Marò

Onu e governi italiani non all’altezza

Restiamo purtroppo dell’idea che il governo Monti non abbia saputo affrontare la questione dei marò italiani, sbagliando a riconsegnarli all’India, una volta rientrati in Italia. Altrettanto male abbia fatto nella delicata vicenda il governo Letta. Prima di occuparci delle sorti della Shalabayeva, nell’agenda della Farnesina, bisognava comprendere i rischi a cui si sottoponevano i nostri militari. Tanto che l’offensiva, sacrosanta, a cui è passata in questi giorni il ministro Bonino, potrebbe rivelarsi tardiva. Anche la minaccia italiana di non partecipare più alle missioni, rivolta all’Onu, lascia il tempo che trova. Meglio sarebbe dire al signor Ban Ki Moon che gli si taglia il contributo cospicuo versato dal nostro Paese nelle casse del Palazzo di Vetro. Per il resto il comportamento pilatesco del segretario delle Nazioni unite è indegno di un organismo internazionale che dovrebbe saper valutare le situazioni delicate, per lo meno quando sono palesi nelle loro dinamiche. L’Onu, non è quasi mai in grado, lo sappiamo non da oggi e ne abbiamo ancora una volta la conferma. La Nato e la Ue hanno invece compreso perfettamente il disastro che si sta consumando, ma il timore è che lo abbiano compreso quando i giochi già sono stati fatti e ora siano come sorpresi ed esterrefatti per gli sviluppi presi. Era il caso di mantenere un profilo basso per tutto questo tempo, come se si potesse essere garantiti dalle autorità indiane. Bisognava minacciare ritorsioni diplomatiche durissime e fin dal primo momento, fare tutto il possibile per evitare che si potesse anche solo profilare quell’accusa di terrorismo nei confronti dei nostri soldati che invece è stata pronunciata. Tale è stata la nostra mitezza che la Giustizia indiana ha pensato di poter infierire nemmeno si trattasse di colpe tardo coloniali da far espiare all’occidente tramite l’Italia. Ora le conseguenze si riverberano su tutte le istituzioni europee che il governo italiano si sarebbe dovuto preoccupato di chiamare all’azione tempestivamente. Poi speriamo con tutto il cuore che l’ottimo ministro Bonino abbia avuto sempre il polso della situazione e sia prossima a conseguire un significativo successo. E’ un caso in cui saremmo felici di sbagliarci sulle nostre pessime impressioni.