Città metropolitane, un'occasione per Reggio Calabria

2010: nuovi commerci per l'area dello Stretto

L'articolo che segue è stato pubblicato su "La Gazzetta del Sud" del 15 marzo 2009.

di Francesco Nucara

Le Commissioni congiunte Bilancio e Finanze della Camera dei Deputati hanno approvato il disegno di legge delega in materia di federalismo fiscale. All'art.22 si prevede "Norme transitorie per le città metropolitane". Il comma due ne prevedeva l'istituzione per Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari e Napoli. Ad esse, con un emendamento firmato dal vice-presidente del gruppo PDL alla Camera, on. Bocchino, e cofirmato dai deputati Corsano, Nucara, Foti, Napoli, Versace, si è aggiunta la città di Reggio Calabria. Bisogna ricordare che emendamenti simili erano stati presentati dai deputati Maria Grazia Laganà prima firmataria, e da Roberto Occhiuto.

A Reggio si erano create le condizioni politico-culturali perché ciò avvenisse. Tuttavia bisogna dare atto al sindaco Scopelliti di un impegno straordinario che lo ha portato a trasferirsi nella Capitale per tre giorni e a coordinarsi con un deputato reggino che lo informava "minuto per minuto" dell'andamento procedurale e di qualche problema politico, come si può evincere chiaramente dagli atti parlamentari.

Un grande successo!

Qualcuno si domanderà perché non ci sono Palermo, Catania, Messina, Cagliari etc.

Orbene i territori di queste città ricadono nell'ambito di regioni a Statuto Speciale e perciò costituzionalmente non è consentita "l'invasione" da parte dello Stato centrale.

Motivo per il quale non si poteva inserire Messina per costituire l'intera area metropolitana dello Stretto.

Vedremo in futuro se si creeranno condizioni.

E' utile ricordare che la "Città Metropolitana" è un ente amministrativo, previsto dall'art. 114 della Costituzione della Repubblica italiana (dopo la riforma dell'Ordinamento della Repubblica del 2001, con la modifica del Titolo V della Costituzione) a cui sono attribuite le funzioni della Provincia e parte delle funzioni di interesse sovracomunale proprie dei singoli Comuni.. L'istituzione della Città metropolitana è stata prevista per nove aree metropolitane italiane: Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Torino e Venezia. A queste si devono poi aggiungere le cinque aree metropolitane riconosciute dalle Regioni a statuto speciale: Cagliari, Catania, Messina, Palermo, Sassari e Trieste.

Il soggetto amministrativo individuato possiede tutte le caratteristiche proprie di un'area metropolitana, essendo un territorio circostante un'agglomerazione che per i vari servizi dipende dalla città centrale (Reggio Calabria) ed è caratterizzato dall'integrazione delle funzioni ivi presenti e dall'intensità dei rapporti che si realizzano al suo interno.

Elementi necessari affinché si creino le condizioni per il pieno sviluppo dell'Area Metropolitana sono la presenza di una rete di trasporti che colleghi tra loro i diversi ambiti urbani dell'area metropolitana e la presenza di forti interazioni economico/sociali all'interno dell'Area stessa. E' evidente che il sussistere in questi territori di forti interazioni di natura storica, culturale, sociale ed economica, rende in un certo qual modo non prescindibile questo percorso che porterà all'istituzione dell'"Area Metropolitana dello Stretto" e quindi a trasferire parte delle competenze delle amministrazioni locali ad un coordinamento centrale che superi gli ambiti locali. Questo approccio permetterebbe di garantire una corretta gestione dell'area metropolitana e la creazione di nuove sinergie territoriali in alcuni ambiti specifici: l'erogazione dei servizi amministrativi; la differenziazione ed integrazione dell'offerta di servizi locali (settori culturale, ambientale, turistico e produttivo in generale); la gestione delle attività amministrative; l'integrazione delle risorse locali per migliorare le modalità di fruizione della "città".

Tra le competenze che verrebbero delegate al nuovo soggetto istituzionale figurano in particolare la realizzazione delle reti infrastrutturali e delle grandi opere e la promozione e valorizzazione di rapporti e scambi socio economici con i paesi dell'area del Mediterraneo. Queste tematiche risultano di particolare attualità in quanto a partire dal 2010 è prevista la costruzione di una zona di libero scambio del Mediterraneo, che per peso e dimensioni sarà tra le più grandi del mondo. Si tratta di un'occasione unica per la crescita economica e strategica dell'intera area mediterranea, destinata ad incrementare gli scambi commerciali ed i flussi di investimento tra gli Stati membri. Questa prospettiva prossima rappresenta inoltre una grande opportunità per i territori dello Stretto che risultano collocati nel baricentro di questa nuova area geo-economica.

Questa opportunità potrà essere colta solamente se i territori interessati ed in particolare le due sponde dello Stretto saranno in grado di dotarsi di una rete infrastrutturale e di un sistema di trasporti che integrando le diverse modalità (stradale, ferroviaria, marittima e aerea) permettano collegamenti rapidi ed efficienti. Questo consentirebbe di dare un impulso ai livelli di mobilità delle persone e quindi di estendere i bacini occupazionali, di facilitare le relazioni sociali e di incrementare l'accessibilità ai servizi ed ai beni culturali ed ambientali sia per i cittadini che per i turisti; consentendo quindi anche di avere notevoli ritorni economici ed occupazionali per l'Area Metropolitana dello Stretto.

Nel progettare e sviluppare il sistema integrato ed intermodale di trasporti ci si dovrebbe porre come obiettivo anche lo sviluppo degli scambi e delle relazioni commerciali che potranno beneficiare della presenza nel territorio dell'hub interportuale di Gioia Tauro e della futura realizzazione del Ponte sullo Stretto.

Tutto ciò costituirebbe un passo fondamentale a che finalmente tutta l'area dello Stretto, e Reggio al centro di essa, venga a fornire alle generazioni prossime una vera fonte di opportunità occupazionali, culturali, economiche e di sviluppo in genere, come da ormai troppi anni non se ne vedevano.

Cominciamo quindi a "credere" alla possibilità di un mondo diverso.