8.1 Questioni 8.1.1 Oggi il dibattito sulla globalizzazione è praticamente identico a quello degli anni settanta sul Capitalismo. Ugo La Malfa (1975) diceva: "il capitalismo costruisce società a benessere crescente ma diversifica troppo i redditi di popolazioni e gruppi sociali, aumenta il benessere di zone integrate e trascura le altre, non corregge squilibri di fondo, né del resto spetta ad esso di farlo". L'Italia perde competitività e pezzi di sistema economico. Tentazioni protezionistiche alimentano ad arte timori occupazionali. Invece l'ampliamento dell'offerta e l'abbassamento dei prezzi sarebbero fatti molto positivi. Anche l'Italia necessita di politiche correttive, non protezionistiche, per la piena liberazione delle energie imprenditoriali e lavorative esistenti. 8.1.2 La liberalizzazione del mercato dei servizi a rete in Italia è incompiuta: nella telefonia mobile è alquanto avanzata; nella telefonia fissa è quasi ferma; nell'energia è aperto solo il mercato all'ingrosso elettrico, mentre nel gas lo è molto poco, nell'acqua la riforma del 1994 è stata attuata (e oggi persino ridiscussa) solo su una parte del territorio nazionale; nelle autostrade manca una seria regolazione, con la conseguenza che le società private concessionarie fanno profitti record; i servizi pubblici locali si sono modernizzati nelle regioni del Nord e del Centro (prima aziende, ora imprese pubbliche o miste, in corso di aggregazione), nelle regioni meridionali si fa ricorso ancora all'affidamento solo in house, non per gara. Mancano investimenti in infrastrutture. I monopoli non sono stati scalfiti. Si oscilla tra situazioni che presentano redditività eccessiva ad altre nelle quali i costi sono coperti con tassazione. 8.2 Quesiti 8.2.1 Condividi che per partecipare vincendo alla competizione mondiale occorra in Italia rifuggire da tentazioni protezionistiche e occorra adottare politiche di correzione dell'economia reale che concorrano a liberare le enormi energie imprenditoriali e lavorative esistenti? 8.2.2. Condividi che l'unico interesse da tutelare sia quello degli utenti e non quello di chi ne ha il comando politico (pubblico), né degli azionisti (privati) di società di servizi, né dei lavoratori dipendenti, e che per far ciò il principio da far valere subito e ovunque sia quello della concorrenza per il mercato? 9. Finanza pubblica 9.1 Questione L'abnormità della spesa pubblica, del debito pubblico, il livello eccessivo di fiscalità generale sono il risultato di quanto avvenuto, per 60 anni, in termini di: controllo politico della sfera economica e sociale; invadenza delle Istituzioni statali negli spazi di autonomia della società civile e delle sue articolazioni; l'esproprio delle risorse collettive in nome diinteressi pubblici malintesi. Una riduzione della fiscalità non può essere rimessa ai tempi di un pieno riassorbimento del debito pubblico ma, se la si vuole misura drastica, essa resta possibile solo con un radicale ritiro della mano pubblica e un conseguente robusto taglio della spesa pubblica corrente. Quesito. Condividi che: Il livello di fiscalità generale debba diminuire in misura elevata e che ciò sia possibile non senza un ritiro della mano pubblica e un robusto taglio della spesa pubblica corrente? 10. Ambiente e bioetica 10.1 Questione Per i liberali, inclusi quelli cattolici, l'ambiente è un bene disponibile per l'Uomo, che ne porta la responsabilità di condivisione verso i suoi simili e verso le generazioni future (centralità responsabile dell'Uomo; superiorità ontologica su animali, ma rispettandoli senza farli soffrire) (Per gli ambientalisti verdi, l'ambiente è un bene non disponibile). L'Uomo è titolare del proprio corpo. È legittimo fare Ogm, ferma restando la responsabilità e le conseguenze da danni. Va garantita la libertà di ricerca senza interventi proibizionistici ispirati a ragioni ideologiche. 10.2 Quesito. Condividi che: 10.2.1 L'Ambiente è un bene disponibile per l'Uomo, che ha responsabilità verso suoi simili e generazioni future? 10.2.2 È il malato e non il medico, né la società ad avere la piena titolarità del proprio corpo nella malattia, nella vecchiaia, nella fase finale della vita? 11. Energia 11. 1 Questioni Volenti o nolenti dovremo ridurre l'uso di combustibili fossili per la produzione dell'energia. Rimarrebbero solo la fonte nucleare e quella solare, con tutte le tecnologie disponibili per trasformarla: idroelettrica, eolica, solare diretta (FV, termoelettrico e termico), biomasse e biocarburanti. Oggi sono installati nel mondo reattori nucleari di II e di III generazione; sono in costruzione reattori di III generazione; per una disponibilità di reattori commerciali di IV generazione ci vogliono non meno di 20-30 anni. Per produrre l'energia equivalente a quella di un solo reattore nucleare (il cui investimento ammonta a 3 miliardi di €) è necessario un investimento in energia eolica almeno doppio (6 miliardi in 6000 turbine eoliche) e uno in energia fotovoltaica almeno di 20 volte (60 miliardi in pannelli). 11.2 Quesiti. Condividi che: 11.2.1 Si debba procedere anche in Italia, come già sta avvenendo nel resto del mondo industrializzato o in via di sviluppo, all'installazione di reattori nucleari di III generazione? 11.2.2 Si debba rivedere criticamente la posizione, pur "politicamente corretta", nei confronti di tecnologie che sono un ostacolo alla produzione d'energia abbondante ed economica di cui il nostro Paese ha bisogno? 12 Ricerca 12.1 Questione Tra le conseguenze del '68 tra i parametri fondamentali dell'organizzazione del mondo scientifico è sparito il "merito", esistono ancora scorie di Ope legis, esami di gruppo, ventisette collettivo garantito, assemblearismo e pletoricità degli organi di governo, pauperismo e mentalità antiindustriale, sindacalizzazione e distacco dal mondo produttivo. Ripristinare il merito significa adeguarsi alle sfide della globalizzazione, alla necessità di competitività, all'impegno giovanile in termini di sviluppo scientifico e tecnologico. 12.2 Quesiti. Condividi che: L'inserimento e l'affermazione di un giovane nel contesto della ricerca debbano dipendere da suoi meriti elevati e non dal tempo trascorso in condizioni di precariato? E l'assegnazione dei fondi di ricerca debba essere decisa non dalle istituzioni pubbliche con criteri politici, ma sulla base di meccanismi di valutazione del merito scientifico che ricalchino criteri obiettivi e prestabiliti? |