Lettera del segretario Pri all’"Unità"

Nucara: in tempi di crisi, torniamo ai nostri maestri

Il quotidiano "l’Unità" ha pubblicato venerdì scorso una lettera del segretario del Pri Francesco Nucara

Caro direttore, l’articolo di Alfredo Reichlin, "La democrazia è appesa a un filo", è quanto di meglio potesse leggere un repubblicano convinto che i rischi per il Paese siano gravissimi e tanto più lo sono a causa di una lunga incomprensione che ha attraversato la sinistra italiana, proprio sulla figura e l’opera di Mazzini. Anche quando tra Pci e Pri, e a maggior ragione fra Pd e Pri, ci sono stati occasionali punti di contatto o di intesa, e ve ne sono localmente diversi, restava un contenzioso remoto, eppure attualissimo, come del resto Reichlin ha dimostrato: quello su Mazzini. Chi lo disprezzava non era a nostro avviso nemmeno in grado di capire la realtà italiana per come essa è e si evolve. Non sarà un caso se Reichlin, in una analisi formidabile sui rischi che corre oggi il Paese e la nostra stessa vita democratica, ricorra alla fondamentale tesi di Mazzini, cioè all’esigenza di "un partito nazionale", che guardi alle prospettive di crescita italiana e al modo di difenderle, ignorando volentieri gli slogan che presume comportino qualche decina di voti in più. Del resto, lo stesso compromesso storico penalizzò elettoralmente il Pci, eppure fu esperienza importante per rafforzare le istituzioni repubblicane. Purtroppo ho l’impressione che la posizione di Reichlin sia, come spesso gli è successo nella sua lunga vita politica, di minoranza all’interno del partito, e molto mi dispiace. Ma anche questa era una dote mazziniana, saper sfidare le opinioni delle masse per un ideale, "il mito", di un’Italia unita e sovrana.

Cordialmente,

Francesco Nucara, Segretario nazionale PRI