Reggio, discorso di insediamento di Ferrara/Il Consigliere comunale del Pri è subentrato a Rocco Lascala

Lavoriamo per una città migliore

Martedì 23 settembre si è riunito il Consiglio Comunale di Reggio Calabria a palazzo San Giorgio per l'insediamento del consigliere Paolo Ferrara del Pri, subentrato a Rocco Lascala, nominato assessore al Bilancio e ai rapporti con l'Università, al posto del compianto vicesindaco Gianni Rizzica. Era presente in aula il segretario nazionale dell'Edera Francesco Nucara.

Paolo Ferrara, reggino, 31enne, agronomo, siederà per la prima volta nel civico consesso dopo il brillante risultato elettorale del maggio 2007, che comunque non gli aveva consentito l'elezione diretta. Ferrara, in occasione della conferenza programmatica del Partito Repubblicano Italiano (Roma, febbraio 2006) inizia un rapporto di stretta collaborazione con il segretario nazionale del Pri Francesco Nucara e diventa così responsabile per l'organizzazione della chiusura delle manifestazioni nazionali per il bicentenario della nascita di Mazzini. Nel novembre dello stesso anno beneficia di un'esperienza unica, un corso nazionale di formazione politica riservato a 20 persone. Nel febbraio 2007 Giovanni Postorino lo nomina responsabile Regionale della FGR (Federazione Giovanile Repubblicana) e un mese dopo entra a far parte del consiglio Nazionale della stessa FGR. Nel mese di aprile, in occasione della celebrazione del 45 Congresso Nazionale del PRI, viene eletto membro del Consiglio Nazionale del Partito: da lì in poi l'impegno elettorale per le comunali e la storia più recente.

Di seguito riportiamo il discorso di Ferrara in occasione dell'insediamento al Consiglio Comunale.

Signor Presidente, colleghi consiglieri, non nascondo la mia emozione dovuta alla mia giovane età e soprattutto al fatto che, per la prima volta, parlo in un civico consesso.

In questo particolare momento della mia vita politica non posso non ricordare Gianni Rizzica. La figura di Gianni, per me, riveste grande importanza perché è attraverso lui che io sono giunto al Partito Repubblicano Italiano.

Alla sua memoria voglio dedicare gli anni che trascorrerò in Consiglio Comunale. Sarà difficile, molto difficile, ripercorrerne le orme, ma io faro del mio meglio.

Il Segretario Nazionale del mio partito dice sempre che i giovani hanno il diritto di sbagliare ed il dovere di correggersi. Spero di sbagliare poco per evitare di correggermi molto.

Mi saranno di aiuto, in questo percorso che mi accingo ad intraprendere, il partito da cui provengo per quanto riguarda le questioni politiche; ed il capogruppo Antonio Rappoccio per le questioni amministrative.

Mi avvarrò, ovviamente, dell'esperienza di Rocco Lascala (n.d.r.: promosso assessore), anche se oggi svolge un ruolo diverso e più autorevole che in passato.

Farò di tutto per dare seguito alle numerose battaglie che Francesco Nucara ha condotto in favore della nostra città, della Reggio che tutti dovremmo amare a prescindere da maggioranza ed opposizione.

Reggio Calabria, da sempre, è apparsa una città divisa in due parti che sembravano non conoscersi fra di loro: la parte centrale ed un'ampia fascia periferica, formata dalla corona di frazioni pre-aspromontane.

Negli ultimi anni, tuttavia, gli esponenti repubblicani ed il sindaco Scopelliti, al quale va il nostro plauso (per essere divenuto il sindaco più amato d'Italia!) hanno sanato questa frattura che durava da decenni. E lo hanno fatto concretamente.

Così, tra le innumerevoli cose realizzate da questo binomio politico, mi piace ricordare la metanizzazione delle periferie reggine che in tanti avevamo dimenticato. Ed ancora, voglio rammentare il problema dell'acqua, problema per il quale i Repubblicani hanno condotto una battaglia più che trentennale, parlando spesso ai sordi, ma operando con chi ha dimostrato coscienza dei guasti che affliggevano la città di Reggio e disponibilità alla loro soluzione.

Noi intendiamo procedere nel solco della tradizione repubblicana compiendo tutti gli sforzi possibili, perché i problemi della città possano essere risolti.

Il Sindaco sa che, come per il passato, troverà l'appoggio del mio partito, le cui tesi saranno sostenute, in quest'aula e fuori, dai due consiglieri comunali dell'Edera. Mi sarà di grande aiuto l'esperienza e il sostegno di Francesco Nucara che non ha mai dimenticato le sue radici.

Sono ben consapevole della complessità dei problemi che dovrò affrontare con voi per arrivare a trasformare la sommatoria di quartieri - che è la Reggio odierna - in una città europea: e se la strada intrapresa è, senza dubbio, quella giusta, molto c'è ancora da fare.

Voglio rammentare brevemente a tutti proprio le cose più importanti e sicuramente più difficili, perché la politica senza utopia è semplice amministrazione del presente e noi, giovani e meno giovani, vogliamo pensare al futuro.

Per questo motivo noi sosterremo quanto da Lei, signor Sindaco, è stato avviato: il Water-front, la pedemontana, il sistema idrico aspromontano, la ricettività alberghiera, l'ambiente e lo sviluppo.

Sono tutti temi di estremo interesse per la città di Reggio, su gran parte dei quali il mio partito si era già espresso negli anni passati.

E' necessario incentivare con serenità e consapevolezza l'opera di recupero delle risorse politiche che questa città può offrire.

E' inutile e dannoso dividersi per questioni di interesse comune: chi oggi è opposizione, potrebbe, domani, diventare maggioranza, nel gioco bellissimo della formazione democratica, ed allora sarà conveniente per tutti consegnare in eredità una città migliore.

E' questa l'opera che sta svolgendo questa Amministrazione: lasciare a chi verrà dopo di noi una città migliore di quella che abbiamo ricevuto.

Voglio ancora sottolineare significativamente quest'oggi, al mio ingresso in Consiglio Comunale, quali siano state - da sempre - l'attenzione e la cura che l'on. Francesco Nucara ha riservato alla crescita e alla formazione dei giovani.

In un giornale cittadino di tanti anni fa, che ho trovato nella sede del Partito, così si legge: "Un deputato atipico questo Nucara. In una città nella quale i potenti discorrono tra di loro, arriva accompagnato all'incontro sapete da chi? Da un gruppo di giovani repubblicani che non sanno neppure che cosa sia il potere. Sono militanti che debbono imparare a crescere. Francesco Nucara si fa loro maestro come usava ai tempi di Gaetano Sardiello".

Ecco, signori colleghi, mi presento a voi con l'umiltà di un giovane che vuole apprendere.

In conclusione, Signor Presidente, mi consenta una citazione ripresa da una lettera a Montanelli del grande leader storico dei Repubblicani Ugo La Malfa: "Sono nato in Sicilia, (potremmo dire in Calabria non cambierebbe molto), cioè in una di quelle terre depresse del Mezzogiorno del quale quasi ogni giorno questa democrazia continua a parlare senza pressoché nulla concludere. E di quella depressione ho vissuto da giovane tutti i drammatici aspetti, i sacrifici, le sofferenze, gli sforzi di sopravvivenza che essa comporta. Una condizione che, dal punto di vista intellettuale e morale, prima che materiale, mi avrebbe potuto portare a prendere una posizione politica estrema. Invece scelsi di lottare per la democrazia".

Ecco, Signor Presidente, cari colleghi, ho scelto un partito che mi consente di battermi per la democrazia e lo farò con quanti di voi condividono questo assunto.