Cesenatico: se Mazzini fa la guerra a Cl/Bruna Righi, vicesindaco, ingiustamente messa ai margini

Un piano regolatore tradito

La vicesindaco (Pri) contesta il piano regolatore. Il sindaco (Pdl e seguace di Don Giussani) la manda a casa. Lei, allora, scrive su Facebook e rivendica i valori anticlericali del patriota e padre del Risorgimento. Un articolo di Luca Cardinalini apparso sul "Venerdì" di "Repubblica".

Cesenatico. Mai avrebbe pensato, il pur fantasioso patriota Giuseppe Mazzini, di provocare, 140 anni dopo la sua dipartita, una crisi politica....a Cesenatico. In questi giorni di spiagge gremite, la ridente località balneare dell’Adriatico è scossa infatti da uno scandalo politico-storico a dir poco surreale. Il giovane sindaco (Pdl) Roberto Buda ha licenziato Bruna Righi, sua vice con delega all’Urbanistica, a causa di questo messaggio postato dalla signora su Facebook: "I mazziniani sono sempre stati anticlericali e precursori del tempi visti i comportamenti inaccettabili dei ciellini. Mi sento sempre più mazziniana. W Giuseppe Mazzini". Per capire l’intera vicenda, è necessario ricapitolarla sin dall’inizio. Il sindaco Buda è un ex democristiano, berlusconiano e ciellino; la Righi – invece – una dirigente del Partito Repubblicano. Un rapporto tutt’altro che idilliaco da sempre, ma peggiorato man mano che si avvicina l’adozione del nuovo piano regolatore del Comune, destinato a cambiare le destinazioni di terreni e a riqualificare le colonie abbandonate, insomma a ripensare la città. Il sindaco ha motivato la scelta come un atto dovuto, essendo venuta meno la fiducia politica nei confronti della vicesindaco, "a causa di voti contrari su alcune importanti delibere di giunta e comportamenti non sempre in linea con gli indirizzi di maggioranza", scelta ovviamente condivisa dalle altre forze di maggioranza, Lega e Udc. La Righi è stata definita prima "incompetente", poi "non allineata" e infine "capricciosa" e così la poltrona di vicesindaco è stata assegnata al leghista Vittorio Savini. L’epurazione è stata netta, al punto che né il centralino del Comune né la segreteria del sindaco dicono di possedere più nemmeno il numero di telefono della Righi, ormai precipitata nel cono d’ombra. Alla fine di un tortuoso peregrinare, eccola al telefono: "L’accordo elettorale era chiaro: a noi spettava l’Urbanistica". Un tipico valore mazziniano, non è vero? "Non accetto ironie gratuite. L’impegno era preso davanti agli elettori, a garanzia dell’assoluta trasparenza delle decisioni. Cosa che non va a genio a chi preferisce prendere le decisioni nel chiuso delle stanze e di piccoli gruppi di potere, tipico di movimenti cattolici di cui parlano anche le cronache in altre regioni". Buda, che risponde solo via mail, nega tutto: "Non c’era alcun accordo e ho preso questa decisione anche su pressione degli alleati. Mettere sul tavolo la mia fede personale sociale è fuorviante". Sferzante la replica di Bruna Righi: "A maggior ragione, viva Mazzini!".

(da "Il Venerdì di Repubblica", 27 luglio 2012)