Presentata a Roma l'alleanza per le europee/Il discorso di Francesco Nucara

Al via la lista Pri e liberal Sgarbi
bellezza e forza della ragione

L'alleanza tra il Pri e la lista Liberal Sgarbi ha avuto domenica mattina a Roma il suo battesimo popolare in una grande manifestazione al cinema Etoile. Una prima dimostrazione tangibile che il "partito della Ragione" ed "il partito della Bellezza", possano esercitare un richiamo autentico verso le sensibilità dei cittadini e raggiungere un buon successo elettorale.

All'incontro hanno preso parte diversi esponenti del panorama culturale e dello spettacolo: da Giorgio Forattini, che per una volta ha preso la parola invece della matita, per dire che "è indispensabile difendere il patrimonio artistico del nostro Paese", al filosofo della scienza Giulio Giorello, il quale ha sottolineato l'importanza dei valori laici presenti in questa concentrazione, in un'Italia che a suo giudizio "è sempre più percorsa da fermenti oscurantisti". Ma anche Piero Chiambretti e l'ex inviato di "Striscia la Notizia" Stefano Salvi ("torno a votare dopo 12 anni", ha detto), lo stilista Massimo Piombo, un grande campione sportivo indimenticabile come Nicola Pietrangeli e l'artista Domiziana Giordano.

Tutti sono intervenuti dal podio per manifestare il loro interesse per la nuova formazione politica, legati dall'idea di far sì che "la bellezza" dell'opera d'arte italiana non sia sacrificata dall'ignoranza e dall'incomprensione della politica e della pubblica amministrazione. Il segretario del Pri, Francesco Nucara ha aperto i lavori. "L'incontro di oggi - ha detto Nucara - rappresenta l'inizio di un cammino i cui sviluppi saranno decisi dagli elettori italiani nel prossimo giugno. Nella lunga e travagliata storia del Pri ci sono state altre occasioni di incontro con forze affini culturalmente, ricordiamo il gruppo de ‘Il Mondo' e i radicali di Villabruna, i radicali di Pannella, i liberali di Zanone.

Tutti questi incontri hanno avuto il merito di aver smosso le acque stagnanti della politica e della cultura ma non hanno mai portato buoni risultati elettorali. Le situazioni storiche erano diverse e anche le leggi elettorali erano diverse.

Oggi in questa alleanza tra il Partito Repubblicano Italiano e Vittorio Sgarbi si intravede un terreno fertile per poter rappresentare, noi e lui, tutto quel mondo laico che, chiuso da un insensato bipolarismo imperfetto, non si sente rappresentato dai due "poli" della politica italiana.

Noi abbiamo la presunzione di poter rappresentare questo segmento della società che vuole rifarsi ad una cultura priva di confessionalismi. Un segmento di società protesa alla salvaguardia della cultura italiana ed europea, protesa con passione nella difesa dei diritti civili, protesa con passione verso la ricerca e l'innovazione, protesa insomma a rendere l'Italia più vivibile, più godibile, più bella e più progredita.

I mezzi e gli strumenti per avviare questo processo di "nuovo rinascimento" ce li daranno gli elettori se sapremo far capire il nostro messaggio. Non esistono più rendite di posizione per nessuno e tanto meno per i repubblicani. Se vogliamo veramente affrontare la sfida al cambiamento dobbiamo andare incontro al nuovo che avanza. Siamo decisi a rappresentare un punto di riferimento essenziale per tutti coloro che guardano a un destino laico per l'Italia.

Solo se sapremo interpretare con coerenza le trasformazioni profonde che investiranno la società italiana nei prossimi anni possiamo aspirare a rappresentare la ‘nuova Italia'. L'obiettivo è ambizioso, ma abbiamo tutte le carte in regola per divenire il punto di riferimento della democrazia laica nel nostro Paese. Nuovi equilibri si vanno delineando sull'orizzonte politico.

E' il nostro destino nazionale, anche perché è il nostro destino europeo. Nel nostro passato - ha concluso Nucara - troverete la via del nostro avvenire".

Vittorio Sgarbi ha ripercorso gli scempi commessi negli anni di governo del centrosinistra contro le opere d'arte del nostro Paese, "l'ultimo patrimonio economico che ci resta", ma non ha avuto particolare indulgenza neppure per l'attuale governo, da cui si è dimesso proprio per una differente sensibilità. Venendo a temi più politici, Sgarbi segnala i limiti e le deficienze dell'attuale bipolarismo, indicando la necessità di trovare una piattaforma per far convergere forze democratiche e liberali in grado di affrontare la crisi del Paese. In particolare Sgarbi concorda con i repubblicani sulla posizione presa contro la devolution e appare intenzionato ad affiancare il suo voto contrario a quello del Pri nel caso in cui il testo di legge approvato al Senato fosse presentato invariato alla Camera dei deputati. Il presidente del Pri Giorgio La Malfa, che ha concluso la manifestazione, ha indicato senza mezzi termini l'esigenza di "costruire una terza posizione, che abbia un peso nel Paese e attragga quanti vogliono difendere i valori fondamentali, la cultura, l'arte ed i paesaggi dell'Italia".

Ragione e bellezza insieme in un'alleanza che non dovrebbe mai essere distaccata: lo notava Giorello nel suo intervento. Un grande sponsor, infine, quel manifesto del Pri di Ugo La Malfa: "la forza della ragione" che piace tanto a Sgarbi, e che è stato riproposto come sfondo dell'assemblea. Uno slogan ricordato anche da Oriana Fallaci nella sua ultima opera, e che è divenuto il viatico di questa campagna elettorale del Pri e della lista Sgarbi.